Tu, cara Jacinda Ardern, sei la nostra leader prefe del 2020 (da cui dovremmo tutte prendere esempio)

Di Elisabetta Moro
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Hagen Hopkins - Getty Images
Photo credit: Hagen Hopkins - Getty Images

From Cosmopolitan

Quando una donna arriva in una posizione di potere è purtroppo ancora una novità. Spesso ci troviamo davanti politiche o professioniste che ricoprono un certo ruolo per la prima volta in assoluto (Kamala Harris vi dice qualcosa?) e non possiamo fare a meno di constatare che una maggiore apertura al di là degli stereotipi di genere (duri a morire) sia davvero un'ottima notizia. D'altra parte, però, non bisogna cadere in un tranello tanto insidioso quanto comune: avere una donna al potere non equivale - ahinoi - a un vantaggio concreto per le altre donne e per la parità. Per questo serve di più: serve una femminista al potere, una persona che abbia coscienza delle disparità della nostra società e la voglia di cambiare le regole della leadership cucita per secoli su misure maschili. Voi direte: "E dove la troviamo una leader così?". La risposta è semplice: in Nuova Zelanda. Già, perché la premier neozelandese Jacinda Ardern con il suo governo sta compiendo una piccola rivoluzione che mostra come un nuovo modo di gestire il potere - più inclusivo, orizzontale e aperta al confronto - esiste e soprattutto...funziona.

Che Jacinda Ardern fosse una Prima Ministra fuori dal comune era già stato chiaro fin dal principio, fin dalla sua prima elezione nel 2017. Il suo discorso pronunciato in occasione della terribile strage di Christchurch nel 2019, per dire, è passato alla storia per la grande umanità con cui la premier si è rivolta alla Nazione, riuscendo a catalizzare uno spirito di unione e forza trasformando il dolore in senso di comunità. Ma forse rende ancora meglio l'idea un altro esempio: quando sua figlia Neve aveva solo pochi mesi, Ardern l'ha portata con sé all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a dimostrare che i luoghi di potere devono iniziare a far posto alle mamme e ai papà (come suo marito Clarke Gayford che si occupa della bambina a tempo pieno). Insomma, Ardern non è (e non sarà mai) "una donna che fa un mestiere da uomo", è una leader che ci mostra tutto il valore di avere una donna e una femminista al governo. E i risultati si vedono, specie nella gestione della crisi sanitaria che la Nuova Zelanda ha affrontato in modo virtuoso dando massima priorità alla salute dei cittadini e reagendo tempestivamente.

Anche in questo caso Ardern si è rivelata una politica equilibrata e assertiva, in grado di rimanere lucida durante le crisi ma senza mai rinunciare all'empatia. La premier, infatti, nel corso della pandemia ha saputo comunicare con i cittadini in modo chiaro, diretto e molto umano. Il suo sguardo non è mai unidirezionale ma si amplia a tutte le frange della popolazione, compresi i bambini a cui si è rivolta durante una conferenza stampa rassicurandoli sul fatto che "Il coniglio pasquale è considerato un lavoratore essenziale".

Ma non si tratta solo di saper comunicare, Ardern vuole davvero cambiare le cose e i fatti parlano chiaro. È attenta alla salute mentale e vuole introdurre l'assistenza psicologica nelle scuole, sostiene la parità di genere e ha da poco avviato un piano per tutelare l'equità lavorativa e ridurre il famigerato gender pay gap oltre ad aver approvato una legge che ha reso finalmente legale l'aborto nel Paese. Il suo nuovo governo poi (è stata rieletta qualche mese fa, ndr) è estremamente inclusivo con molte donne e persone omosessuali (come il suo vice, Grant Robertson apertamente gay) oltre a diversi politici di origine maori come Nanaia Mahuta prima donna indigena a ricoprire la carica di ministra degli esteri. Il messaggio di Jacinda Ardern è chiaro: "Di fronte all'isolazionismo, al protezionismo e al razzismo, dobbiamo opporre la semplice idea di guardare al di fuori e oltre a noi stessi; concetti come quello della gentilezza e del collettivismo sono un buon punto di inizio". E chi non la vorrebbe una leader così?

LE DONNE DEL COSMO 2020