Tir dei 39 cadaveri, autista si dichiara colpevole

Hoang Van Lanh, padre di Hoang Van Tiep, una delle 39 vittime ritrovate nel tir della morte. REUTERS/Athit Perawongmetha


Colpevole nel traffico di migranti: è questo il reato riconosciuto per l'autista nordirlandese Maurice Robinson, arrestato lo scorso ottobre dopo che nel container frigorifero del suo cosiddetto "tir della morte" erano stati ritrovati i corpi privi di vita di 39 persone: 31 uomini e 8 donne inizialmente presunti clandestini cinesi ma poi identificati come vietnamiti. Tutti morti soffocati.



E' stato lui stesso a dichiararsi colpevole di fronte alla corte britannica di Old Bailey a Londra: ha ammesso davanti al giudice di aver collaborato con reti di trafficanti a partire dal maggio 2018 e di aver incassato alte somme di denaro riciclato attraverso i trasporti di clandestini. Per il momento non è stata formalizzata l'accusa di omicidio plurimo colposo, ma l'uomo, 25 anni, resta detenuto in carcere nella capitale inglese.



La scoperta dei 39 cadaveri era avvenuta durante un casuale controllo di polizia nell'Essex, poco distante da Londra. Il tir arrivava dal Belgio e l'Inghilterra era l'ultima tappa di un lungo viaggio iniziato in Asia.


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