Storie di padri e figli e di un rapporto che è uno strumento di felicità (certa) se sai come usarlo

·4 minuto per la lettura
Photo credit: Katie Emslie on Unsplash
Photo credit: Katie Emslie on Unsplash

Un papà è... il primo compagno di un figlio. Un papà è... colui a cui il bambino si ispira, da cui trae gli insegnamenti e che gli fa da guida per affrontare la vita. Un papà è... il primo - insieme alla mamma - a insegnare al bambino a parlare ma anche a comunicare con il prossimo, a spostarsi ma anche a camminare sulle strade della vita, ad andare in bicicletta ma anche a "pedalare" per costruirsi la propria via. Se il rapporto tra figlio e padre è, nell'infanzia, spesso di tipo "imitativo", ovvero il figlio replica l'insegnamento e l'atteggiamento del genitore con fiducia, è nella fase adolescenziale che questo viene messo in dubbio: il teenager contesta le "regole" dell'adulto, andando di conseguenza a mettere in dubbio la sua stessa percezione della figura di padre. In questa delicata fase di crescita, è specialmente nel figlio maschio che si nota un distacco importante con la figura paterna: è qui che il figlio vuole "diventare lui stesso un uomo" e si sa che, per farlo, deve mettere il dubbio proprio il grande esempio di adulto che ha davanti.

Mio figlio è consapevole della sua importanza ai miei occhi?

In un articolo di Roland C. Warren comparso sull'Huffington Post, il padre di due figli e membro del board della National Fatherhood Initiative Americana si interroga sulla percezione dei figli nei confronti dei padri. Questi investono soldi, tempo ed energia in quello che reputano importante – quello che, alla lunga, dovrebbe aiutare i figli nella definizione della propria identità. Warren sostiene però che è fondamentale che i padri capiscano che i figli sono una priorità ed è importante che non lo diano per scontato ma che lo dimostrino giorno dopo giorno. È cruciale, insomma, che il padre impari ad esplicitare che il più importante investimento della loro vita è il rapporto con il figlio e non gli oggetti che gli può lasciare.

Quando l'idealizzazione del padre viene a mancare

Secondo il Dottor James Longhurst, psicologo della Montcalm School (un istituto per bambini e ragazzini problematici nel Michigan), la sfida che i figli maschi lanciano al padre una volta raggiunta la fase dell'adolescenza avviene "quando provano a diventare individui indipendenti e a imparare a trasformarsi in individui autonomi"; da questo processo, ça va sans dire, deriva il rifiuto dei valori del padre. È tuttavia fondamentale che il padre si ricordi, nonostante il rapporto conflittuale, di non dubitare di se stesso perché, secondo il Dottor Longhurst, "non potrà mai essere sufficientemente perfetto e onnisciente come il figlio si aspetta. Nello stesso modo, non potrà mai essere pessimo o stupido come lo dipinge il figlio".

Photo credit: Courtesy of Unsplash - Michał Parzuchowski
Photo credit: Courtesy of Unsplash - Michał Parzuchowski

Come migliorare la situazione? Il ruolo della madre

Secondo Giovanni Moretti, Psichiatra, Psicoterapeuta e vicepresidente dell'Arpa (Associazione Ricerche di Psicologia analitica) di Torino, "parlare oggi, in epoca post patriarcale, in termini di specifica definizione pare assai difficile: i caratteri che prima sembravano inderogabilmente essere propri della figura paterna, oggi si possono più precisamente descrivere come quelli di una “funzione paterna”. La figura della madre diventa quindi indispensabile, sia in assenza della figura paterna che in sua presenza: si tratta di un vero e proprio traduttore degli input che vengono dati e che arrivano dal figlio. La madre tende a vedere la situazione nella sua interezza: per questo è essenziale il suo ruolo nella sana relazione tra padre e figlio. In veste di "arbitro", la mamma va spesso a indicare la miglior maniera per esprimere, da ambo le parti, la sfera comunicativa ed emotiva. Degli esempi per riportare il sano equilibrio possono essere il creare delle occasioni "uno a uno" tra padre e figlio, far loro notare le somiglianze e gli interessi in comune e, qualora la situazione lo richieda, fungere da "tampone" in un'accesa discussione per evitare il "punto di non ritorno" tra i due. Sopra ogni cosa, è indispensabile far comprendere sia al figlio che al padre che è importante arrivare all'empatia verso l'altro. Ma non solo: è fondamentale rassicurare entrambi sia della propria unicità che della propria fallibilità: insomma, è umano sbagliare, si possono avere alti e bassi e ci si può scontrare – basta che rimanga l'amore...quell'amore naturale e semplice che lega solo un figlio al proprio genitore!

Per approfondire: consigli di lettura

Per approfondire il tema del rapporto tra padri e figli con un'analisi sociologica autentica, discreta ed empatica, suggeriamo questi due testi: Cosa resta del padre - La paternita' nell'epoca ipermoderna di Massimo Recalcati e Una famiglia come un'altra. I nuovi rapporti fra madri, padri e figli dopo il divorzio di Ilaria Bernardini.

Nel testo di Massimo Recalcati si ragiona sul concetto di guida che dovrebbe rappresentare il padre: nell'epoca dello smembramento della famiglia tradizionale, l'autore si chiede come delineare i tratti di una paternità indebolita, ma comunque vitale – citando Freud, Lacan, Philip Roth e Clint Eastwood.

Ilaria Bernardini non si limita al rapporto tra padre e figlio, ma amplia il discorso sulla dissoluzione del nucleo familiare originario e della conseguente formazione di uno nuovo. In questo testo, Bernardini parla delle famiglie allargate e di come i padri e figli aggiustano e modificano il loro rapporto in questa nuova modernità. Che si tratti di padri biologici o di "secondi padri" (come li definisce la stessa autrice), questa nuova società fluida spinge il genitore a modificare il suo atteggiamento verso il figlio: un accompagnamento verso l’età adulta complesso ma non meno appagante.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli