"Ti farei soffrire, meglio lasciarci Puppelé" Alain Delon lascia così Romy Schneider e se ne va con Nathalie

Di Redazione Gente
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Photo credit: Alan Delon e Romy Schneider
Photo credit: Alan Delon e Romy Schneider

From ELLE

Poche parole: "Mi dispiace. So che ti avrei resa infelice. Parto per il Messico con Nathalie. Ti auguro ogni bene!". Parigi, 1964. Si chiude con un biglietto scarno la storia d’amore tra Alain Delon e Romy Schneider, i fidanzati di Francia più celebri al mondo. Per sei anni hanno fatto sognare il pubblico, affascinato da due attori così belli, così bravi, così innamorati. Lui, ventinovenne irresistibile con l’aria da mascalzone e gli occhi di ghiaccio, è tra gli uomini più seducenti del pianeta. Lei, tre anni più giovane, è la meravigliosa interprete della principessa Sissi. Si sono conosciuti nel 1958, sul set del film L’amante pura e da allora non si sono più lasciati, nonostante le scappatelle dell’attore. A separarli, ora, è una ragazza bionda con due grandi occhi blu e la bocca imbronciata: Nathalie Barthélémy ha 22 anni, un matrimonio fallito alle spalle e una bambina, che vive col padre. Per lei l’attore perde la testa: non solo abbandona Romy, commettendo quello che si rivelerà un errore irreparabile, ma compie il passo che aveva programmato e rinviato più volte con l’attrice austriaca, quello delle nozze.

Photo credit: Alain Delon e Romy Schneider
Photo credit: Alain Delon e Romy Schneider

La vicenda tiene banco sui giornali e affligge gli ammiratori di Delon e Schneider. In realtà, il legame che li unisce non si spezza mai del tutto e Nathalie lo comprende presto: "Non mi parlava mai di lei" racconta dopo la fine del matrimonio con Delon, "ma talvolta nei suoi occhi vedevo un’ombra di tristezza e sapevo che era per Romy". La malinconia che vela spesso lo sguardo dell’attore e lo rende ancora più affascinante non è una posa. Delon è un tipo ombroso, insofferente alle regole, collerico. Da ragazzino si fa espellere più volte da scuola, poi si arruola come volontario nei paracadutisti e parte per la guerra d’Indocina: in tre anni trascorre almeno undici mesi in cella per la sua condotta indisciplinata. Al cinema approda per caso, grazie alla sua faccia d’angelo. “Mi sono accorto presto che le donne erano pazze di me”, scrive nelle sue memorie (Les femmes de ma vie, 2011), “e per loro ho sempre voluto essere il più bello, il più grande, il più forte: per leggerglielo negli occhi. Sono state loro, le donne, a spingermi a fare questo mestiere”. Nel 1957 un’amica attrice gli presenta il regista Yves Allégret, che gli assegna una parte in Godot. L’anno successivo Delon accetta il ruolo maschile nel film L’amante pura. Un’occasione formidabile, perché la sua partner è l’austriaca Romy Schneider, la star dei film su Sissi, occhi verdi e profilo superbo.

Rosemarie Magdalena Albach-Retty, questo il suo vero nome, recita da quando è giovanissima e il personaggio che l’ha resa famosa ormai le sta stretto: anziché girare il quarto film sulla granduchessa d’Austria preferisce recitare con un collega sconosciuto, Alain Delon, nella pellicola tratta da una pièce teatrale di Arthur Schnitzler. L’incontro segna una svolta nelle vite di entrambi, come ricorda, anni dopo, lo stesso Delon: "Arrivavi da Vienna e ti aspettavo all’aeroporto di Parigi con un mazzo di fiori che non sapevo come tenere. Ma i produttori mi avevano detto: “Appena scende dalla passerella vada da lei e le porga i fiori”. Io aspettai con i fiori in mano come un imbecille, in mezzo a un’orda di fotografi. Tu scendesti dall’aeroplano, mi avvicinai. Dicesti a tua madre: “Deve essere Alain Delon, il mio partner!”. Nient’altro, nessun colpo di fulmine a ciel sereno. Così andai a Vienna, dove si girava il film, ed è stato là che mi sono perdutamente innamorato di te. E tu ti sei innamorata di me".

