Statistiche inutili ma molto belle sulla settima giornata di serie A

Di Giuseppe Pastore
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Photo credit: Nicolò Campo - Getty Images
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From Esquire

Tre rigori contro il Real Madrid nella stessa partita? E giù battute attorno al proverbiale coro da stadio “asì gana el Madrid”, perché – come dicono quelli che leggono i giornali – todo El Mundo è Pais. Il fatto strano del week-end viene dal Mestalla di Valencia, dove Carlos Soler ha rifilato addirittura una tripletta dal dischetto al povero Courtois – anzi, ne ha tirati addirittura quattro, visto che il primo gli è stato fatto ripetere per eccessivo traffico in area. Il Real Madrid – che non si vedeva fischiare contro un penal in campionato dal 30 novembre – ne incassa tre in una botta sola, ed è la prima volta nella sua storia. Dal nostro cantuccio di umili cercatori di statistiche, rispondiamo con il nome e cognome dell'unico triplettista dagli 11 metri della storia della serie A: José João Altafini, che fece tre su tre in Spal-Napoli (1-4) del 5 febbraio 1967. E l'arbitro che nei ruggenti anni Sessanta ebbe il fegato di fischiare tre rigori alla squadra in trasferta non poteva che essere Concetto Lo Bello.

Armeno tu, nell'universo

Ma anche la serie A ha prodotto la sua tripletta di giornata, e di specie assai pregiata: stoffa armena delicata e ricercata come quella di Henrik Mkhitaryan, perdipiù in trasferta. L'1-3 di Marassi ha fatto dell'Armenia di “Miki” il 36° Paese diverso a potersi fregiare di un rappresentante triplettista in Italia. Per i cultori della materia che si vogliono divertire ad associare nazioni e giocatori li riportiamo tutti qui di seguito, in ordine di apparizione: Italia, Argentina, Brasile, Albania, Austria, Ungheria, Danimarca, Svezia, Olanda, Galles, Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Uruguay, Cecoslovacchia (Repubblica Ceca), Colombia, Panama, Jugoslavia (Serbia), Croazia, Belgio, Liberia, Cile, Camerun, Ucraina, Grecia, Macedonia, Romania, Montenegro, Svizzera, Egitto, Slovacchia, Senegal, Slovenia, Portogallo e appunto Armenia. Due dati notevoli: l'ultimo olandese a fare una tripletta in serie A è stato niente popodimeno che Marco Van Basten, esattamente 28 anni prima di Mkhitaryan (a Napoli, l'8 novembre 1992); solo due spagnoli hanno segnato una tripletta in serie A (chi? Ah, saperlo).

Photo credit: Paolo Rattini - Getty Images
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Roulette russa

Aria nuova in cucina anche al Gewiss Stadium di Bergamo, dove l'esordio in serie A di Aleksey Miranchuk è stato non meno prodigioso di quello in Champions: contro il Midtjylland ci aveva messo appena otto minuti per segnare lo 0-4, mentre ieri gliene sono bastati venti per impallinare Handanovic. Nonostante la vastità dello Stato attualmente governato da Vladimir Vladimirovič Putin, il ricordo dell'ultimo russo in gol in serie A non era freschissimo: trattavasi infatti di Viktor Budyanskiy, prodotto del settore giovanile della Juventus che qualcuno di buona volontà aveva spacciato per il nuovo Nedved e aveva esordito in serie A a Perugia il 2 maggio 2004 (nella famosa partita di Gheddafi Junior!), prima di una carriera appena decorosa tra Reggina, Avellino, Ascoli, Udinese e Lecce. Proprio in bianconero – ma nelle Marche – aveva segnato i suoi unici tre gol in serie A, gli ultimi dei quali (due) al Palermo il 13 maggio 2007. Che fa adesso Budjanskij? Risulta essersi ritirato a soli 27 anni, nell'estate 2011, e non siamo riusciti a rintracciarlo nemmeno su Instagram. Aiutateci!

Highway to Hellas

La partita più divertente del turno è stata anche l'ultima in ordine cronologico, un Milan-Verona tortuoso come un'attrazione da luna park tra gol, autogol, pali, rigori sbagliati, interventi VAR e altre attrazioni minori. Sull'Hellas gravava una maledizione secolare: mai aveva vinto in serie A a San Siro in 57 precedenti! Per l'esattezza, 29 in casa Inter e 28 in casa Milan. Pure nell'anno dello scudetto non era andata oltre due pareggi, mentre l'anno scorso si era ritrovata in vantaggio entrambe le volte, rimediando poi appena un punto (1-1 contro il Milan, 1-2 contro l'Inter). Ieri la banda-Juric si è superata, rimanendo in vantaggio per 87 minuti, recupero compreso, prima di farsi raggiungere da Ibrahimovic: migliorato –se così si può dire – il record di durata del 16 gennaio 1983, 71 minuti in vantaggio tra il gol di Guidetti (9') e il pareggio di Beppe Bergomi (80').

Punto Zlatan

L'altra faccia della luna è un Ibrahimovic sempre più Bene e Male insieme, Eros e Thanatos, Yin e Yang, Biden e Trump: prima ha tirato un assurdo rigore al primo anello, poi ha martellato in rete la capocciata del 2-2. E così è andato in gol per la settima partita di campionato consecutiva, striscia aperta alla 37^ giornata dello scorso torneo contro la Sampdoria e proseguita contro il Cagliari e quest'anno contro Bologna, Inter, Roma, Udinese e Verona. È la serie più lunga di sempre per un milanista, migliorando le 6 partite di Shevchenko(2000-2001) e Ibra stesso (2011-2012). Non solo, perché sforacchiando anche il Verona, mai incontrato in carriera prima di ieri sera, Zlatan ha fatto gol alla 30^ squadra su 33 incontrate in serie A: sono scampate alla sua furia solamente le inconsapevoli Spal, Bari e Treviso.

Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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La kryptonite di Sassuolo

Prendete l'allenatore più à la page del momento, adulato in ogni salotto televisivo, corteggiato dai top club studiato dal Barcellona, guida e creatore di una macchina da gol: quale super-uomo può possedere il segreto per lasciare regolarmente a secco la sua squadra? E invece Roberto De Zerbi ha un conto in sospeso con il mite Luca Gotti, l'unico dei 28 allenatori affrontati in carriera almeno tre volte contro cui non gli sia riuscito di segnare nemmeno lo straccio di un gol. Nel dettaglio: l'anno scorso il Sassuolo perse 3-0 a Udine e poi in casa, all'ultima giornata, per 0-1; venerdì scorso Gotti ha prosciugato ogni fonte di gioco a Caputo e compagni, condannando il pubblico di Sassuolo-Udinese allo spettacolo d'arte varia di 90 minuti con un solo tiro in porta.

Osservatorio Sinisa

Una cifra tonda per concludere in allegria: il gol di Osimhen ha allungato a 40 la striscia di partite consecutive di serie A con almeno un gol subito dal Bologna di Mihajlovic, che ora è davvero a un passo dalle due battistrada nei top 5 campionati europei, il Gimnastic Tarragona 1950 (41 partite) e il Bordeaux 1960 (42 partite). Dopo la sosta, il calendario dice Sampdoria-Bologna e Bologna-Crotone: non sarà facile, ma è quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare.