Storia della collezione Panthère di Cartier e di come è diventata tra le più significative

Di Redazione
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Photo credit: Peter Macdiarmid - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

La Panthère di Cartier, originariamente, non era una tipologia di preziosi prodotti dalla Maison di gioielleria, ma il soprannome dato a una donna di grande spirito. Lei era Jeanne Touissant, collaboratrice e musa di Louis Cartier, dotata di gusto eccelso e carattere determinato, ancora oggi l'icona più celebre che il marchio abbia mai avuto. Furono la raffinatezza e la sua filosofia che la guidarono sempre verso porti sicuri, la sua creatività e l'estro, che la condussero fino alla nomina, nel 1933, di direttrice della creazione d'alta gioielleria. Portò la giusta dose d'avanguardia nella gioielleria del tempo, in particolar modo i motivi animali e botanici all'interno dei satoir: le sue creazioni erano combinazioni di colori e gemme mai viste prima, che abbracciavano la modernità desiderata dalle donne nel dopoguerra.

Photo credit: Adolf de Meyer
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Quella fu l'origine della Panthère. Tutto cominciò nel 1914, quando Louis Cartier commissionò al disegnatore George Barbier un'illustrazione che raffigurava una signora con pantera. Pensato all'inizio come biglietto d'invito di una mostra, diventato poi il poster pubblicitario di Cartier, la donna con il felino, allora massima espressione della femminilità, diventò il simbolo della Maison. E fu proprio Jeanne Tuissant a esibirla per la prima volta: nel 1917, a un evento, si presentò con un beauty case, sopra il quale era posata una pantera. Era un dono di Louis Cartier. Da quel momento in poi, la Panthère di Cartier diventò un simbolo di rivolta gentile nel mondo della gioielleria più eccellente.

Photo credit: Peter Macdiarmid - Getty Images
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È Wallis Simpson a indossarla con fierezza, sul polso, nel 1948: il suo è un bracciale di raro splendore, una pantera tridimensionale realizzata con smeraldi, oro, onice. Poi è il turno delle spille a forma di pantera, riproposte con l'uso di altre gemme. Doni del Duca di Windsor, suo marito, che attraverso i gioielli esprime il grande amore per la donna. Dopo di lei, la Panthère di Cartier ha assunto numerose forme: dai preziosi è diventato il nome di un bracciale celebre della Maison, poi di un profumo, oggi di creazioni d'alta gioielleria di estremo fascino.

Quest'anno la collezione Panthère di Cartier si riscopre sotto forma di un'esperienza esclusiva: all'interno dello storico grande magazzino Harrod's nel centro di Londra, da oggi fino al 27 novembre, i visitatori potranno immergersi da vicino nella storia di questa linea preziosa. Il primo ambiente ad accoglierli è quello di una stanza verde smeraldo, che richiama gli occhi del felino, poi un'altra è ispirata proprio a Jeanne Toussaint e al suo contributo artistico. Non solo ambienti e immagini significative però: l'iniziativa include anche un'istallazione tridimensionale, così come uno spazio touch and try, dove i visitatori potranno provare alcune creazioni e scattare fotografie con esse - il tutto nel rispetto delle norme anti Covid previste dal governo inglese. Anche il merchandising occupa uno spazio speciale all'interno della mostra: dalle borse fino alle cartoline, dai poster ai gadget, chiunque, dai più appassionati ai meno esperti, potranno portare a casa un pezzo di storia dell'alta gioielleria.