Appena arrivata a Parigi, Romy Schneider scrive nel suo diario: “È troppo bello, troppo giovane, troppo pettinato”. Al termine delle riprese i due sono innamoratissimi. Si fidanzano e vanno a vivere insieme nella Ville Lumière. Alain diventa in breve il sex symbol di Francia e dimostra, con Delitto in pieno sole, di avere anche talento. Con Romy forma la coppia simbolo del cinema europeo. Sono giovani, bellissimi, ricercati da grandi maestri come Michelangelo Antonioni, Orson Welles e Luchino Visconti, che li fa recitare insieme a teatro, in Peccato che sia una sgualdrina (1961). "Visconti ci diceva che ci assomigliavamo e che avevamo in mezzo alle sopracciglia la stessa v che si corrugava per la rabbia, la paura della vita e l’angoscia. La chiamava la v di Rembrandt perché, diceva, “il pittore l’aveva nei suoi autoritratti”".

Photo credit: Nathalie Barthélémy e Alain Delon
Photo credit: Nathalie Barthélémy e Alain Delon

L’idillio resiste anche nel 1962, quando circolano le voci di una relazione tra Alain e la musa dei Velvet Undeground, la cantante Nico. Di mezzo c’è anche la nascita di un bambino, che assomiglia moltissimo all’attore. Delon nega però di essere il padre. Intanto fa progetti con Romy, che chiama Puppelé (bambolina) e le regala l’anello di fidanzamento. Le nozze però si fanno attendere. E l’attore, una sera, incontra una ventiduenne irrequieta e bellissima, Francine Canovas, che si fa chiamare Nathalie Barthélémy. In pratica, il nome della sua bambina e il cognome dell’ex marito. Li ha lasciati entrambi in Marocco per trasferirsi in Francia.

Photo credit: Nathalie Barthélémy e Alain Delon
Photo credit: Nathalie Barthélémy e Alain Delon

Nathalie non ha idea di chi sia Delon finché non lo incrocia in una discoteca di Parigi. È il 1963. "A colpirmi furono i suoi occhi", ha raccontato in un’intervista. "E comunque si era seduto sulla mia borsa, quindi fui costretta a chiedergli di alzarsi". Lui resta folgorato dalla sua bellezza. La corteggia, inizia a frequentarla di nascosto, s’innamora alla follia. E abbandona Romy, che in seguito definirà "il grande amore della mia vita", in modo umiliante. La rottura provoca clamore e grande delusione, perché il pubblico si aspettava un matrimonio. Nell’estate del 1964 Delon sposa invece Nathalie, già in attesa di un figlio, con una cerimonia riservatissima. La coppia trascorre la luna di miele su un transatlantico diretto a Los Angeles: l’attore ha firmato un contratto con la Mgm e i due si stabiliscono a Hollywood. Pochi mesi dopo nasce Anthony. Nel 1967 Nathalie debutta sul grande schermo accanto al marito in Frank Costello faccia d’angelo di Jean-Pierre Melville. La coppia è già in crisi: un giorno, stanca dei modi di Alain, la moglie gli assesta due ceffoni e se ne va. "Io ero molto ingenua", ha raccontato. "Lui mi era infedele, ma io no". Il divorzio arriva nel 1969.

Photo credit: Alain Delon e Romy Schneider
Photo credit: Alain Delon e Romy Schneider

Non è più felice la vita sentimentale di Romy, che si sposa due volte e ha due figli, Daniel e Sarah. Alain la vuole accanto a sé nel 1969, nel film La piscina. Eccoli di nuovo insieme, bellissimi, abbronzati, sensuali. Si favoleggia di un ritorno di fiamma, ma è tutta una montatura. Di certo, l’affetto si rinsalda. "L’uomo più importante della mia vita resta Delon", dichiara infatti l’attrice. Negli anni successivi si abbandona però alla depressione e all’alcolismo. Ha solo 44 anni quando muore a Parigi, stroncata dal dolore per la scomparsa del figlio quattordicenne Daniel, in un incidente. È il 1982. Delon, che accorre disperato al suo capezzale, scrive per lei una lettera struggente: “Ti guardo dormire. Sono accanto a te, mia Puppelé. E penso che sei bella, e che forse non lo sei mai stata così tanto. Per la prima volta nella mia vita - e nella tua - ti vedo serena, in pace. Come sei calma, come sei bella. Sembra che una mano abbia dolcemente cancellato dal tuo viso tutte le angosce. Mio Dio, come eravamo giovani, e come siamo stati felici. Poi la nostra vita, che non riguarda nessuno se non noi, ci ha separati. Mia Puppelé, ti guardo ancora e ancora. Voglio divorarti di sguardi. Riposati. Sono qui, vicino. Ho imparato un po’ di tedesco, grazie a te. Ich liebe dich. Ti amo. Ti amo, mia Puppelé”.

Testo di Silvia Casanova

Tutte le foto sono state pubblicate da Gente