"Signore e signori benvenuti a bordo": Lufthansa cancella il saluto perché non gender neutral

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Photo credit: William Bayreuther su unsplash
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Mantenete le cinture allacciate perché il politically correct, partito a tutta velocità negli ultimi anni, potrebbe raggiungere vette decisamente inaspettate. Dopo le vocali di sostantivi e aggettivi, sostituite a fine di parola da asterischi e schwa, a finire nella trappola dei fraintendimenti di genere è la voce elettronica del comandante di bordo dei voli Lufthansa, che d'ora in avanti non potrà più dire "Signori e signore, benvenuti a bordo". La compagnia di bandiera tedesca ha infatti deciso di abolire l'espressione di saluto perché ritenuta troppo poco gender neutral. Al suo posto l'equipaggio sarà invitato a usare formule più neutre e inclusive come "Benvenuti a bordo" o un più scarno "Buongiorno" e "Buonasera". A rendere nota la svolta della compagnia, a cui aderiranno anche le società satellite Swiss, Austrian Airlines, Brussels ed Eurowings, è stata la portavoce del vettore tedesco Anja Stenger. "Per noi è importante tenere in considerazione tutti al momento del saluto – ha dichiarato ai media tedeschi –. La diversità per noi non è una frase vuota, da ora vogliamo esprimere la nostra attenzione al linguaggio".

Photo credit: Westend61 - Getty Images
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La nuova impostazione, in linea con il dibattito in corso nel Paese per adeguare la lingua, non solo scritta ma anche parlata, al rispetto delle minoranze e delle differenze di genere, trova una comoda sponda in Pennsylvania, dove nei giorni scorsi la Professional Audio Manufacturers Alliance (Pama), associazione statunitense dei produttori di materiale audio, ha inviato alle aziende affiliate un questionario volto a "raccogliere feedback sul linguaggio problematico e sollecitare suggerimenti su una terminologia alternativa e neutra". Scopo dell’iniziativa è infatti quello di "affrontare problemi di linguaggio e terminologia obsoleti, identificati come sempre più scoraggianti rispetto allo spirito di inclusione". L'assurdo bersaglio polemico sarebbero questa volta i cavi audio comunemente noti come "maschio" e "femmina". L'uso di questi termini infatti darebbe adito a interpretazioni sessiste, che l'azienda è decisa a contrastare. "L’intento dei membri di Pama è quello di raccomandare l’adozione di una struttura all’interno delle loro organizzazioni per l’implementazione di una terminologia univoca in tutto il settore, in uno spirito di inclusività e uniformità – ha spiegato nel comunicato il presidente del consiglio di amministrazione Karam Kaul –. È questione di rispetto reciproco". Intanto è stato diffuso tra gli associati un apposito documento di "nomenclatura audio professionale neutrale consigliata". Si accettano proposte.

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