Super Bebe Vio che lancia la sua Academy per portare lo sport più vicino a bimbi e giovani

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Photo credit: Paolo Rattini - Getty Images
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"Con art4sport abbiamo cominciato per chi aveva amputazioni, ora l’Academy vuole coinvolgere persone con ogni tipo di disabilità, ma anche senza disabilità, dai 6 ai 18 anni" racconta al Corriere Bebe Vio, schermitrice italiana e portabandiera alle Paralimpiadi di Tokyo 2021, che oggi lancia il suo nuovo progetto per avvicinare bambini e giovani al mondo dello sport.

Si tratta della Bebe Vio Academy, che darà la possibilità ai piccoli atleti del futuro di lavorare insieme e allenarsi in 5 diverse discipline: calcio, atletica, basket in carrozzina, sitting volley e scherma in carrozzina. L'obiettivo di Bebe Vio è quello di favorire l'integrazione dei giovanissimi con disabilità e, allo stesso tempo, dare la possibilità di capire a chi non ha disabilità che praticando insieme possono migliorare la propria tecnica, magari provando a fare scherma seduti in carrozzina.

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I corsi dell'Accademy sono in partenza da ottobre e vedranno la collaborazione in primis di Nike, il Comune di Milano, il Cip e il Coni, gli sponsor tecnici Ossur e Offcar, senza dimenticare l’Università Cattolica e Statale di Milano che contribuiranno alla formazione degli allievi. Sempre a Milano è in programma a ottobre un evento di lancio dell'accademia, il Wembrace Game che unirà per la prima volta atleti paralimpici e olimpici.

L'ispirazione per questo progetto, racconta Bebe Vio al Corriere, le è venuta ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, il cui motto era Inspire a Generation. Da lì l'impegno della schermitrice per portare lo sport paralimpico al livello di notorietà di quello olimpico perché "lo sport è uno solo". E Vio continua: "Il fatto che io oggi sia riconosciuta come atleta, in assoluto, è significativo. Mostra come sia cresciuto il movimento paralimpico. Ho avuto anche la fortuna di avere davanti un campione come Alex Zanardi. Per me è stato più facile. Ma non basta siano pochi gli atleti conosciuti. A me dicono: brava. Ma ci sono molti più bravi di me. È un movimento con persone stupende da far conoscere sempre più".

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