"Sono cresciuta nei backstage dei teatri" parola di e a Thomasin Mckenzie perla rara di Ultima notte a Soho

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Photo credit: David M. Benett - Getty Images
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Il primo ministro Jacinda Ardern ha messo la Nuova Zelanda in lockdown e Thomasin McKenzie, 21 anni, ha dovuto rinunciare al festival. Non vedeva l’ora di essere a Venezia, da settimane lavorava con la sua stylist per trovare il vestito giusto, un look in sintonia col mood dell’horror femminista Ultima notte a Soho di Edgar Wright, di cui è protagonista.

Il film salta dai giorni nostri agli Anni 60. Qual è il tuo stile?

Sto ancora cercando di capirlo, ogni volta che entro in un personaggio e poi mi tolgo i costumi di scena perdo un po’ il senso di qual è il mio guardaroba ideale, sono in una fase di confusione e scoperta.

Hai sempre voluto essere attrice?

No. Sono cresciuta nei teatri, da piccola giravo la Nuova Zelanda coi miei in tournée (il papà è regista, la mamma attrice). Era un lavoro talmente normale per me che da piccola volevo fare tutt’altro: la guardiana di uno zoo o la veterinaria. Quando ho scelto di fare l’attrice ero ben consapevole di cosa significasse: non ero abbagliata dai lustrini, vedevo il duro lavoro e i tanti sacrifici che facevano i miei per seguire la loro passione.

Sei molto legata alla tua nonna materna, anche lei attrice…

Sì, a casa le nostre camere sono vicine e stiamo molto insieme. Mi piace stare in silenzio ad ascoltarla mentre canta canzonette senza senso dei suoi tempi… Mi sono fatta raccontare da lei l’atmosfera della Swinging London per prepararmi al film.

Hai tre fratelli: mai invidiato i figli unici?

La mia migliore amica lo è e da piccola ero terribilmente invidiosa... Adesso sono felice e mi mancano da morire quando mi allontano per lavoro. L’unico problema è che mia sorella mi ha superato in altezza. Ha solo 14 anni, lo trovo profondamente ingiusto..

La scena dove hai avuto più paura?

Quando correvo per Londra come una pazza in mezzo alla gente che non sapeva stessimo girando un film. Che vergogna...

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