Trovare lavoro è un lavoro. Ma con i consigli dei career expert può diventare più semplice

Di Désirée Paola Capozzo
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Photo credit: Getty Images
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From ELLE

Domanda e offerta. È la regola base del mercato dell’occupazione. A volte, però, sembra che queste due esigenze viaggino su binari paralleli che non si incontrano mai. Il lavoro giusto per noi è lì, bisogna solo saperlo cercare. Canale preferenziale è il web, ma districarsi nel mare magnum delle offerte di lavoro che si trovano in rete può scoraggiare. E se la soluzione fosse farsi trovare? Come si fa a “emergere” tra tanti candidati alla ricerca dell’impiego giusto o riqualificarsi professionalmente o autopromuoversi per avanzamenti di carriera?

Ne abbiamo parlato con Olga Farreras Casado, Enterprise relationship manager di LinkedIn Italia, e ospite di Elle Active 2020! partendo dalla domanda delle domande: il 75 per cento delle posizioni manageriali è occupata dagli uomini e solo il 28 per cento dalle donne: cosa possiamo fare per invertire questa situazione? «Le donne tendono a promuovere meno il proprio successo rispetto agli uomini», spiega Farreras Casado. «C’è una resistenza a rivendicare i propri risultati e ci si aspetta che gli altri notino spontaneamente le proprie qualità, un limite tutto al femminile che vale la pena superare partendo da un biglietto da visita in rete particolarmente attrattivo per i recruiter: il profilo LinkedIn. Non averlo è come non esistere in una piazza virtuale in cui si trovano 706 milioni di utenti di oltre 200 Paesi del mondo, di cui 4 milioni in Italia e più di 483.000 aziende rappresentate, ossia una buona fetta della forza lavoro italiana». Insomma è il place to be per chi cerca lavoro. La sfida, semmai, è quella di farsi notare. Ecco qualche suggerimento.

1 - Il vostro miglior profilo

Assicuratevi che metta in evidenza formazione, risultati, competenze e obiettivi. Pubblicate una foto semplice e riconoscibile e compilate tutti i campi con cura. La prima cosa che i recruiter e i professionisti leggono è il sommario del profilo, pochi caratteri che qualificano la vostra professione. Accertatevi che sia aggiornato e chiaro: indicare la sola qualifica che si ha in azienda non è sufficiente, meglio “raccontarla” in poche battute. Aggiornate sempre anche la posizione attuale, l’elenco delle competenze, sia hard sia soft skills, in modo da mettere in mostra i punti di forza. Importante aggiungere il settore professionale e industriale di competenza, oltre a quello di maggiore interesse.

2 - Fate networking

Entrate in connessione con le aziende e con i professionisti che vi interessano e che rispecchiano i vostri valori. Seguite un feed di aggiornamenti a tema e partecipate alle conversazioni che avvengono tra gruppi che rispecchiano i vostri interessi. Un consiglio che aumenta di valore nel contesto attuale di distanziamento sociale: oggi è più importante che mai rimanere in contatto con gli altri e identificare i modi in cui si può essere di supporto mettendo a disposizione la propria esperienza: «Abbiamo visto aumentare i livelli di condivisione con i nostri membri che discutono di argomenti come il remote working, l’apprendimento online e la collaborazione», conferma Olga Farreras Casado. E da pochissimo c’è anche la funzione Stories, per fornire un contributo attivo e avere la possibilità di mettere in luce le vostre capacità comunicative. Parola d’ordine: professionalità.

3 - Chiedete una raccomandazione

Sì, non scandalizziamoci. Si dice proprio così, è una funzione attiva di LinkedIn e significa fare una richiesta a ex manager o colleghi, chiedendo loro di scrivere una breve referenza sulle vostre capacità professionali, definendo con trasparenza i motivi per cui lo fate (cercare un nuovo lavoro, frequentare un nuovo programma di studio, ecc.), elencando anche i progetti su cui vorreste che si concentrassero. Apparentemente può intimidirci, ma è una parte importante dell’esperienza di ricerca di lavoro e aumenta la vostra credibilità. Non dimenticate di ringraziarli e ricambiate il favore se ve lo chiedono.

4 - Chi sa quel che cerca... trova

Impostate i criteri di ricerca usando tutte le opzioni di filtro a disposizione come posizione, settore, luogo, tempi di percorrenza e persino flessibilità: così potrete ricevere rapidamente le notifiche delle offerte di lavoro più pertinenti. E la velocità premia: essere uno dei primi a candidarsi può aumentare fino a quattro volte le possibilità di ottenere un lavoro. Il consiglio in più? Potete aggiungere alla foto del profilo la cornice con l’hashtag #OpenToWork dichiarando così la vostra apertura a eventuali offerte.

5 - Aggiornatevi, informatevi e raccontatevi

Il mondo del lavoro cambia velocemente: siate curiose e investite sulla vostra crescita personale, non solo facendo corsi professionalizzanti ma anche leggendo approfondimenti legati a tematiche che riguardano il vostro ambito lavorativo. E poi condividete la vostra esperienza pubblicando post e scrivendo articoli che attirino l’attenzione della vostra rete professionale. Un modo in più per farsi notare e farsi trovare dal lavoro giusto per voi.

Un curriculum da manuale

Photo credit: SEAN GLADWELL - Getty Images
Photo credit: SEAN GLADWELL - Getty Images

Mettiamo il caso di avere le idee chiare: vogliamo fare proprio quel lavoro, in quella determinata azienda e candidarci per quella specifica posizione. Metodo classico: andare dritte alla meta scrivendo all’ufficio del personale e attendere fiduciose che richiamino per un colloquio. A volte funziona proprio così (chi scrive ne è la prova vivente). A patto di aver inviato un curriculum ineccepibile. Come si fa? Lo spiega Annamaria Anelli, business writer e formatrice (aanelli.it) e ospite di Elle Active 2020!

«Breve è meglio. Una o due pagine sono sufficienti: non lasciate a chi legge la facoltà di scegliere le esperienze da selezionare, ma date solo informazioni pertinenti per quel lavoro: se mi candido come giornalista non è necessario raccontare di aver fatto anche la cameriera. Il cv in formato europeo scaricabile dal web è un’ottima base da cui partire per elencare esperienze lavorative, percorso di studi e corsi vari. Se si ha molta esperienza, meglio scriverne uno ad hoc in un modulo che favorisca la leggibilità e che metta in evidenza le competenze professionali specifiche acquisite. Primo lavoro? Puntate su passioni e hobby: le capacità di lavorare in team sono facilmente deducibili da chi ha fatto sport di squadra, o il ruolo di baby sitter denota capacità di prendersi cura di avere senso di responsabilità. La differenza, però, la fa la mail di accompagnamento: se non è chiara, concisa, determinata, scritta con cura, non invoglia neanche ad aprire l’allegato con il cv. No alle frasi in “curriculese” (sono una persona dinamica, predisposta al lavoro di squadra…). Evitate l’invio di massa con il classico copia e incolla: chi legge lo capisce al volo. Personalizzate il testo in base al destinatario, facendo capire che vi rivolgete proprio a loro per un motivo, che sposate i valori dell’azienda e che siete fortemente motivate. Ma non esagerate con la formalità: è fastidiosa tanto quanto un tono di voce eccessivamente friendly. E no ai refusi: rileggere bene prima di cliccare "invio". Fondamentale: mettere sempre accanto a nome e cognome i dati per essere ricontattati. Ultimo consiglio: occhio
ai profili social e alla coerenza dell’immagine che danno di te: i recruiter li guardano sempre. Non sottovalutare il potere della web reputation».