I sorrisi oltre la comfort zone o di come sia giusto chiedersi se andremo al cinema finito il festival?

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Photo credit: David Zaitz - Getty Images
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I festival, si sa, sono una bolla nella bolla dei social e poi in quella delle pagine ristrette dei quotidiani in cui scriviamo. Qui a Venezia è ancora tutto bello, scintillante, il red carpet è la nostra zona di comfort, le proiezioni sono sold out, qualsiasi talent riceve un premio e, insomma, dai, fino a qui tutto bene. Certo, dietro ai sorrisi di circostanza, ad esempio dei produttori, si intravede un terrore che corre sul filo del box office.

Il sequel di Come un gatto in tangenziale ha incassato in due settimane 1,8 milioni di euro, il primo aveva chiuso a 10 milioni. Fast & Furious 9 sta a 4,3, il precedente a 14,7. Due film presentati a Venezia sono sì entrati nella classifica dello scorso fine settimana ma con questi numeri: 20 mila persone per Il collezionista di carte con Oscar Isaac, 6 mila per Mondocane con Alessandro Borghi.

Tutti gli occhi sono ora puntati su due blockbuster veneziani, Dune il 16 settembre e Freaks out il 28 ottobre. Il 16 esce anche Il silenzio grande di Alessandro Gassmann, il 14 ottobre Ariaferma di Leonardo Di Costanzo mentre oggi è in sala Qui rido io di Mario Martone.

Chissà che non si senta un po’ più al sicuro Sorrentino che, con È stata la mano di Dio, arriva al cinema il 24 novembre e il 15 dicembre su Netflix. Ah ecco, le piattaforme. Qui ridono ancora loro?

Photo credit: Luigi Angelucci
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