Trombosi venosa profonda e superficiale: i sintomi e le differenze

trombosi venosa

La trombosi venosa può avere due distinte sotto-categorie: può essere infatti superficiale o profonda. In questo articolo spiegheremo quali sono le differenze al livello di sintomatologia fra queste due patologie ed in cosa consista la loro evoluzione.

Trombosi venosa superficiale

La trombosi venosa superficiale è un’infiammazione data da una formazioni di coaguli all’interno di una vena superficiale del corpo, cioè una vena che sia immediatamente sotto la cute e, a volte, visibile ad occhio nudo nelle sue diramazioni.
Generalmente questa patologia colpisce gambe e/o braccia, quindi gli arti estremi del corpo.
La presenza di vene varicose all’interno delle gambe può essere causa, in alcuni casi, di trombosi venosa superficiale, ma, d’altro canto, non tutte le persone che soffrono di vene varicose sviluppano poi una trombosi.
Il coagulo di sangue, in questa particolare patologia, aderisce saldamente alle parti della vena, evitando la possibilità di rottura della stessa che, essendo posta immediatamente sotto la superficie cutanea e non essendo quindi attorniata da una forte muscolatura, comprime e non disloca il coagulo.
I sintomi che si manifestano sono improvvisi ed acuti e possono causare non pochi fastidi in chi li manifesta: la cute interessata diventa quindi gonfia e rossa ed il dolore che si avverte può essere anche piuttosto forte.

Trombosi venosa profonda

La trombosi venosa profonda è una patologia piuttosto severa, che comprende un’anomala coagulazione del sangue all’interno di una vena.
Le zone più colpite da questa malattia sono le gambe, ma sono noti anche altri casi all’interno di organi più interni.
Il coagulo di sangue tende a raddoppiare il suo volume, occludendo il passaggio regolare della circolazione ematica e mettendo in sofferenza le strutture anatomiche che utilizzano quel dato sangue per adempiere ai loro compiti.
La trombosi venosa profonda è una patologia che colpisce soprattutto le persone che hanno scarsa mobilità e che mantenono la stessa posizione seduta o sdraiata con costanza.
Il coagulo di sangue può sciogliersi autonomamente o mediante l’aiuto di farmaci, ma può anche ingrandirsi e, addirittura, rompersi: i frammenti derivanti, chiamati in materia sanitaria emboli, possono raggiungere gli organi vitali come il cuore e poi i polmoni e determinare un malfunzionamento che, nei casi più estremi, può arrivare alla morte.
I sintomi di una trombosi venosa profonda sono differenti da paziente a paziente: alcuni possono percepire una costante pesantezza delle gambe con relativo gonfiore, altri possono invece vedere i propri arti con forme regolari, alcuni possono sentire dolori ed altri no.
In generale la trombosi venosa profonda può dare una sintomatologia importante solo nel momento in cui la zona interessata da questa malattia risulta davvero estesa e solitamente implica che solo uno dei due arti sia colpito.

Spesso le persone colpite da questa patologia sono persone con una coagulazione del sangue anomala o utenti anziani e che non vivono una vita particolarmente attiva.
La trombosi venosa profonda ha una risoluzione chirurgica, che comprende l’asportazione del coagulo, o una risposta terapeutica che va gestita caso per caso.