Statistiche inutili ma molto belle sulla quindicesima giornata di serie A

Di Giuseppe Pastore
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Photo credit: Marco Canoniero - Getty Images
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From Esquire

L'anno vecchio è finito ormai; ma l'anno nuovo riparte nel segno del vintage. Era dal 13 maggio 2012 che un'intera giornata di serie A non si esauriva nell'arco di sole 24 ore, mentre era dal 6 e 9 gennaio 2011 che la stessa cosa non accadeva nel girone d'andata. 33 gol, scorpacciate varie dall'Inter alla Juve passando per l'Atalanta, le celebrazioni urbi et orbi di Cristiano Ronaldo che ha sorpassato Pelé e ora mette nel mirino Romario, ma ci scuserete se iniziamo da... Harry Kane! Il centravanti del Tottenham ha timbrato il cartellino contro il Leeds e i Whites sono diventati la trentesima squadra su trenta ad arrendersi sotto i suoi colpi: nessuno ha fatto meglio nella storia della moderna Premier League. Quanto a numero totale di squadre castigate, il primatista inglese rimane sempre Frank Lampard, a 39 su 44: ma Kane ha solo 27 anni... Per completezza d'informazione, in Italia il record appartiene a Silvio Piola, che in serie A ha segnato a 33 squadre su 33.

Capolavori del Duecento

Secondo un copione di precisione mittel-europea, l'Atalanta ha usato il Sassuolo come uno stuoino ma togliendosi lo sfizio e il ghiribizzo di centrare un traguardo per nulla banale: il primo gol di Duvan Zapata è stato infatti il 200° gol consecutivo della Dea NON segnato da un italiano. La striscia, senza precedenti per il calcio italiano, era iniziata a Frosinone il 20 gennaio 2019, quando Gianluca Mancini aveva piantato l'ultima bandierina tricolore sul tabellino dei marcatori. Da allora, appunto, 200 gol consecutivi senza Italia, a parte l'autogol del leccese Donati lo scorso marzo: a farla da padrone ovviamente Zapata (41 gol) davanti a Ilicic (30) e Muriel (28). Come a un segnale convenuto, il gol immediatamente successivo è stato segnato da Matteo Pessina che così ha riazzerato il contatore, nel momento in cui scriviamo arrivato già a 3 con i gol di Zapata, Gosens e Muriel...

Photo credit: BSR Agency - Getty Images
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In giro per il continente una striscia simile, anche se non di proporzioni così gigantesche (duecento gol in meno di due anni sono una cifra spaventosa), è impegnato a piazzarla il Wolverhampton lusitano-parlante di Nuno Espirito Santo (e Jorge Mendes): al momento i Wolves sono a 97 gol consecutivi extra-inglesi, con il giovane Morgan Gibbs-White che è stato l'ultimo suddito di Sua Maestà a gonfiare la rete, nel Ferragosto 2019 in Europa League contro gli armeni del Pyunik.

I miracoli del Piolismo

E il Milan? Quali altri record ha battuto al Vigorito di Benevento? Intanto ha battuto “la Strega” per la prima volta nella sua storia, e questo vuol dire che l'unica squadra mai sconfitta in serie A dai rossoneri rimane il Carpi di Fabrizio Castori, che nella sua unica apparizione in massima serie nel 2015-16 impose un doppio 0-0 a un Milan invero di basso profilo, allenato all'andata da Mihajlovic e al ritorno da Brocchi. La striscia di marcatori diversi si è fermata a otto, prima che Leao facesse ripartire il conteggio da sei (Saelemaekers-Rebic-Calhanoglu-Hernandez-Kessie-Leao), ma è invece arrivata la 17^ partita consecutiva segnando almeno due gol, e su questo ci siamo abbondantemente espressi nelle scorse puntate. Il numero più notevole riguarda oggi Stefano Pioli, giunto alla tredicesima giornata in solitaria in testa alla serie A in carriera: dodici quest'anno e una con il Chievo 2010-2011. E andando a spulciare gli altri colleghi passati e presenti che hanno regnato per 13 giornate, troviamo Guido Ara (Fiorentina 1934-35), Gigi Radice (Torino 1975-77) e soprattutto Arrigo Sacchi, nume tutelare della storia del Milan, che comandò la serie A solo sporadicamente tra il 1988 e il 1991. Si sa che anche lui, come tanti altri emiliano-romagnoli, preferiva la Coppa...

Caprari, Caprari, Caprari!

