Stavolta si legge. I libri di cinema suggeriti da Piera Detassis eccezionalmente per voi

Di Piera Detassis
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Photo by Kourosh Qaffari on Unsplash
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From ELLE

«Da ragazzo i miei film preferiti erano quelli che chiamavo Champagne commedie. Mi piacevano le storie che si svolgevano in attici dove dall’ascensore si entrava direttamente nell’appartamento, i tappi volavano, uomini raffinati e spiritosi flirtavano con donne bellissime vestite come oggi si userebbe solo per un matrimonio a Buckingham Palace. Tutti bevevano in continuazione e nessuno vomitava, nessuno aveva il cancro, i tubi non perdevano e se squillava il telefono in piena notte non brancolavano nel buio come mia madre rischiando di rompersi una gamba alla ricerca dell’unico apparecchio nero di casa. No, Spencer Tracy, Katharine Hepburn e Cary Grant allungavano il braccio sul comodino, dove il telefono era bianco...». È la svagata nostalgia del cinema come la racconta Woody Allen nell’autobiografia A proposito di niente (La Nave di Teseo), un libro che val la pena.

Photo credit: La nave di Teseo
Photo credit: La nave di Teseo



Così come restano insuperate le cronache-recensione dedicate a Woody da Lietta Tornabuoni, grande giornalista di La Stampa scomparsa dieci anni fa a cui rende omaggio un imperdibile "libello" (introduzione di Natalia Aspesi, complice e amica), Quando scriveva Lietta, scaricabile dal sito www.torinofilmfest.org. Lei sì che sapeva narrare in sintesi, pochi aggettivi giusti, nessuna compiacenza, per dirci della vita e mai solo di un film o di un evento. Ritratto di Cannes ai tempi di Amarcord: «Fellini con le bionde (Giulietta Masina, Monica Vitti in volpi rosa) e con le brune (Magali Noël, la Cardinale trasparente di pizzo nero); Joséphine Baker viva, in lamé d’oro. Molte carine di poco nome: tutte con i seni infiammati dal sole e dal vento ancora fresco della spiaggia. Permanenti fitte e grette, giacchettina di talpa, calze rosse, cigno color aragosta, sottovesti di raso. Volendo, stivali. Naufraghe, campagnole belle, bagnanti, Lili Marleen, sceicche, sorelle Brontë». In poche righe, un mondo intero.

Photo credit: courtesy
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La Vitti, da Lietta evocata, torna oggi protagonista di un romanzo, E siccome lei, di Eleonora Marangoni (Feltrinelli), dove ogni capitolo prende spunto da uno dei suoi grandi personaggi, la musa incomunicabile, Teresa la ladra o la popolana Adelaide, per ricostruire altrettante variabili esistenze femminili. Monica è apparsa in pubblico l’ultima volta nel 2002, oggi ci torna in mente palpitante grazie a queste pagine, anche bizzarre e misteriose, ma così affettuose. Nel mondo dai confini ormai stretti, danno respiro le vite straordinarie, creative, esagerate dei libri e del cinema.

Photo credit: Feltrinelli
Photo credit: Feltrinelli

Da leggere d’un fiato quella di Tognazzi narrata dai figli Ricky, Gianmarco, Thomas e Maria Sole. Il titolo è già un sentimento: Ugo. La vita, gli amori e gli scherzi di un papà di salvataggio (Rai Libri).