Siamo tutte Jo March l'eroina più anticonformista, ribelle e volitiva di Piccole Donne

Di Roberta Cecchi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: COURTESY PHOTO
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From Cosmopolitan

Se guardando il film Piccole Donne hai amato alla follia il personaggio di Jo March, ritrovandoti a pensare che la piccola Amy fosse la più antipatica di tutte e quattro le sorelle e che Theodore "Laurie" Laurence si sarebbe dovuto sposare con Jo e non con lei, sappi che non sei sola e che noi la pensiamo esattamente come te. La mitica Josephine “Jo” March è la ragazza che tutte vorremmo essere (o che vorremmo avere come BFF) poiché capace di grandi sentimenti ed incredibili slanci d’affetto, appassionata, passionale e desiderosa di vivere la vita fino in fondo, fregandosene altamente di quello che si aspetta da lei la società. Ma non è finita qui, l'abilità letteraria di Jo, la sua indipendenza, il suo spirito avventuroso e la sua natura ribelle la rendono anche la nostra guru di vita indomita ed impavida alla quale non possiamo non voler assomigliare (almeno un pochino).

La giovane Jo March è sicuramente il personaggio più bello, complesso e sfaccettato del film Piccole Donne (sia che si tratti della versione del 1994 così come di quella del 2019, dove ad interpretarla erano rispettivamente Winona Ryder e Saoirse Ronan), la cui incredibile trasparenza e sincerità ci colpisce nel profondo, facendoci riflettere sull'importanza di essere vere e coerenti con sé stesse, senza mai rinnegare la propria indole. Certo, bisogna anche ammettere che le altre sorelle March non è che spicchino quanto a simpatia, verve e carattere, e questo naturalmente non fa altro che mettere ancora di più in risalto il personaggio creativo e vulcanico di Jo. Meg infatti è la sorella maggiore alla quale tutti si affidano quando hanno bisogno di un consiglio, Beth è la ragazza di buon cuore incapace di fare pensieri negativi e sempre pronta ad aiutare gli altri (un bel personaggio ci mancherebbe, peccato che muoia troppo presto), mentre Amy è la più viziata e vanitosa di tutte le sorelle March, quella che vuole essere sempre al centro dell’attenzione e che non ha paura di ferire gli altri pur di raggiungere i suoi obiettivi.

Sì è vero, dopo aver sposato Laurie potrebbe anche iniziare il suo "percorso di redenzione" che potrebbe portarla verso una maggiore consapevolezza e maturità, peccato che ognuna di noi (in cuor suo) sappia che la ragazza ha sposato il bel Laurie non tanto per amore, ma piuttosto per fare un dispetto a Jo, della quale è sempre stata gelosa a causa del suo carattere spigliato ed intraprendente. Josephine infatti ha mai voluto omologarsi alla società decidendo di ribellarsi al suo destino, prendendo in mano la propria vita con forza e determinazione. Lei infatti aspira a farsi un nome come scrittrice, desidera potersi arruolare in guerra e non ha nessuna intenzione di trovare un marito (infatti rifiuta la proposta di matrimonio del suo migliore amico Laurie, anche se poi finisce per sposare l’intellettuale tedesco Friedrich Bhaer) o di iniziare a preoccuparsi di cose "futili" come abiti, gonne, balli, guantini di seta e corpetti ben strizzati. Insomma, in un'epoca in cui la vita delle donne era dedicata solo alla casa e alla famiglia, Jo rappresentava la possibilità di un altro tipo di vita, facendoci pensare che tutto è possibile e nulla è irrealizzabile.

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