SuperSimo sbarca a Venezia da regista con un documentario su Bergamo destinato a far riflettere

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Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images
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Sì, lo sappiamo, suona strano: l'8 settembre Simona Ventura sbarca alla 78esima Mostra del cinema di Venezia, e non certo per sfilare sul red carpet insieme alle mille starlette in cerca di scatti & visibilità. SuperSimo viene in Laguna per debuttare da regista. Esatto: da regista. Una vera e propria metamorfosi che, però, non dovrebbe stupirci poi così tanto: la Ventura è una donna dalle mille vite. E' stata concorrente a Miss Italia, poi giornalista sportiva a Telemontecarlo, dopodiché si è fatta conoscere dal grande pubblico generalista come valletta di Giancarlo Magalli e conduttrice-vittima della Gialappa's a Mai dire gol. Da lì in poi, la consacrazione: si è imposta come conduttrice tv, spaziando dai reality (la sua Isola dei famosi resta imbattuta) a Quelli che il calcio. E ora tenta la strada della regia. "Quando, tanti anni fa, facevo la giornalista sportiva mi montavo sempre i pezzi da sola", spiega all'agenzia Ansa SuperSimo, "Confesso che ho sempre amato il racconto per immagini più che attraverso le parole".

Dunque eccoci qui, alla prova veneziana. Ma vediamo meglio di cosa parla la sua opera prima. Tanto per incominciare il titolo è Le sette giornate di Bergamo e il riferimento è alla Bergamo pandemica: quella messa in ginocchio dal Covid (le foto dei camion pieni di bare passeranno purtroppo alla storia...) ma anche la città che ha saputo reagire in soli sette giorni. Nel giro di una settimana i bergamaschi hanno infatti costruito un ospedale all'interno della propria Fiera, per curare le persone colpite dal virus. Dietro a questo mezzo miracolo c'è lo zampino di un gruppo di Alpini che, guidati dal responsabile nazionale Sanità Alpina Sergio Rizzini, si sono dati da fare insieme a un nutrito team di artigiani, imprenditori e tifosi dell'Atalanta. La docu quindi non vuole rivangare il quanto siamo stati male, ma dare un messaggio di speranza, che è poi la prospettiva con cui Ventura invita a guardare al futuro. "Il messaggio è questo: se ci uniamo, nulla può fermarci", conferma SuperSimo. "E' un concetto importante, oggi più che mai, visto che guardiamo alla ripartenza, alla speranza: dobbiamo essere uniti, non divisi, perché abbiamo dato, abbiamo pianto, siamo stati in ginocchio, abbiamo perso, ma ora è arrivato il momento di guardare avanti".

Ovviamente, inutile ribadire l'ovvio, esordire a Venezia è a dir poco un colpaccio. "Essere scelti per una mostra così blasonata rappresenta un sogno che si realizza: è la dimostrazione di un grande lavoro di squadra fatto in tempi record, un motivo di orgoglio", ammette. "Ho scelto di fare la mia prima regia perché avevo voglia di raccontare il mio punto di vista su un fatto che ha segnato profondamente le nostre vite".

Così, dunque, l'8 settembre toccherà a lei: i riflettori si accenderanno sul celebre volto tv riconfermando quanto i confini tra piccolo e grande schermo siano ormai labili. Per l'occasione la Ventura sfoggerà un nuovo look (sì, anche questo conta nel pacchetto festivaliero): scommettiamo quello che volete che il suo abito non passerà inosservato, mentre per quanto riguarda i capelli qualcosa ha anticipato lei stessa su Twitter. Sfoggerà un caschetto biondo cenere, liscio ed elegantissimo.

Ma mica è finita qui. Questa è infatti la stagione della Ventura: dopo Venezia la ritroveremo in tv, a ridisegnare la domenica mattina di Rai Due. A ottobre debutta infatti sul secondo canale Citofonare RaiDue: un talk show mattutino, che Ventura condurrà in coppia insieme a Paola Perego. "Torniamo insieme in tv sfidando chi ci vuole male", hanno dichiarato in coro in un'intervista. La nostra non finisce mai di stupire...

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