Svolta in Cina: da oggi ogni coppia potrà avere tre figli

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Photo credit: d3sign - Getty Images
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Prima uno, poi due e da oggi tre. In occasione della Giornata internazionale dell'infanzia, che in Cina ricorre l'1 giugno, il presidente Xi Jinping ha fatto sapere che d'ora in avanti le coppie cinesi non dovranno più attenersi all'obbligo di due figli per famiglia, ma potranno averne fino a tre. Un cambio di passo che la Repubblica popolare cinese considera necessario per fermare l'inarrestabile crollo delle nascite del Paese dove, secondo gli ultimi dati riportati dall'agenzia Xinhua e relativi al censimento del 2020, i cinesi di età pari o superiore a 60 anni rappresentano il 18,7% della popolazione totale del Paese, 5,44 punti percentuali in più rispetto a quella del 2010. Mentre il "tasso di fertilità", il numero medio di figli per ogni donna, è caduto a 1,3, un dato che trova conferma nella continua contrazione delle nascite — 12 milioni appena lo scorso anno —, con un calo del 18% rispetto ai 14,6 milioni del 2019.

Photo credit: MoMo Productions - Getty Images
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Per scongiurare il collasso del sistema pensionistico e previdenziale che un invecchiamento della popolazione comporterebbe, l'Ufficio politico del Partito comunista cinese è corso ai ripari e ha provveduto a un cambio di rotta nella programmazione familiare delle coppie, che d'ora in avanti non dovranno più ricorrere all'aborto o alla sterilizzazione per contenere il numero delle nascite. Pratiche usate e abusate dal 1979 al 2015, nei 36 anni cioè in cui il governo cinese ha istituito e mantenuto la regola del figlio unico per ridurre il numero di bocche da sfamare e favorire la crescita economica del Paese. Ai tempi per le famiglie più povere, specialmente quelle di campagna, avere molti bambini rappresentava una risorsa preziosa per il sostentamento di tutta la famiglia dal momento che significava dare più braccia alla terra e dunque un aiuto ai genitori quando questi fossero stati troppo anziani per lavorare.

Photo credit: Images By Tang Ming Tung - Getty Images
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La regola del figlio unico produsse effetti fin troppo drastici e dalla sovrappopolazione al crollo delle nascite il passo fu relativamente breve: nel 2015 la Commissione sanitaria nazionale rese noto che in 36 anni i medici statali avevano praticato 336 milioni di aborti e sterilizzato 196 milioni di uomini e donne, oltre ad avere impiantato 403 milioni di spirali intrauterine. L'1 gennaio 2016 il governo decise allora di correre ai ripari e introdusse la possibilità, fortemente caldeggiata, di tornare ad avere due figli per coppia. Si pensava che sarebbe bastata una legge per tornare a riempire le culle, ma i fatti hanno dimostrato il contrario, da qui l'idea di aggiornare la norma a tre figli per coppia.

Photo credit: Images By Tang Ming Tung - Getty Images
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Oltre a trattarsi dell'ennesimo e anacronistico tentativo di legiferare sul corpo delle donne, il governo cinese pare non rendersi conto di come non basti una sola legge per portare indietro le lancette della Storia. Oggi le donne sono più indipendenti e ambiziose e il loro futuro non lo vedono necessariamente più tra pappe e pannolini, soprattutto perché in Cina essere mamme è un mestiere che mal si concilia con qualsiasi ambizione professionale. Per molte coppie avere un bambino è diventata una scelta rimandabile e il nostro Paese ci insegna che quando mancano lavoro, politiche di welfare e agevolazioni fiscali non c'è legge che tenga: i figli non arrivano.