Pomeriggio di poca gloria invece per Gianluca Caprari, che era riuscito a spiazzare Donnarumma dal dischetto salvo poi metterla poco gloriosamente sui cartelloni. Caprari è così diventato l'unico giocatore in attività ad aver calciato almeno 5 rigori in serie A segnandone meno della metà: appena 2 su 5, con l'errore di ieri che si somma a quelli della stagione 2016-17, quando giocava a Pescara e si impappinò dal dischetto contro Sampdoria e Lazio. Il 40% di realizzazione non è certo una percentuale da cecchino, anche se –per rimanere a questo secolo – come valore assoluto è difficile battere i 9 errori su 16 tentativi di un presunto specialista come Marek Hamsik, che a Napoli continuò a tirarli per anni nonostante le sue frequenti cilecche.

Photo credit: Danilo Di Giovanni - Getty Images
Photo credit: Danilo Di Giovanni - Getty Images

Sinfonia nerazzurra

I cinque gol di Bergamo sono stati la risposta pomeridiana ai sei gol nel lunch-match dell'Inter: un 6-2 in serie A non usciva sulla ruota di San Siro da ventidue gennai (esisterà il plurale di gennaio?),cioè dal 10 gennaio 1999 quando l'Inter di Baggio, Zamorano e Ronaldo fece a fettine il Venezia di Zamparini, che dopo quella batosta pensò bene di prendere in prestito proprio dall'Inter il Chino Recoba. 40 gol in 15 partite non sono una novità troppo eclatante per la serie A (nel 2017-18 la Juventus ne aveva fatti 41), ma l'Inter non ne segnava così tanti dal 1950-51. In quella stagione erano stati addirittura 45, media esatta di tre gol a giornata, ma a fine stagione i nerazzurri arrivarono secondi, a un punto... dal Milan: Conte faccia le sue valutazioni e si metta pure le mani intasca.

Cifra tonda per cifra tonda, hands up per Romelu Lukaku, arrivato a 50 gol in nerazzurro sul finire della sua 70^ partita con l'Inter, esattamente quante ce ne aveva impiegate l'anno scorso Cristiano Ronaldo. Qualcuno meglio di loro? Nell'ultimo mezzo secolo li ha bruciati di novanta minuti il solo Andriy Shevchenko, che con il Milan arrivò a 50 gol in 69 partite. Tutti gli altri big arrivano da un calcio che non esiste più da un pezzo: il Pompierone Nordahl segnò i suoi primi 50 gol con il Milan in 52 partite, Angelillo (Inter) in 62, Nyers (Inter) e Sivori (Juventus) ce ne misero 65, José Altafini (Milan) 66.

Il bello dei debuttanti

L'esponenziale Inter di quest'inizio inverno, giunta all'ottava vittoria consecutiva, sembra anche aver preso in simpatia i ragazzotti alle prime armi, quanto meno alla voce gol segnati: le ultime quattro reti subite in campionato da Handanovic, seppur senza conseguenze perché l'Inter ha vinto tutte e tre le partite, sono state firmate da giocatori al loro primo gol in serie A. Riavvolgiamo il nastro: prima di Niccolò Zanellato e Vladimir Golemic avevano festeggiato Ivan Ilic (Verona) e Roberto Piccoli (Spezia), e nel 2020, dopo il lockdown, avevano stappato lo champagne anche Giangiacomo Magnani (Sassuolo), Musa Juwara (Bologna), Leonardo Spinazzola (Roma) e Alexei Miranchuk (Atalanta). Due debuttanti nella stessa partita avevano fatto gol all'Inter anche nell'ultima partita del Ventesimo Secolo, quella famosa Bari-Inter 2-1 del 18 dicembre 1999 in cui la difesa di Lippi tenne a battesimo nella stessa sera Hugo Enyinnaya e Antonio Cassano. Un consiglio per Sampdoria-Inter? Giocatevi marcatore il giapponese Yoshida, 26 partite senza lo straccio di un gol in un anno e mezzo in blucerchiato.

Il Balo dei debuttanti

L'ultima Statistica Inutile del 2020 è stata di quelle che vi farebbero esclamare “oibò”. Lo scorso 30 dicembre Mario Balotelli ha fatto in tempo a esordire in serie B con la maglia del Monza e a segnare il suo secondo gol dell'anno solare, aprendo le marcature di Monza-Salernitana (3-0). E il primo? Era stato addirittura il primo del nuovo decennio, il 6 gennaio 2010, aprendo le marcature di Brescia-Lazio (1-2). Ovvero, entrambi i gol segnati a una squadra di proprietà di Claudio Lotito. Oibò!