Statistiche inutili ma molto belle sulla sesta giornata di serie A

Di Giuseppe Pastore
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Photo credit: Giuseppe Bellini - Getty Images
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From Esquire

Mentre nel resto d'Europa spira il vento della restaurazione e, dai e dai, in testa alle varie classifiche rispuntano le solite note – il PSG in Francia, il Bayern Monaco in Germania, il Liverpool in Inghilterra: ma resiste in Spagna la Real Sociedad – la serie A rilancia con l'ulteriore allungo del buon vecchio Milan comunque assente dai quartieri altissimi da quasi un decennio, tallonato dal Sassuolo di De Zerbi che, dopo anni di pensiero laterale a uso e consumo dei calciofili hipster, con l'impeccabile 0-2 di Napoli è come se si fosse presentato per la prima volta al lavoro in giacca e cravatta. Prima e dopo un'altra catenata di gol, addirittura 37 in dieci partite, con giocatori di sedici nazionalità diverse a rete tra cui il neo-peruviano Lapadula.

Gravità Zeta

La copertina spetta ancora una volta a Zlatan Ibrahimovic, che andando in gol in serie A per la sesta partita consecutiva (le prime due appartengono alla stagione scorsa) stabilisce la striscia più lunga in serie A della storia del Milan, ex-aequo con Andriy Shevchenko nel 2000-01 e... con Zlatan stesso, in gol per sei partite di fila nel 2011-2012. Andrà a caccia del settimo sigillo contro il Verona, mai affrontato in carriera, che in caso di gol diventerebbe la 30^ squadra su 33 impallinata da Ibra in serie A (sono scampate alla sua furia solamente Treviso, Bari e Spal). D'altra parte, prima di domenica mattina Zlatan non aveva neanche mai segnato a Udine in carriera e, se vogliamo, neanche mai segnato in rovesciata in serie A, in una scena che – a proposito di atleti che amavano spostare i limiti un po' più in là – meriterebbe di essere montata con I believe I can fly di R. Kelly in sottofondo. In tutto questo Ibraismo merita un po' di spazio anche Padre Pioli, primo allenatore della storia del Milan a fargli segnare almeno due gol per tredici partite consecutive: ed è capitato proprio a Udine, la città dove Pioli aveva vissuto il giorno più brutto della sua carriera da allenatore.

Scusate il ritardo

Alla Dacia Arena si è finalmente palesato uno dei grandi ritardatari del calcio italiano, il rigore per l'Udinese che mancava da 49 partite consecutive – il record assoluto dovrebbe perciò appartenere (correggeteci se sbagliamo) ancora all'Inter, senza rigori a favore per 54 partite dal 9 maggio 1976 (Inter-Roma 2-0, gol di Bertini) al 26 marzo 1978 (Atalanta-Inter 0-1, errore di Muraro). Sale invece a 117 il numero di partite consecutive in cui l'Inter non segna su punizione diretta (anche se Kolarov ci è andato vicino, ma purtroppo Perisic l'ha strusciata con i capelli) e sale a 39 la striscia di partite consecutive in cui il Bologna subisce gol (eguagliato il Racing Santander 1960, nei top 5 europei restano avanti solo il Gimnastic Tarragona 1950 – 41 partite – e il Bordeaux 1960 – 42 partite).

Photo credit: DeFodi Images - Getty Images
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Nulla lasciato al caso

Cristiano Ronaldo ha omaggiato il suo allenatore segnando al Dino Manuzzi di Cesena il primo rigore a cucchiaio della sua carriera juventina. Conoscendo l'esasperato perfezionismo di CR7, non giureremmo che si tratti di una coincidenza: perché proprio a Cesena campo neutro, in una lontana amichevole estiva Brescia-Inter dell'agosto 1997, l'allora 18enne Andrea Pirlo tirò e segnò il suo primo scavetto da professionista, ai danni di un Pagliuca che la prese malissimo. Dell'episodio purtroppo non v'è traccia su Youtube: se qualcuno di voi lettori conserva il nastro di quella partita (ma perché dovrebbe?), ce lo faccia sapere.

Chiedimi se sono Felipe

L'espressione tra lo schifato e l'allucinato di Marco Giampaolo a fine partita è l'immagine di copertina dell'ultimo capitolo della relazione controversa tra il Torino e la Sfiga. Il rovescio della medaglia è l'ennesima vittoria all'ultimo tuffo della Lazio di Simone Inzaghi, che già l'anno scorso a Cagliari era riuscita in una prodezza del genere, pareggiando al 93' (Luis Alberto) e vincendo al 98' (Caicedo). Complici le lungaggini del VAR, questa volta l'Aquila si è spinta ancora più lontano, con un'abbinata 95' Immobile-98' Caicedo che non ha precedenti nel nostro campionato. E questo naturalmente fa del Panterone Felipe Caicedo il primo giocatore della storia della serie A a segnare due gol al minuto 98.

Tutta sua la città

Come diceva Gianni Mura, altre considerazioni: Gianluca Scamacca ha segnato il suo primo gol in serie A nel derby di Genova (sotto la Lanterna non capitava dal novembre 2012, quando si erano sbloccati insieme prima Andrea Poli e poi Maurito Icardi). Chi sono gli ultimi giocatori capaci di un'impresa simile negli altri tre grandi derby italiani? In ogni caso non bisogna andare troppo lontano: a Torino Matthijs De Ligt, novembre 2019; a Milano Tiemoué Bakayoko e Mateo Musacchio, nel derby perso dal Milan 2-3 nel marzo 2018; a Roma Mapou Yanga-Mbiwa, maggio 2015 (fu anche il suo unico gol italiano).

Party di benvenuto

E infine, una Statistica Inutile di strettissima attualità. Mettendo stasera piede all'Estadio Alfredo Di Stefano di Valdebebas, l'Inter diventerà stasera la prima squadra extra-spagnola ad essere stata ospite del Real Madrid in tre stadi diversi: gli altri due sono ovviamente il Bernabeu e poi lo stadio Ramon Sanchez Pizjuan di Siviglia, dove il Madrid era stato costretto a giocare contro l'Inter la prima partita della fase a gironi 1998-99, con il Bernabeu squalificato e la società multata per 115 milioni di pesetas perché, nella semifinale dell'anno prima, gli Ultras Sur si erano appesi alla rete di protezione e avevano fatto crollare una delle due porte. Cose che non possono succedere negli acquari attuali, per fortuna o purtroppo.