Anche il Piemonte soffre. Niente coprifuoco ma centri commerciali chiusi nel weekend

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·3 minuto per la lettura
TURIN, ITALY - OCTOBER 16: General view of Medical staff in full PPE attends using swabs test on man in hotspot for swabs test for Covid-19 in Via Negarville  on October 16, 2020 in Turin, Italy. A new hotspot for swab tests for the prevention of Covid-19 for people returning to Italy and for schools is held at the covered market area of Via Negarville in Turin. Italy has also responded to the crowds and queues that have occurred in recent days for those who needed to swab test. (Photo by Stefano Guidi/Getty Images) (Photo: Stefano Guidi via Getty Images)
TURIN, ITALY - OCTOBER 16: General view of Medical staff in full PPE attends using swabs test on man in hotspot for swabs test for Covid-19 in Via Negarville on October 16, 2020 in Turin, Italy. A new hotspot for swab tests for the prevention of Covid-19 for people returning to Italy and for schools is held at the covered market area of Via Negarville in Turin. Italy has also responded to the crowds and queues that have occurred in recent days for those who needed to swab test. (Photo by Stefano Guidi/Getty Images) (Photo: Stefano Guidi via Getty Images)

Piemonte in controtendenza. Il tasso dei positivi Covid è superiore rispetto alla media nazionale. Nelle ultime ventiquattro ore infatti il 10,5% dei tamponi effettuati è risultato positivo. La media italiana si è invece fermata al 7,5%. Per questa ragione il presidente Alberto Cirio ha convocato i sindaci, i prefetti e le associazioni di categoria e i rappresentanti scolastici per attuare, come in Lombardia e in Campania, misure più restrittive per contenere la diffusione del Coronavirus. Niente coprifuoco qui, ma i centri commerciali nel week end resteranno chiusi. “Serve ad evitare un lockdown generalizzato”, dice il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in una video conferenza con il prefetto: “Facciamo quello che ci permette di non chiudere bar, ristoranti, negozi, parrucchieri agendo con rigore e prudenza, ma anche buon senso”. Tuttavia il sindaco di Torino Chiara Appendino ha già annunciato la chiusura di tre aree della città dalle 21 per mettere un freno alla movida e quindi agli assembramenti.

I dati di oggi sono particolarmente allarmanti. I nuovi malati di Covid sono 1.396 su un totale di 13.018 tamponi effettuati, duemila in più rispetto alle richieste del ministero ma duemila in meno rispetto all’obiettivo dei 15mila indicato dalla task force guidata dall’epidemiologo Paolo Vineis. I ricoverati in terapia intensiva sono 62, a fronte di una dotazione complessiva di letti di 614, metà dei quali sono però occupati da pazienti affetti da altre patologie. E per quanto riguarda i ricoveri è stata superata quota mille con i 154 in più registrati oggi.

I contagiati in ambito scolastico sono 190. Un numero piuttosto basso, come spiega Cirio. “La scuola è sicura – dice - ma non siamo in grado di garantire la stessa sicurezza nei trasporti”. E qui il governatore entra in polemica con il governo: “Avevamo chiesto il potenziamento dei mezzi ma è stato fatto solo in parte e ora ci troviamo ad affrontare l’emergenza. Per questo dobbiamo individuare soluzioni di equilibrio per non compromettere la didattica e abbiamo deciso che da lunedì le scuole superiori del Piemonte devono attivare forme di didattica a distanza per il 50%, dal secondo anno al quinto anno”.

Motivo per cui il sindaco di Torino sostiene che sia arrivato il momento di andare avanti “con la mobilità sostenibile, adesso più che mai. Oggi – spiega - c’è un motivo in più per proseguire con determinazione su questa strada. Il motivo si chiama Covid19. È assolutamente necessario agevolare il maggior numero di alternative possibili per gli spostamenti in modo tale da alleggerire il trasporto pubblico”.

Quanto ai centri commerciali la decisione è stata presa anche per la vicinanza con la Lombardia. “Abbiamo centri commerciali importanti a ridosso della Lombardia, che li ha chiusi, per cui avremmo rischiato l’invasione. Rischio che non vogliamo assolutamente correre. È qui che avviene un assembramento reale”.

Le chiusure delle attività vengono confermate a mezzanotte come prevede il decreto del presidente del Consiglio. Ma la sindaca Appendino si prepara a chiudere le piazze: “I primi tre punti su cui intervenire sono piazza Santa Giulia, via Matteo Pescatore e piazza Montanaro. Questo non significa che altre zone, come per esempio piazza Saluzzo, non siano oggetto della nostra attenzione, ma inizieremo con queste tre aree già nel prossimo fine settimana per poi, immagino, estendere a altre zone”. Ciò significa stop alla movida dalle 21 nei punti più affollati della città.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.