Silvio Garattini: "Pasticcio sui vaccini, difficile partire a gennaio"

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
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The scientist Silvio Garattini photographed inside the power plant at the Mario Negri Institute for Pharmacological Research where he's coordinator of a research group. Milan, Italy. 25th May 2010 (Photo by Pigi Cipelli/Archivio Pigi Cipelli/Mondadori via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
The scientist Silvio Garattini photographed inside the power plant at the Mario Negri Institute for Pharmacological Research where he's coordinator of a research group. Milan, Italy. 25th May 2010 (Photo by Pigi Cipelli/Archivio Pigi Cipelli/Mondadori via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

“Improbabile che il prossimo gennaio si possa già iniziare con la somministrazione dei vaccini, almeno non quelli prodotti da AstraZeneca e da Oxford”. Così in un’intervista a ‘Il Messaggero’ il farmacologo e presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano Silvio Garattini.

“Probabilmente aspetteremo un po’ di più, specialmente dopo quest’ultimo pasticcio”, aggiunge anche se errori nei dosaggi “sono cose che possono succedere quando si fa ricerca. Il pasticcio di Astrazeneca è più che altro comunicativo: non si può e non si devono divulgare informazioni così importanti tramite comunicati stampa o interviste sui media”.

La sperimentazione andrebbe rifatta da capo? “No. Partirà un nuovo trial, che sarà condotto in tempi brevi, che ha proprio l’obiettivo di fare chiarezza”. Dunque improbabile che si cominci a ricevere le prime dosi a gennaio: “Ritengo più opportuno iniziare magari le vaccinazioni un mese dopo avendo in mano tutti i dati, che un mese prima con qualche incertezza”.

È possibile anche che il vaccino non funzioni o che non sia così sicuro? “Non penso affatto. Ma con pasticci comunicativi di questo tipo, è una domanda che si faranno miliardi di persone. Per questo ritengo debbano intervenire i governi: visto che questi vaccini hanno ricevuto finanziamenti pubblici sostanziosi, i governi devono pretendere che i risultati delle sperimentazioni vengano pubblicati per intero su riviste scientifiche. Bisogna porre fine a questa assurda gara a chi arriva prima al vaccino. Non ha senso. Arrivare per primi non rappresenta un vantaggio per l’azienda - conclude Garattini - perché nessuna di queste aziende è al momento in grado di produrre e distribuire dosi sufficienti del vaccino. Non sarà solo un’azienda a poterle fornire”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.