Tic-tac: il 2021 sta arrivando ed è tutto un conto alla rovescia (con un tocco di design)

Di Alessia Musillo
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Photo credit: Courtesy Solari Design
Photo credit: Courtesy Solari Design

From ELLE Decor

Quando il Big Ben di Londra, il Rathaus-Glockenspiel di Monaco, l'orologio astronomico di Praga o il Rajabhai di Mumbai scoccheranno la loro rispettiva (a seconda del fusorario) mezzanotte del 31 dicembre 2020, noi saremo a casa a fare un countdown intimo e sommesso in compagnia dei nostri cari. Col fatto che, fuori, proprio non si possa andare e, l'idea del veglione, l'abbiamo già accantonata da qualche settimana, lo scoppiettare della notte più crazy dell'anno sarà sostituito dal ticchettio delle lancette dei nostri orologi domestici.

3...2...1. Quest'anno, al tempo, abbiamo attribuito un senso diverso, un senso di attesa. Sì, il 2020 potremmo definirlo l'anno del tempo sospeso. "Passerà...", "Quando finirà e potremmo uscire e allora...", "Chissà cosa succederà dopo". A voler essere bravissimi, avremmo dovuto vivere come Zenone di Cizio. Il filosofo, discepolo di Parmenide (e forse suo amante), ci ha lasciato in eredità una serie di interessantissimi paradossi a sostegno del suo pensiero: che la realtà sia costituita da un Essere unico e immutabile. Quello che riguarda il tempo, il terzo paradosso, definisce come "ferma" una freccia in volo. È vero che la freccia, una volta scoccata, si muova verso un punto, ma il suo viaggio dura un tempo fatto di singoli istanti durante i quali si trova immobile.

Al di là di tutte le considerazioni matematiche e dei principi che ne derivarono (come quello degli indiscernibili di Leibniz), la filosofia contemporanea è stata in grado di rileggere il paradosso in chiave moderna. In Lezioni di felicità. Esercizi filosofici per il buon uso della vita, l'autrice Ilaria Gaspari, giovane e talentuosa, ha trasformato quel viaggio a mezz'aria in una metafora di vita. "E allora inizio a ragionare in un modo che non è il solito, e a dirmi: e se fossimo frecce immobili? Se il puntare verso qualcosa non fosse che un puro accidente, e non una direzione che ci attira, non un luogo verso cui è giusto andare, non una meta, non un obiettivo? Se non ci fosse nessun bersaglio, nessun moto a luogo, nessun centro in cui conficcarci; se non ci fosse altro che l'immobilità sospesa degli istanti?" Non sappiamo cosa ne sarà dell'anno prossimo, ma potremmo imparare a viverlo nell'immobilità del viaggio, godendoci tutti gli istanti che dovranno ancora venire. Forse è questo il senso da dare alle lancette di tutti gli orologi che abbiamo in casa (parte del nostro abitudinario orizzonte domestico). Del resto, sono gli unici oggetti al mondo in grado di trasformare un concetto astratto - il tempo - in una cosa concreta, in uno scorrere reale.

Photo credit: Courtesy Alessi
Photo credit: Courtesy Alessi

Minimal ed essenziale è l'orologio Ora Out di Giulio Iacchetti per Alessi. Si tratta di un oggetto semplice, in grado di concretizzare il tempo, realizzato in resina termoplastica. Così il ticchettio delle lancette, in una cornice tutta curve all'insegna della sobrietà, è un suono rassicurante e fedele a uno dei concetti più antichi dell'umanità.

Photo credit: Courtesy Normann Copenaghen
Photo credit: Courtesy Normann Copenaghen

L'orologio Watch me wall clock di Rasmus Gottliebsen per Normann Copenaghen misura il tempo in una cornice fatta di geometrie spigolose ma colorate - così si intavola un dolcissimo dialogo fra tonalità e forme. In un ventaglio dall'espressione grafica rigorosa, il conto alla rovescia si esprime in un'estetica da vivere al secondo.

Photo credit: Courtesy Solari Design
Photo credit: Courtesy Solari Design

L'orologio Dator di Solari Lineadesign è l'espressione della quotidianità all'interno di un design importante, oggi icona del tempo che passa. Questo calendario perpetuo ricorda il tempo del viaggio, del movimento riprendendo i tabelloni degli aeroporti e delle stazioni - quelli che segnano gli arrivi e le partenze di un mondo che va e che viene.

Photo credit: Courtesy Vitra
Photo credit: Courtesy Vitra

L'orologio da parete Sunburst Clock di George Nelson per Vitra misura il tempo (nelle case e non solo) dal 1948. Eppure, è un oggetto timeless che celebra lo scorrere dei secondi, dei minuti, delle ore in una forma geometrica - senza numeri - a tu per tu con le lancette che hanno reso iconico l'oggetto. Vari tipi di legno e metallo sposano un tempo che sembra (esteticamente) infinito.

Photo credit: Courtesy Tacchini
Photo credit: Courtesy Tacchini

L'orologio da parete Mod di Think Work Observe per Tacchini s'ispira al mondo dell'elettronica e del progresso. Disponibile in doppia versione - tondo con gli angoli stondati o quadrato - unisce il concept e l'estetica attraverso il legno. Così il tempo rimanda alla natura - come dire che lo scorrere dellle ore non dipenda dall'ambiente?