Spionaggio, il figlio dell'ufficiale arrestato: "Se lo ha fatto è per mantenerci"

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"L'unica cosa che credo è che se mio padre ha fatto quello che ha fatto è stato per mantenere la famiglia, per mantenere la casa, non per andare contro lo Stato, contro la Patria". Ad affermarlo, intervistato da Repubblica, è il figlio 24enne di Walter Biot, l'ufficiale della Marina accusato di spionaggio. Il giovane ha ribadito che il padre "per 35 anni ha servito la Patria e lo Stato: ha fatto la seconda Guerra del Golfo, è stato in Iraq, in Afghanistan". "Una cosa così - ha continuato - ci inguaia tutti. Noi stiamo con le toppe al c...o, io e mia sorella facciamo lavori part time, mio padre è l'unico che ci può mantenere; se lo congedano con disonore il rischio è che ci tolgano i bambini minorenni (Biot ha 4 figli, ndr) perché non possiamo mantenerli".

Su Biot pesano adesso due accuse: spionaggio politico e militare. Se dovessero essere confermate, l'articolo 257 del Codice penale parla di una pena detentiva non inferiore ai 15 anni. Non solo: potrebbe anche scattare l'ergastolo se "il fatto ha compromesso la preparazione o l'efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari". Oltre alla procura di Roma sta lavorando sul caso anche la Procura militare e presto verrà organizzato un colloquio tra i rispettivi procuratori per valutare la competenza.

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Giorni fa era stata intervistata anche la moglie di Biot, che al Corriere della Sera aveva detto: "Era veramente in crisi da tempo, aveva paura di non riuscire più a fronteggiare le tante spese che abbiamo. L'economia di casa. A causa del Covid ci siamo impoveriti, lo sa?".

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