Tra abeti in affitto e mise en place a noleggio, il Christmas Renting salverà il Natale (dallo spreco)?

Di Isabella Prisco
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Photo credit: Courtesy Photo Bitossi Home
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From ELLE Decor

Durante il periodo delle Feste dicembrine la casa si trasforma in un grande teatro da abitare: a susseguirsi tra il living e la camera da letto, proprio come accade su un palcoscenico, sono infatti scenografie e allestimenti natalizi che guardano alla tradizione strizzando l'occhio (anche) alla moda del momento. Non a caso si parla di tendenze: dalla tavola all'illuminazione, è facile ogni anno delineare un'estetica prevalente che, coinvolgendo colori, forme e dimensioni nuovi, ci seduce spingendoci al cambiamento. Il rituale degli addobbi che, canonicamente, inaugura l'8 dicembre per concludersi solo il giorno dopo l'Epifania, è quindi affascinante quanto dispendioso. Al diletto creativo segue infatti una sensazione di soddisfacimento fugace che purtroppo non colma lo sforzo economico: trascorse le due settimane clou, festoni, piatti e bicchieri iper-decorati finiscono nel baule del dimenticatoio in attesa di essere ripescati l'anno successivo. Che peccato (e che spreco). Tuttavia, ai più attenti cultori della sharing economy non saranno di certo sfuggite le opportunità di noleggio che interessano il Natale. Gli inglesi lo chiamano Christmas renting e, stando ai dati pubblicati da Fashion United, interesserà circa 4 Millennial su 10. Complici i social, dove gli alberi di Natale noleggiati di influencer e celebrities spopolano a colpi di like, il freno agli acquisti spasmodici e l'affitto di beni effimeri come quelli che gravitano intorno alle Feste, interessano un numero di persone in aumento costante. Se il 40 per cento degli intervistati è interessato al noleggio degli alberi di Natale, il 38 per cento è in cerca di decorazioni, il 30 per cento di giochi da tavola e il 28 per cento di maglioni natalizi.

Tra installazioni pop-up e decorazioni su misura a breve durata, l'opzione del noleggio sembra salvare in parte il Natale dalla morsa del consumismo: sebbene i costi possano variare, toccando cifre comunque considerevoli, questa tipologia di servizio libera soffitte e ripostigli da abeti impolverati e luminarie troppo ingombranti allungando il ciclo di vita dei prodotti (temporaneamente) acquistati. A guadagnarci, oltre che il nostro portafoglio, è soprattutto l'ambiente. Un'idea che unisce l'utile al dilettevole è, ad esempio, quella lanciata da Bitossi Home. Il progetto tablesharing offre infatti la possibilità di noleggiare il servizio di piatti del cuore. L’interpretazione della mise en place, come l’intrattenimento, diventa così on demand: per una settimana o anche solo per un weekend, a rubare la scena sul tavolo da pranzo sono soluzioni originali che, tra giochi optical e geometrici, ispirazioni vintage e universi floreali, raccontano qualcosa di noi ai pochi ospiti radunati intorno al banchetto delle Feste. Ed è così che, nell'era in cui l'uso trionfa sul possesso, il noleggio torna a gran voce nelle nostre vite e nei luoghi che abitiamo. Forse per la prima volta e nel momento dell'anno più idilliaco, la politica di sharing is caring guarda infatti dritto al ritrovato ombelico del mondo della condivisione: la casa.

Photo credit: Courtesy Photo Bitossi Home
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