Sin, 'anti-Alzheimer apre a nuove speranze per pazienti'

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Con l'anticorpo monoclonale anti-Alzheimer approvato in Usa "si apre una nuova strada per i pazienti e questo trattamento è più che una speranza: è la prima terapia che potrebbe impedire lo sviluppo della malattia". Lo afferma all'Adnkronos Salute Gioacchino Tedeschi, presidente della Società italiana di neurologia (Sin). "E' indicato per le persone che hanno caratteristiche che predispongono all'Alzheimer, parliamo di over 65 con depositi di proteina amiloide nel cervello, e un'alta probabilità di sviluppare un deficit cognitivo: in Italia è possibile stimare tra 100-300mila persone", aggiunge Tedeschi.

"Il paziente dovrà essere selezionato accuratamente - avverte il presidente Sin - per una terapia mensile che necessita di una risonanza magnetica, per evitare alcuni effetti collaterali che potrebbero verificarsi a danno del sistema nervoso centrale, quindi l'anticorpo monoclonale dovrà essere somministrato sono in centri specializzati".

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