Statistiche inutili ma molto belle sulla quinta giornata di serie A

Di Giuseppe Pastore
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Photo credit: Giuseppe Bellini - Getty Images
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From Esquire

La pandemia tutte le feste si porta via? Di sicuro lo spleen autunnale risparmia per il momento il nostro campionato, più brillante che mai, tetragono ai colpi del Covid che si infrangono come onde sulla battigia. Apertura lirica obbligata per far da contraltare alla terribilità delle notizie che ci sono giunte dall'Olanda: VVV Venlo-Ajax 0-13, un massacro di proporzioni inaudite nella storia dei principali campionati europei. Il precedente record olandese era un 12-1 inflitto il 19 maggio 1972 dallo stesso Ajax al Vitesse, con quattro gol di Cruijff e tre di Neeskens: nei principali tornei europei si trova una valanga peggiore solo in Austria, dove il 18 maggio 1957 il Wacker Vienna aveva battuto il Kapfenberg 14-0. In Italia il record è saldamente detenuto dal Grande Torino, unica squadra ad essere andata in doppia cifra in una singola partita, il 9maggio 1948 contro l'Alessandria (10-0). E ora veniamo ai fatti di casa nostra.

Mio fratello è figlio unico

La citazione di un altro famoso Rino calabrese è d'obbligo almeno a sentire l'intervista post-partita di Roberto Insigne, che dopo il pareggio del Napoli ha rivolto a suo fratello Lorenzo parole poco flautate: “Gli ho detto una cosa in napoletano, rivolta pure verso mia mamma”. È dunque la prima volta che due fratelli segnano da avversari nella stessa partita di serie A? In molti hanno scritto di sì, scomodando al limite il precedente in serie B dei due gemelli Matteo e Federico Ricci, in gol l'uno contro l'altro in Spezia-Benevento del 18 novembre 2018.

Ma la realtà è sempre più complessa: i due Insigne sono al limite i primi due fratelli italiani, perché in Inter-Lazio del 4 dicembre 1949 a San Siro andarono in gol l'interista Istvan e il laziale Ferenc Nyers. Di Istvan Nyers avrete forse già sentito parlare, se non altro per il suo curioso status di “apolide”: nato da genitori ungheresi emigrati in Lorena, era tornato nel suo Paese d'origine per poi scapparvi di nascosto, attirato da un'offerta principesca dalla Francia e rinunciando per sempre alla cittadinanza magiara; giunto all'Inter nel 1948, segnò gol a grappoli anche lì. In Italia fece arrivare anche suo fratello Ferenc, anche lui apolide, che nei due anni alla Lazio dal 1948 al 1950 si tolse la soddisfazione di fare gol alla squadra del fratello (entrambi giocavano con la maglia numero 11). Ringrazio Daniel Gnisci per la segnalazione, inizialmente sfuggita al sottoscritto e a tutti i principali organi d'informazione pallonara.

Una grande famiglia

Photo credit: Enrico Locci - Getty Images
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Dai fratelli ai padri di famiglia, filone già sviluppato la scorsa settimana con la saga dei Chiesa e dei Portanova. A questo giro è toccato a Riccardo Sottil, figlio dell'ex difensore di Torino, Fiorentina e Udinese Andrea: ha fatto gol di testa al Crotone ed è diventato il ventesimo ragazzone a emulare il babbo con un gol in serie A. Vi elenchiamo in ordine alfabetico le altre diciannove dinastie, lasciandovi il divertimento di risalire alle epoche, alle squadre e ai nomi di battesimo: Achilli, Antonelli, Bertarelli, Bisoli, Chiesa, Conti, Crippa, Cucchi, Destro, Di Francesco, Kluivert, Maldini, Mazinho-Rafinha, Mazzola, Prunecchi, Savoldi, Simeone, Valoti, Vieri. Note metodologiche: i Mazzola sono fin qui l'unica famiglia con tre esponenti in gol in serie A (il patriarca Valentino e i figli Ferruccio e Sandro; potrebbero eguagliarli i Maldini); il legame familiare tra Mazinho e Rafinha è più semplice leggendone i nomi interi, rispettivamente Iomar do Nascimento e Rafael Alcantara do Nascimento (fratello di Thiago, centrocampista del Liverpool).

Bologna è una regola

Aggiornamento doveroso sui numeri del Bologna di Sinisa Mihajlovic, che ormai prende almeno un gol da 38 partite consecutive – esattamente un campionato intero. È record europeo per quanto riguarda i primi 5tornei del Continente, o perlomeno nell'ultimo mezzo secolo: eguagliata la striscia del Duisburg che subì gol per 38 partite di fila dal 19 ottobre 1974 all'8 novembre 1975, riuscendo comunque a salvarsi in entrambi i campionati. Alla fine degli anni Quaranta risale invece il filotto del Gimnastic Tarragona che si fece sforacchiare addirittura per 41 partite di fila, dal 28 novembre 1948 al 23 aprile 1950, fino a retrocedere mestamente in Segunda Division.

Con quella faccia un po' così

Photo credit: DeFodi Images - Getty Images
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Anche quest'anno l'Inter ha banchettato sul povero Genoa, mai neanche lontanamente vicino a impensierire Handanovic (i siti specializzati hanno riportato il risibile dato di 0,02 expected goals).La sfida coi nerazzurri sta diventando una specie di incubo per il Grifone, che coi due gol subiti da Lukaku e D'Ambrosio è arrivato a un parziale di 0-18 maturato nelle ultime cinque sfide, finite nell'ordine coi punteggi di 5-0, 0-4, 4-0, 0-3, 0-2 – certo, i virologi parlerebbero di parabola in fase discendente. L'ultimo gol genoano all'Inter risale al 17 febbraio 2018 e fu firmato da Goran Pandev, non a caso ex interista. In tempi moderni c'è traccia di un simile parziale da 0-18 solo nella storia del derby di Torino, con i granata che rimasero all'asciutto dal 24 febbraio 2002 al 30 novembre2014: oltre dodici anni, complici anche le retrocessioni in B di entrambe le squadre della città. Se siete a conoscenza di strisce ancora più lunghe, segnalatele pure all'autore.

Tra l'altro, il gol di Lukaku è stato anche il 300° segnato nella storia della serie A da un calciatore belga (il primatista è Dries Mertens a quota 95), il che fa del simpatico staterello diviso tra fiamminghi e valloni il 13° Paese a varcare questa soglia dopo Argentina, Brasile, Svezia, Uruguay, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Croazia, Spagna, Jugoslavia/Serbia e Colombia, a cui potremmo aggiungere anche l'Ungheria se considerassimo Nyers magiaro e non apolide (vedi sopra).

Il risultato perfetto

2020: un anno da dimenticare? Non ditelo alla nicchia molto hipster dei tifosi del Sassuolo di De Zerbi, al quarto 3-3 nell'anno solare 2020: il pareggio contro il Torino segue quelli contro Inter, Verona e Juventus dello scorso torneo. Eguagliato il record del Palermo 2005 by Francesco Guidolin, che peraltro li ottenne tutti nello stesso campionato 2004-2005, da marzo a maggio, contro Parma, Brescia, Milan e Lazio. Pieghe e spigolature di un campionato che non si arrende, mantiene la folle media di 3,69 gol a partita, la più alta tra i top5 tornei europei, e regala deliziose perle di coincidenze nonsense: come altro definire il bellissimo gol al Crotone su punizione di Charalambos Lykogiannis, un capolavoro di geometria segnato da un greco proprio ai pitagorici?