Trucco e skincare leggerissimi. Perché c'è voglia di leggerezza, anche sulla pelle

Di Michela Motta
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Quelli che di professione ci osservano e decodificano i nostri comportamenti sapevano già che nel 2021 ci sarebbe venuta voglia di leggerezza. Un pronostico piuttosto scontato vista la situazione, ma che si materializza in modi inattesi. Tanto per cominciare, ad alleggerirsi non è il beauty case: secondo il report sui consumi dello scorso settembre di NPD Group, società che conduce ricerche di mercato internazionali, un quarto degli intervistati ha ammesso che la pandemia ha cambiato in meglio il modo di prendersi cura della pelle, e per molti di loro questo ha significato un maggior numero di prodotti utilizzati. Soprattutto per via di nuove esigenze. Così, compriamo saponi e gel igienizzanti, creme mani, cosmetici che contrastano la maskne (l'acne da mascherina) e quelli "a favore di fotocamera": dagli antirughe per collo e contorno occhi "provati" fino a primer, correttori e fondotinta.

Ed è proprio in questa categoria che la leggerezza si materializza in texture super fluide o polveri impalpabili dalla coprenza media, arricchite dai principi attivi dello skincare. Insomma: formule light molto stagionali e non in contraddizione con le mascherine. Le stesse caratteristiche si ritrovano poi nelle preparazioni per il viso, che promettono buoni livelli di idratazione attraverso brume, sieri dissetanti, attivi concentrati in forme liquide.

Ma la leggerezza è un bisogno contemporaneo con un significato più ampio del "cosmetico peso piuma". Vuol dire per esempio smarcarsi da quel grigiore che affligge l'umore quanto la pelle. Ed ecco apparire un'offerta di esfolianti per uso domestico con ingredienti come il classico acido glicolico o i più gettonati AHA, gli alfaidrossiacidi. A loro l'onere di portar via le conseguenze di una vita che si svolge prevalentemente al chiuso davanti a uno schermo.

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Emo-beauty: cos'è la bellezza emozionale

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E il cuor leggero? C'è anche quello tra i nuovi bisogni della bellezza. Gli analisti di Mintel, altro quotatissimo provider internazionale di ricerche di mercato, la chiamano "Beautiful mind": la tendenza a un benessere globale che include cosmetici in grado di offrire rituali per calmare la mente e dispensare consigli per gestire ansia e stress evocando energie sottili, invitando alla respirazione profonda durante l'applicazione, aiutando a comprendere l'importanza di concedersi un momento per sé. In questo segmento di Emo-beauty, la bellezza emozionale, primeggiano creme e maschere con vitamine, una sorta di pronto soccorso per la carenza d'energia. Sentita bella forte anche da noi italiani, che abbiamo fatto entrare nell'ultimo paniere Istat gli integratori multivitaminici.

Anche il colore è energia à porter, da (ri)considerare per via dei suoi "superpoteri" (lifting del viso e dell'umore). Guardando alle tendenze, si segnala una generazione di maquillage leggero quasi immateriale: ad avere texture quasi evanescenti non sono solo i fondotinta ma anche rossetti e blush, alcuni pigmentati altri con tecnologie rivela-colore che reagiscono con il pH della pelle. L'espressione più interessante della leggerezza nel trucco è proprio quella delle stained lips, le labbra "macchiate" opache e dai contorni sfumati, che si ottengono con un tocco di rossetto al centro da picchiettare poi con le dita. L'effetto: come dopo un ghiacciolo all'amarena o un bicchiere di rosso all'aria aperta.

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