Siamo serie #38 Bridgerton è la nuova serie tv di Shonda Rhimes di cui tutti parleranno

Di Francesca D'Angelo
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy photo/LIAM DANIEL/NETFLIX
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From ELLE

Complice la seconda ondata epidemica, il nostro viaggio tra le piccole gemme da gustare tra le mura domestiche prosegue. Cosa vedere? Ve lo consigliamo noi. La serie tv di oggi è: Bridgerton, disponibile dal 25 dicembre su Netflix.

Perché guardare Bridgerton?

Perché è il nuovo colpaccio di Shonda Rhimes. E cavoli se quella donna ci sa fare con le serie tv... In Bridgerton troverete praticamente tutti i temi che oggi funzionano: le serie in costume, i balli di corte, la vita della Royal family, il 1800 (e chi non adora quell’epoca con il suo tormentato romanticismo?), eroine alla Jane Austen ma anche un po’ alla Jo di Piccole donne, e poi l’amore, tanto amore, ma condito da riflessioni di stampo femminista sul diritto alla singlitudine. Il tutto corredato da un impianto alla Gossip Girl che tiene agganciati al divano. Praticamente la serie sarà la vostra nuova dipendenza seriale da qui ai prossimi 20 anni. Già, perché Bridgerton si ispira all’omonima saga di Julia Quinn che conta otto tomi e svariati prequel. Per chi fosse interessato, il primo libro è Il duca e io, edito da Mondadori. Piccola postilla. Il cast messo su da Shonda, qui nel ruolo di produttrice, è per lo più formato da sconosciuti: un po’ come all’epoca è accaduto con Grey’s Anatomy. Scommettiamo che, allo stesso modo, questi perfetti sconosciuti diventeranno dei grandi divi a cominciare dai fascinosi Regè - Jean Page e Jonathan Bailey, rispettivamente nel ruolo del duca e di Anthony Bridgerton.

Photo credit: courtesy photo/LIAM DANIEL/NETFLIX
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Trama in pillole

Siamo nel 1800 e i matrimoni sono il vero, grande, gossip della società (alta o bassa che sia), tanto che circolano pettegoli giornaletti sul tema. Il più letto è quello di una misteriosa donna, che si firma con lo pseudonimo Lady Whistledown: nessuno sa chi sia realmente ma in compenso lei sa tutto di tutti. Non si perde uno scandalo, spesso li fomenta, e un suo commento cattivo è in grado di influenzare il destino di qualunque donna in cerca di marito. Tra queste c’è Daphne, la figlia maggiore della famiglia Bridgerton che poi è la protagonista della serie: fin da quando è nata, Daphne (Phoebe Dynevor) si prepara al suo ingresso in società che poi coincide con una serie di balli acchiappa - marito. All’epoca restare zitelle era infatti un’onta gravissima (anche se non tutti in casa Bridgerton la pensano esattamente così...). Daphne però vuole trovare il grande amore, come è stato per sua madre e suo padre. Il suo debutto è perfetto se non fosse che il fratello, iper protettivo, le rovina la piazza terrorizzando i corteggiatori. Nel frattempo però arriva a corte il duca Hastings: non ha nessuna intenzione di sposarsi (la ragione verrà svelata nel corso delle puntate da un colpo di scena pazzeschissimo) e sembra indifferente perfino al fascino di Daphne. Il loro primo incontro è all’insegna della reciproca antipatia. I due però si troveranno a stringere una singolare alleanza... Di più non sveliamo per non rovinarvi il gusto della visione.

Photo credit: courtesy photo/LIAM DANIEL/NETFLIX
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Mood consigliato

Il periodo natalizio è perfetto per vedere Bridgerton: l’atmosfera zuccherosa è quella giusta e avrete abbastanza tempo libero per vedervi gli otto episodi tutti d’un fiato. Piacerà sia alle inguaribili romantiche, che sognano ancora il principe azzurro, che alle femministe più convinte perché qui, il grande amore, è anche quello che rispetta i diritti delle donne. Shonda, sei un genio.

Photo credit: courtesy photo/LIAM DANIEL/NETFLIX
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Cosa ricorderete

I balli a corte: diamine, perché non li organizzano ancora? Molto meglio quelli che la chat di Tinder. E poi vi rimarrà impresso il revisionismo storico di Shonda che, in nome del #blacklivesmatters, piazza una regina di colore, un duce e svariati nobili dalla pelle scura. Ma Shonda, si sa, tutto può: persino cambiare la Storia con la “S” maiuscola. Non ultimo, ricorderemo la sensualità di alcune scene dove uno sfiorarsi di mani diventa quanto di più erotico possa esistere in tv, e il tatto con cui Shonda spiega (e mostra) la scoperta del sesso. Nessuna morbosità ma solo tanta delicatezza. Questo sì che è sapere scrivere, signori miei...