Ti parliamo di The King: Eternal Monarch, aka monarchia vs repubblica in salsa coreana

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Photo credit: courtesy
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Il mondo della televisione sudcoreana è in continuo fermento e sforna prodotti a ripetizione. Sulla scia della cosiddetta “Onda coreana”, a partire dagli anni ’90 questi programmi televisivi hanno raggiunto anche l’occidente, con un vero e proprio boom di ascolti e di appassionati negli ultimi anni grazie ai vari servizi di streaming, che offrono sottotitoli in diverse lingue. Un caso interessante è quello di un drama andato in onda l’anno scorso, dal nome The King: Eternal Monarch e di come, nonostante un livello produttivo altissimo, il risultato avrebbe potuto essere migliore, deludendo in parte i fan.

Di cosa parla la trama di The King: Eternal Monarch?

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The King: Eternal Monarch è un drama sci-fi romantico, in cui elementi fantasy si mescolano alla rappresentazione storica e alla vita quotidiana. La narrazione ci mostra una Sud Corea alternativa, in cui la monarchia non è mai finita. Nel 1994, il giovane principe Yi Gon assiste all’assassinio di suo padre, il re, da parte dello zio, l’ambizioso Yi Rim. Quando tutto sembra perduto e anche la vita di Yi Gon sta per essere presa, una figura misteriosa salva il giovane e costringe Yi Rim a scappare. Nella fuga, lo zio traditore riesce a portare con sé solo metà dell’oggetto che ha portato al suo tradimento: un flauto magico, in grado di aprire dei portali che permettono di viaggiare tra le dimensioni. Passano gli anni e il giovane Yi Gon è ormai adulto e guida il suo paese. La vita di palazzo, però, gli sta stretta, quindi spesso scappa per qualche avventura in giro per il regno. Durante una di queste, scopre che l’altra metà del flauto in suo possesso, assieme a due misteriosi obelischi, è in grado di trasportarlo in un’altra realtà, caratterizzata dall’assenza della monarchia in favore di una repubblica. Qui fa presto la conoscenza di una giovane detective, Jung Tae Eul, in qualche modo legata allo sconosciuto che ha salvato il giovane principe da piccolo. I due ben presto finiscono per innamorarsi ed essere coinvolti in intrighi politici e grandi misteri.

L’occasione mancata con The King: Eternal Monarch

Come detto prima, questo drama ha deluso in patria (un po’ meno nel resto del mondo). Andato in onda sulla tv via cavo tvN, aveva tutti i presupposti per il successo. In primis, alla sceneggiatura troviamo Kim Eun Sook, autrice molto affermata in patria. Poi il cast vede attori amati dai fan, soprattutto Lee Min Ho, che interpreta il principe Yi Gon, di ritorno sulle scene dopo il servizio di leva, obbligatorio in Corea del Sud. I problemi insorgono quando andiamo ad analizzare la sceneggiatura: sebbene l’idea di partenza sia molto interessante, il risultato finale risulta “pasticciato”, come se si fosse voluto inserire troppo in troppo poco tempo. La regia e il montaggio, poi, non aiutano e rendono ancora più confusa una trama sviluppata in modo non lineare: gli episodi, infatti, iniziano in un punto differente rispetto a dove si erano interrotti, ritornandovi solo dopo circa metà puntata. Flashback e scene in slow motion cercano di far percepire le emozioni nonostante un montaggio pessimo, ma ci riescono solo in parte. L’amore tra i due protagonisti, infatti, risulta davvero forzato e repentino. Yi Gon sembra già quasi innamorato di Tae Eul, mentre lei è una detective dura e disillusa che non crede al fatto che il giovane venga da un universo parallelo, fino a che lui non glielo mostra: in quel momento i due si baciano e di colpo sono innamoratissimi, con Tae Eul che diventa improvvisamente una ragazza fragile, incline al pianto e che si strugge in continuazione quando il suo amato non è con lei. Davvero poco credibile.

In patria, poi, la serie è stata fortemente criticata per la poca cura nei dettagli delle scenografie: i due mondi sono sin troppo simili tra di loro ed è quasi impossibile distinguerli fino a che un personaggio non li nomina. Inoltre, forte è stata la critica nei confronti di un product placement davvero invasivo e ingiustificato.

In The King: Eternal Monarch alcuni personaggi funzionano…altri proprio no!

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Il cast di questo drama salva solo in parte, con la propria recitazione, una scrittura dei personaggi altalenante. La presenza di due mondi paralleli porta molti attori a dover interpretare un doppio ruolo: un personaggio nella dimensione della repubblica e uno in quella della monarchia, permettendo loro di mostrare le proprie doti attoriali. A spiccare su tutti è Woo Do Hwan, che interpreta la guardia del corpo Jo Young e il tuttofare goffo e maldestro Jo Eun Sub. Davvero esilaranti i momenti in cui i due dovranno scambiarsi di posto nelle due dimensioni. L’attrice Kim Go Eun si divide tra il ruolo della detective Jung Tae Eul e la dolce Luna. Se il primo non è pienamente riuscito a livello di scrittura, il secondo è invece molto interessante e ci mostra una giovane ragazza povera, pronta a tutto per sopravvivere nel Regno di Corea.

Yi Rim, lo zio traditore di Yi Gon, è interpretato dal bravissimo Jung Jin, davvero in parte nel ruolo del cattivo. Purtroppo, la sua splendida interpretazione non salva un personaggio scritto davvero male, che vuole essere un cattivo machiavellico e calcolatore, ma che finisce per risultare solo stupido per via del fallimento di ogni sua scelta. Anche il Principe Yi Gon, il cui volto è quello di Lee Min Ho, sembra essere stato scritto in maniera confusa e più per far innamorare le spettatrici che per risultare credibile: passa, infatti, da momenti di forza e violenza ad altri di amore e dolcezza nel giro di un attimo. Quella che risulta davvero l’accoppiata di personaggi peggiore di tutti è quella di Goo Seo Ryung e Goo Eun Ah, interpretata dall’attrice Jung Eun Chae. Fa da “terzo incomodo”, creando un triangolo amoroso con Yi Gon e Jung Tae Eul, ma si sa da subito che sia destinata a fallire. Un personaggio che non fa altro che rubare tempo in scena agli altri.

Maximus, il fido destriero del principe Yi Gon in The King: Eternal Monarch

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Menzione d’onore va fatta a Maximus, il cavallo che accompagna Yi Gon per gran parte dell’avventura. In patria, Benjamin (vero nome del “cavallo attore”) grazie a questa serie è diventato una vera e propria celebrità, con tanto di profilo Instagram ufficiale. Addestrato dal maneggio Kims Horse in Sud Corea, aveva già partecipato a diverse pubblicità e a qualche drama, ma è con The King: Eternal Monarch che ha raggiunto la massima notorietà. Lui e Lee Min Ho hanno stretto un profondo legame durante le riprese del drama: il giovane attore nelle pause parlava con lui, lo coccolava e si assicurava che fosse sempre ben nutrito. Alla fine delle riprese gli ha persino fatto recapitare un cesto pieno della sua frutta preferita, con un biglietto di ringraziamento per il lavoro svolto assieme.

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