Statistiche inutili ma molto belle sulla dodicesima giornata di Serie A

Di Giuseppe Pastore
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Photo credit: Nicolò Campo - Getty Images
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From Esquire

Ci mancava anche il turno infrasettimanale! La serie A si avvicina alla fine del 2020 più ansimante e intasata dell'A14 nell'ultimo week-end prenatalizio, con rallentamenti in testa e in coda, sette pareggi su dieci partite, frenate controllate delle battistrada (vincono solo due delle prime dieci in classifica) e un ultimo posto condiviso dalle squadre delle città più lontane della serie A, Torino e Crotone: separate da 1.276 chilometri sulle mappe stradali, uniti da un melanconico fanalino di coda. Con Wilfried Singo che entra nella storia ma dalla parte sbagliata, rimediando quella che sembra proprio l'espulsione più veloce della storia del Torino in serie A.

Il blocco di Cristiano Ronaldo

Anche i CiErreSette piangono: in Juventus-Atalanta il cyborg portoghese ha mancato la possibilità di segnare il quinto rigore in otto giorni (ma già i quattro rifilati a Barcellona e Genoa rappresentano un record: dei suoi 754 gol in carriera, Ronaldo non ne aveva mai segnati quattro consecutivi su rigore). È il quarto penalty sbagliato in due anni e mezzo alla Juventus, ma il più doloroso perché è il primo che costa punti o risultati: gli altri tre erano stati falliti in maniera indolore contro Chievo (era finita 3-0), Sampdoria (era finita 2-0) e Milan in Coppa Italia (era finita 0-0,ma la Juve aveva ugualmente passato il turno). Su 167 tentativi, è il ventottesimo errore dal dischetto di Cristiano, due dei quali nelle “lotterie” finali contro il Manchester United (finale Champions 2008) e il Bayern Monaco (semifinale Champions 2012). Ma c'è di più: per la prima volta in carriera in una competizione ufficiale, Cristiano Ronaldo si è fatto bloccare un calcio di rigore! L'unico precedente risale infatti a un'amichevole Danimarca-Portogallo del 1° settembre 2006, quando a ipnotizzarlo era stato Thomas Sorensen.

Dio vede e Provedel

Photo credit: Chris Ricco - Getty Images
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L'altra faccia della medaglia è naturalmente Pierluigi Gollini, semi-omonimo dell'arbitro migliore di tutti i tempi secondo France Football, che dopo un mortificante 0 su 15 in serie A ha finalmente rotto il ghiaccio contro l'avversario più illustre. Senza contare le squadre giovanili (Nazionali comprese) il 25enne Gollini, che nel tempo libero si diletta a fare il rapper con il nome d'arte di Gollorius, è appena al secondo rigore in assoluto parato in carriera: il primo risale al 18 ottobre 2016, quando giocava nell'Aston Villa e respinse il rigore di Danny Williams del Reading, subendo purtroppo gol sulla ribattuta. Ma nel mercoledì di campionato è arrivata anche la prima volta del suo collega Ivan Provedel, al primo rigore parato in serie A contro Barrow, ipnotizzato anche sulla respinta. Perciò la nuova maglia nera della serie A diventa ora il vecchio Angelo Da Costa, zero rigori parati su dodici fronteggiati con le maglie di Sampdoria e Bologna.

Romelu di ghiaccio

In questo mercoledì di rigori, va sottolineata la prodezza di Romelu Lukaku, al decimo rigore trasformato su dieci tirati con l'Inter (nove dei quali spiazzando il portiere, ultimo dei quali Ospina): per trovare un cecchino nerazzurro dal simile rendimento bisogna tornare indietro di mezzo secolo, fino al pressoché infallibile Roberto Boninsegna che aveva convertito tutti i primi venti rigori tirati con l'Inter dal 1970 al 1973, fallendo solo al 21° tentativo, parato da Franco Superchi in Fiorentina-Inter del 16 dicembre 1973.

