Sharon Stone racconta le molestie subite sul set in una nuova biografia, The beauty of living twice

Di Elena Fausta Gadeschi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Rich Polk - Getty Images
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From ELLE

Quando nel 2018 un giornalista di CBS Sunday chiese a Sharon Stone se avesse mai subito molestie, l’attrice rispose con una lunga risata che spiazzò l’intervistatore e senza entrare nei dettagli si limitò a dire lapidaria: “Ho visto di tutto”. A tre anni di distanza e in occasione dell’uscita della sua biografia The beauty of living twice, in libreria dal 30 marzo, la diva di Hollywood è tornata sull’argomento e ha rivelato di aver ricevuto proposte equivoche sul set. Senza fare nomi, Sharon Stone ha ricordato di quando un produttore le chiese di avere rapporti sessuali veri sul set con il co-protagonista. “Questo produttore – scrive l’attrice, che ora ha 63 anni – mi portò nel suo ufficio e cominciò a camminare avanti e indietro, mentre mi spiegava perché avrei dovuto farmi l’attore sul serio in modo da creare la giusta chimica sullo schermo”. Il produttore, racconta l’attrice, disse che lui stesso, quando era attore, aveva fatto realmente sesso sul set con Ava Gardner ed era convinto che un vero rapporto sessuale avrebbe aiutato anche l’altro protagonista a migliorare la sua recitazione. “Pensi che se io lo scopi, lui diventerà un bravo attore? – aveva risposto Stone – Nessuno è così bravo a letto. Avrebbero fatto meglio a prendere uno di talento, qualcuno in grado di ricordarsi le battute, oppure potevano fare sesso tra loro e lasciarmi fuori da tutto questo. Il mio lavoro è quello di attrice e faccio solo quello. Fu ciò che dissi”.

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Sulle dichiarazioni dell’attrice, contenute nella sua biografia e pubblicate in anteprima negli Stati Uniti da Vanity Fair, si sono scatenati i media americani che, filmografia della Stone alla mano, avrebbero individuato il nome del produttore. Secondo il New York Post si tratterebbe di Robert Evans e le date sembrerebbero coincidere. Classe 1930, nel 1957 aveva recitato insieme ad Ava Gardner nella pellicola Il sole sorgerà ancora, adattamento cinematografico del primo romanzo di Ernest Hemingway Fiesta. Il debutto da attore non fu dei migliori e ben presto Evans passò al ruolo di produttore divenendo il leggendario capo della Paramount Pictures e finanziando pellicole divenute celebri quali Love Story, Chinatown e Il Padrino. Scomparso nel 2019 all’età di 89 anni, nel 1993 Evans era stato produttore del thriller ad alto contenuto erotico Sliver con i co-protagonisti Sharon Stone e William Baldwin. All’epoca l’attrice aveva appena 35 anni e dopo il successo di Basic Instinct, il film che nel 1992 l’aveva resa famosa a livello internazionale, stava vivendo una delle stagioni più felici della sua carriera.

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Proprio sul film che ha contribuito a farne un’icona mondiale è tornata a parlare l’attrice, che ricordando le riprese di Basic Instinct ha dichiarato: "Fui ingannata sulla scena dell’interrogatorio". Pare infatti che prima di girare la scena in cui accavalla le gambe senza biancheria intima il regista Paul Verhoeven le avesse chiesto di toglierla perché "il bianco riflette la luce", ma le avesse anche garantito che le sue parti intime non si sarebbero viste. Le cose però, come sappiamo, andarono diversamente. "Dopo aver girato Basic Instinct sono stata chiamata a vedere il film" – ha raccontato la star. "Non da sola con il regista, come ci si aspetterebbe, vista la situazione, ma con una stanza piena di agenti e avvocati, la maggior parte dei quali non aveva nulla a che fare con il progetto". Imbarazzata di fronte a tutti quegli uomini, non appena la Stone vide la scena incriminata, prese a schiaffi il regista e abbandonò indignata la sala di proiezione. L'ennesima dimostrazione di quanto subdola e perversa possa essere una molestia, dentro e fuori dal set.