Tra i vicoli di De Andrè, aspettando il coprifuoco. Liguria sotto stress: a Genova più casi che a Roma

Federica Olivo
·Giornalista, Huffpost
·5 minuto per la lettura
Toti - Bucci  (Photo: Huffpost Italy)
Toti - Bucci (Photo: Huffpost Italy)

Via Luccoli segna il confine di una delle zone maggiormente sotto osservazione per la diffusione del Covid a Genova. Pieno centro storico, è tra le vie del commercio ma anche tra “i quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”, come cantava Fabrizio De André in uno dei suoi brani più noti. La prima caffetteria che si incontra ha affissi ben tre cartelli per ricordare a chi entra di indossare la mascherina, di non avvicinarsi troppo agli altri clienti. Sono avvisi di cui è piena l’Italia, da tanti mesi a questa parte, ma che tra i vicoli di Genova in questi giorni sono più necessari che mai.

Un dato su tutti rende l’idea di quanto il coronavirus si stia diffondendo, da giorni peraltro, nel capoluogo ligure: ieri, 20 ottobre, sono stati registrati più casi nell’area metropolitana di Genova che a Roma. 762 casi - la stragrande maggioranza delle 907 positività su 6062 test segnalate in tutta la Liguria- su un territorio che conta poco più di 800mila abitanti, contro i 625 della capitale d’ Italia. Una cifra che lascia poco spazio all’ottimismo e che conferma il trend di crescita che ha portato il sindaco Marco Bucci a pensare a una nuova stretta: “Ci aspettano scelte difficili”, ha anticipato. Oggi va un po’ meglio, ma sono stati fatti meno tamponi: 546 i nuovi positivi oggi, a fronte di 4.950 test, 372 infetti sono a Genova.

Alcune misure di contenimento Covid nel capoluogo erano state prese già. È datata 14 ottobre un’ordinanza regionale che prevede in quattro zone della città il divieto assoluto di assembramento, la chiusura dei centri sociali e culturale, il divieto di manifestazioni e delle attività delle sale giochi e scommesse. Il provvedimento era destinato a una parte del centro storico e ai quartieri Sampierdarena, Cornigliano e Rivarolo. Zone, spiega chi conosce bene la città, ad alta densità abitativa, popolate da molti stranieri e da fasce economicamente fragili. Quartieri dove la diffusione del virus preoccupava già da giorni, ma ora impone un nuovo intervento.

Mappa delle quattro zone di Genova dove sotto osservazione per la diffusione del Covid (Photo: Huffpost Italy)
Mappa delle quattro zone di Genova dove sotto osservazione per la diffusione del Covid (Photo: Huffpost Italy)

Dovrebbe arrivare già oggi, è questione di ore, un’ordinanza che il sindaco Bucci ha condiviso con il ministro Luciana Lamorgese e i primi cittadini dell’area metropolitana. I contenuti li ha anticipati lui stesso ieri in una diretta Facebook. Nelle aree in cui il virus circola di più si va verso una “chiusura” della circolazione al pubblico “dalle ore 9 delle sera fino alle 6 del mattino”. Bando agli assembramenti, ma anche alla libera circolazione: “Ci si potrà spostare per raggiungere la propria abitazione o un ristorante ma non si potrà stare in giro e sostare”. Chi garantirà il rispetto delle restrizioni? Il primo cittadino anticipa: “Non ci saranno dei posti di blocco all’ingresso e all’uscita dei quartieri ma dei controlli intensivi da parte delle forze dell’ordine sì”.

Genova preoccupa, ma la paura per l’esponenziale aumento del contagio riguarda tutta la Liguria. Ieri, in una regione che ha non più di 1 milione e mezzo di residenti, è stato sfiorato un tasso di positività del 15%. Stando ai dati del 20 ottobre, gli attualmente positivi in tutta la Liguria sono 4.484, i ricoverati 537, di cui 32 in terapia intensiva. Il sistema ancora regge, ma la pressione sugli ospedali si fa sentire, tanto che ieri è stata annunciata la conversione in struttura Covid di due nosocomi: l’ospedale Evangelico di Voltri e il Padre Antero Micone di Sestri ponente. Il timore è che a risentire della diffusione del coronavirus sia tutta la sanità ordinaria. Ed è questo che il presidente della regione vorrebbe evitare: “Cerchiamo di incidere e di intervenire sulla curva del contagio - ha detto il governatore Giovanni Toti, che ieri ha predisposto una nuova ordinanza - Lungi dall’avere oggi problemi di posti letto, abbiamo il disperato bisogno dell’aiuto di tutti voi per impedire di bloccare nuovamente tutti gli interventi della sanità per convertirla in una grande, gigantesca area di salvataggio Covid. Quindi, per consentire che possano andare avanti tutte le attività. Per fare questo abbiamo bisogno di ridurre il numero di ospedalizzati. Vi chiedo di essere molto, molto, molto attenti per non diventare i prossimi contagiati Covid”.

Una caffetteria di via Luccoli (Photo: Huffpost Italy)
Una caffetteria di via Luccoli (Photo: Huffpost Italy)

Il provvedimento annunciato ieri da Toti ha in parte effetto da oggi: “Vietiamo alle persone di stazionare in gruppi, da parte dei cittadini c’è bisogno del massimo rigore e attenzione per nei comportamenti. Limitati alcune le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo che saranno consentite “dalle ore 5 alle ore 18”. Vietate inoltre “le manifestazioni pubbliche e private”. Prevista poi la “chiusura dei centri culturali e sociali e circoli ludico ricreativi consentendo esclusivamente dalle 5 alle 24 esclusivamente i servizi di bar e ristorazione”. Da lunedì, invece, novità per la scuola: “Chiediamo di passare alla didattica a
distanza per tutti gli anni delle superiori ad esclusione della prima per il 50% degli studenti a rotazione. Chiediamo che non più di metà degli studenti delle seconde, terze, quarte e quinte vadano a scuola, al fine di consentire un ulteriore riduzione dell’affollamento dei mezzi pubblici e un minor affollamento davanti alle scuole”.

Nel capoluogo ligure la vita, intanto, scorre senza particolari sconvolgimenti: poco prima dell’ora di pranzo poche persone sedute nei dehors dei bar e delle gastronomie del centro, tante mascherine. Il vociare indistinto che anticipa un litigio nei vicoli della Maddalena a restituire una parvenza di normalità.

Cartello in genovese davanti a un esercizio commerciale (Photo: Huffpost Italy)
Cartello in genovese davanti a un esercizio commerciale (Photo: Huffpost Italy)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.