Caso Chiesa

L'amico e collega Luca Bianchin della Gazzetta dello Sport ci segnala il curioso caso di Federico Chiesa, al terzo gol in carriera contro l'Atalanta, praticamente una fotocopia degli altri due segnati il 24 settembre 2017 e l'8 febbraio 2020: tutti e tre da fuori area, di destro, nel primo tempo, giocando in casa, tutti nella porta alla destra del teleschermo. Solo una coincidenza, o siamo tutti dei burattini azionati dai fili del destino? Ah, voi lo dite. Oltretutto Chiesino concentra contro l'Atalanta il 60% dei suoi gol da fuori area in carriera e nei ritagli di tempo, sempre contro la Dea, lucra rigori non troppo convincenti: forse è anche per questo che Gasperini si è particolarmente imbufalito, memore dello scabroso penalty fischiatogli contro dall'arbitro Valeri in un altro Fiorentina-Atalanta (2-0) del 30 settembre 2018.

VentiquattroMilan baci

Photo credit: FILIPPO MONTEFORTE - Getty Images
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Ma ora basta parlare di rigori! Parliamo piuttosto delle ultime bizzarrie del Milan di Pioli, sempre vivo sia pure un poco ansimante ultimamente, giunto alla 24^ partita consecutiva senza sconfitte e alla dodicesima partita su 12 in cui segna almeno due gol (e con le ultime due dell'anno scorso, fanno 14 consecutive). Ieri ci hanno pensato il 14^ e il 15^ marcatore stagionale, vale a dire Davide Calabria e Pierre Kalulu, il che fissa un'altra statistica assai singolare, vista anche la precedente doppietta di Theo Hernandez: gli ultimi quattro gol del Milan sono stati segnati tutti da difensori.

Orgoglio sannita

Il Benevento è l'Athletic Bilbao d'Italia? Questa domanda indubbiamente balzana può avere una sua ragion d'essere di fronte agli ultimi tabellini della banda-Inzaghi, che da novembre ha mandato in gol Riccardo Improta da Pozzuoli, Gaetano Letizia da Napoli e Pasquale Schiattarella da Mugnano di Napoli, in una partita peraltro impreziosita dal gran gol di Ciro Immobile da Torre Annunziata. E quest'anno ha già segnato anche Roberto Insigne da Napoli: gli unici extra-napoletani sono il torinese Lapadula, il romano Caprari e il brianzolo Caldirola. Questo fa del Benevento, dopo dodici giornate, anche l'unica squadra del campionato ad aver mandato in gol solo giocatori nati in Italia (ma attenzione, non tutti italiani, visto il recente cambio di nazionalità di Lapadula). L'ultima squadra ad aver completato un intero campionato senza gol stranieri rimane il Sassuolo 2014-2015 (dove però c'era anche Nicola Sansone, nato a Monaco di Baviera – oh, non se ne esce).

Sul luogo del delitto

Un fulmine può cadere due volte nello stesso punto? La scienza e la logica ci dicono che è raro, ma non impossibile: per esempio, è stimato che sulla cima dell'Empire State Building se ne abbattano almeno un centinaio all'anno. Vista da questa prospettiva, il caso di Lorenzo Insigne è del tutto spiegabile: 279 partite in serie A e due espulsioni, entrambe in due Inter-Napoli giocate a dicembre. La seconda arriva due anni dopo la prima, nella famigerata partita del 26 dicembre 2018, funestata da gravissimi incidenti fuori dallo stadio e spregevoli episodi di razzismo all'interno. In serie A c'è qualcun altro che ha fatto lo stesso? Sì, e sempre a San Siro: si tratta del bolognese Mitchell Dijks, espulso due volte in altrettanti Milan-Bologna 2018-2019 e 2020-2021, nella sua unica presenza stagionale. E tutti e due, per quest'anno, hanno già dato.