Storia della strana bandiera gialla diventata simbolo dell'assedio a Capitol Hill

Di Carlotta Marelli
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Photo credit: Anadolu Agency - Getty Images
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Molti dei manifestanti che il 6 gennaio 2021 hanno assediato il Campidoglio degli Stati Uniti, mettendo in scena un vero e proprio attacco alla democrazia, sventolavano una bandiera gialla raffigurante un serpente a sonagli accompagnato dalla scritta “Don't Tread On Me”, (non calpestarmi).

Photo credit: Jon Cherry - Getty Images
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È la bandiera di Gadsden, la cui storia ha origine intorno alla metà del Settecento: nel 1754 Benjamn Franklin pubblicò un fumetto politico su The Gazette, raffigurando l’America coloniale come un serpente a sonagli diviso in otto parti, ciascuna etichettata con il nome di una colonia. Sotto l’immagine c'era il messaggio “Join, or die” (unisciti, o muori) e, accanto, un articolo sosteneva che i governi coloniali dovevano unirsi per non essere fatti a pezzi.

Qualche anno più tardi, con l’inizio della Rivoluzione americana, i coloni hanno assunto il serpente a sonagli a proprio simbolo, identificandosi con una creatura che si diceva attaccasse solo per legittima difesa. Nasce così la First Navy Jack, una bandiera con 13 strisce rosse e bianche, un serpente a sonagli e le parole “Don't Tread On Me”.

Photo credit: Bettmann - Getty Images
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Il fondo giallo e il serpente a sonagli arrotolato su sé stesso arriveranno nel 1775, a opera del politico della Carolina del Sud Christopher Gadsden, figura di spicco del movimento patriottico del proprio Stato nel corso della Rivoluzione.

Da allora la bandiera è stata quasi dimenticata, per riapparire nella versione First Navy Jack sulle navi della US Navy per celebrare il bicentenario della nazione nel 1976.

Photo credit: GraphicaArtis - Getty Images
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Nel 2010 Nike ha scelto di interpretare quel simbolo per realizzare le maglie della nazionale di calcio maschile degli USA inscrivendo le lettere "DTOM", acronimo di "Don't Tread on Me" all’interno della maglia, sul lato sinistro sotto lo stemma della Federazione calcistica degli Stati Uniti e vicino al cuore dei giocatori.

Più o meno negli stessi anni, la bandiera di Gadsden viene però rispolverata anche dal movimento politico del Tea Party, che lo lega alla visione del governo degli Stati Uniti come oppressore che minaccia la libertà dei propri cittadini. Mentre inizia a sventolare agli incontri del Tea Party in tutta l’America, il serpente si fa strada anche inciso sugli accessori per le armi, stampato sui cappellini e tatuato sugli avambracci dei sostenitori del Secondo Emendamento (quello, appunto, che garantisce il diritto di possedere armi).

Photo credit: Craig F. Walker - Getty Images
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Nel 2020, sotto la bandiera gialla con il serpente a sonagli si riunisce, oltre a chi rivendica il diritto alle armi, anche chi si oppone alle regole e alle restrizioni per rallentare la diffusione del coronavirus e chi chiede di smettere di contare i voti elettorali arrivati per posta. E a pochissimi giorni dall’inizio del nuovo anno, la bandiera di Gadsden è diventata il simbolo di chi attaccato Capitol Hill, perdendo (forse definitivamente) il suo significato originale per farsi vessillo di odio e intolleranza.