Siamo i primi in Europa con il green pass obbligatorio sul posto di lavoro, ecco cosa cambia

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Photo credit: Jeremy Moeller - Getty Images
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L'Italia si dimostra ancora una volta apripista d'Europa in materia di pandemia e dal 15 ottobre introdurrà l'obbligo di Green Pass sul luogo di lavoro. È arrivata ieri, 16 settembre, la notizia che il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto per estendere il Green Pass a tutti i luoghi di lavoro. Questa nuova norma, che entrerà in vigore a metà ottobre e salvo prolungamenti cadrà il 31 dicembre con la fine dello stato di emergenza, fa molto discutere, perciò cerchiamo di fare chiarezza nel suo significato.

Cosa cambia con il Green Pass obbligatorio sul luogo di lavoro? Innanzitutto la nuova regola vale per qualsiasi settore: i dipendenti statali (ministero, ente, azienda pubblica, ma anche polizia e diplomatici) ma anche i privati (dai dipendenti delle aziende ai negozianti e liberi professionisti). Questo significa che per accedere occorre essere muniti di lasciapassare sanitario, che si può ottenere sempre con la stessa procedura: aver ricevuto almeno una dose di vaccino; essere guariti dalla malattia; aver effettuato un test con esito negativo nelle 48 ore precedenti.

Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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Cambia però il discorso per i tamponi: a giorni dovrebbe arrivare il via libera dell'estensione di 72 ore per il Green Pass con test molecolari, mentre resta a 48 ore la durata per i test antigenici. Per chi ha completato il ciclo di vaccinazione, questo rimane sempre valido per 12 mesi. Un'altra novità introdotta dal decreto è che i tamponi per avere il Green Pass saranno a carico dei lavoratori che non vogliono vaccinarsi, e non della collettività. I prezzi saranno comunque calmierati, 15 euro per gli adulti e 8 per i minori. Per i soggetti fragili invece, ovvero coloro che non possono vaccinarsi per motivi medici, è previsto un fondo per la gratuità dei tamponi.

Sul luogo di lavoro i controlli verranno effettuati a campione oppure all'ingresso dell'edificio Le regole per il sistema dei controlli potrebbero comunque essere stabilite con più esattezza da un Dpcm. Infine, arriviamo alle sanzioni: per chi non dispone di Green Pass, e perciò non può accedere al lavoro, è prevista la sospensione dello stipendio dopo 5 giorni di assenza ingiustificata, ma non il licenziamento. Nel caso in cui invece il lavoratore acceda al luogo di lavoro senza certificato è prevista una sanzione pecuniaria e disciplinare.

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