Stati generali M5s a rischio. Potrebbero slittare a dopo il referendum

Gabriella Cerami
Five Stars' Vito Crimi arrives to vote on a new president whose first job will be to seek the formation of a new government after inconclusive elections, in Rome Thursday, April 18, 2013. Political parties sparred over suitable candidates for the post being vacated by Giorgio Napolitano ahead of the Thursday vote, reflecting divisions that they have been unable to overcome in the more than 50 days since the Feb. 24-25 elections. Napolitano's term expires next month. (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Teso in volto. Nervoso a tal punto da non riuscire a ricordare quali siano le cinque Stelle, ovvero i cinque punti cardine su cui si fonda il Movimento. Cerca aiuto, mentre nervosamente si tormenta la fede che porta al dito, girandola e girandola per tutto il tempo delle dichiarazioni alla stampa. A Vito Crimi, reggente da meno di una settimana, tocca l’arduo compito di commentare la Waterloo in Emilia Romagna e Calabria (copy right Massimo Bugani, ex socio dell’associazione Rousseau). “Le elezioni non sono andate bene ed era prevedibile”, è l’incipit ma nonostante questa presa d’atto viene respinta l’idea del premier Conte di creare un campo progressista contro le destre.

Il resto sono dichiarazioni sparse e confuse, c’è un partito spaccato in due sul futuro da intraprendere. Non c’è un capo politico, che ha lasciato l’incarico un attimo prima di affondare, e c’è Crimi che contraddice colui che ha scelto come presidente del Consiglio. Ecco il cortocircuito generale che, con ogni probabilità, farà slittare gli Stati generali di metà marzo. E dal momento che saranno necessarie almeno due settimane in più per organizzarsi, significa che saranno celebrati dopo il referendum costituzionale, quando il quadro politico sarà forse un po’ più chiaro.

 

“Il problema oggi non è con chi ci alleiamo, la domanda è un’altra. Esisteremo ancora?”, si chiede un parlamentare di rango. Il giorno dopo la batosta, ciò che resta del mondo pentastellato è ancora sotto choc. Crimi prova in ogni modo ad evitare lo scontro frontale con Conte ma alla fine non ci riesce. “Non dobbiamo replicare gli altri partiti, non dobbiamo creare qualcosa di strutturale con gli altri partiti”, dice. Niente alleanze sui territori né tanto meno la creazione di un campo progressista. Piuttosto Crimi conferma, almeno per ora, i candidati alla Regione scelti in Toscana, Liguria e in Puglia. Così come viene confermato il candidato grillino alle elezioni...

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