A tu per tu con Elodie che con la sua linea make up rivoluziona la bellezza e invita a sentirci tutte belle

Di Michela Motta
·5 minuto per la lettura
Photo credit: COURTESY SEPHORA
Photo credit: COURTESY SEPHORA

From ELLE

"Questo cellulare maledetto ci divide". Ho intervistato Elodie al telefono con in testa il suo singolo Parli parli in duetto con Carl Brave. In effetti, nonostante il mezzo, Elodie, 30 anni (a sinistra), ha parlato molto di sé. Per lei questo è un momento d'oro: è stata l'artista donna più ascoltata su Spotify Italia nel 2020, affiancherà Amadeus sul palco del prossimo Festival di Sanremo e nel frattempo è uscita la sua collezione trucco creata in collaborazione con Sephora, che per la prima volta ha scelto un personaggio italiano per incarnare valori di empowerment femminile, inclusività, divertimento. Il risultato è Elodie X Sephora Collection, una capsule con palette occhi, palette viso, rossetto liquido e set di pennelli. A cui la cantante ha lavorato con passione.

Elodie, non è solo la testimonial, ci sono anche le sue idee in questa collezione, giusto?

Sono stata a Parigi nella sede di Sephora per decidere ogni dettaglio insieme al team creativo. Non so quanti rossetti ho provato quel giorno, avevo le braccia piene di colore. Ho testato tutto sulla mia pelle e ho avuto l'imbarazzo della scelta.

Aveva le idee chiare quando ha iniziato a lavorarci?

Volevo una collezione pop e glam, come me. Ma avevo immaginato una palette di colori terra e rosa molto facili, qualcosa di basico. Poi, lavorandoci, mi sono accorta che ero attratta dai colori. Alla fine ci sono i terra, che raccontano le mie radici creole, i bronze, che rappresentano la parte glam, più fucsia e un giallo superpop per giocare. Non mi trucco spesso, quindi volevo prodotti facili anche per chi usa poco make up, ma che potessero andare bene quando si vuole qualcosa di più forte.

Di che cosa è più orgogliosa?

Innanzitutto sono molto colpita del fatto che abbiano scelto proprio me come prima italiana per un progetto Sephora e anche dalla motivazione, soprattutto riguardo all'emancipazione femminile, sull'inseguire un sogno e farlo diventare un lavoro, come è successo a me. Ha fatto molto bene alla mia autostima. E poi sono orgogliosa di aver incluso la mia famiglia: sul packaging c'è un collage di mia mamma che credo racconti bene chi sono: diretto, un po’ infantile, in un certo senso anche disturbante.

Photo credit: Courtesy Sephora
Photo credit: Courtesy Sephora

Gli ombretti hanno nomi di donne, ci dice chi sono?

Fanno tutte parte della mia vita, donne che stimo, familiari, collaboratrici: Claudia è mia mamma, Fey mia sorella, Marise mia nonna, Madame è la cantante mia amica, Irene la persona con cui sono andata a Parigi da Sephora.

Mentre sceglieva i colori li immaginava indossati da loro?

Sono colori che le rappresentano: il fucsia Myss è di Myss Keta, super pop, di rottura. Il bronzo più glam è per Ramona, la mia stylist. Il rosa è per Sabrina, amica d’infanzia, ci conosciamo da quando avevamo sette anni. Il color terra per mia nonna Marise; il mattone per Joan, la mia amica meticcia come me.

Il giallo invece si chiama Elodie.

È la tonalità che collega il glam al pop, il colore di giuntura, il tramite tra due mondi»

Photo credit: Courtesy Sephora
Photo credit: Courtesy Sephora

Si ricorda la prima volta che si è truccata?

A 12 anni facevo esperimenti con ombretti di colori improbabili. Alle superiori, invece, truccavo tutta la classe. Sono bravina.

Ma si trucca poco.

Sì, da sempre, credo che il mio viso non si presti a un make up carico. Metto giusto quel che serve per avere un'aria sana: un po' di mascara, un fard. In generale non sono un'amante delle "maschere" che cambiano i lineamenti e nascondono chi sei.

In compenso gioca spesso con il look. Hai cambiato molte volte taglio e colore di capelli.

È sempre stata una fissazione mia e di mamma, fa parte delle consuetudini di casa mia fin dall'infanzia. Cambiare è un modo per esprimermi e non annoiarmi: il viso è sempre lo stesso ma modifico il contorno. Forse anche per questo mi trucco poco.

A che cosa sono legati i suoi cambi d'immagine?

Soprattuto a come mi sento, che di solito si collega bene con la fase del mio lavoro. Decido io cosa fare ai capelli. Ho bisogno di rinfrescarmi. Mi infastidisce cristallizzarmi in un’immagine sola.

Oggi la bellezza è varietà: che cosa trova bello?

La diversità, che è un punto di forza anche estetico. Ecco perché ho scelto colori che stanno bene a tutte, dalle più chiare alle mulatte come me. La bellezza sta nei dettagli, che non è una stupidaggine: crescendo ho capito che l'unicità è un'arma.

Quale messaggio vuole mandare con il suo make up?

Che la bellezza è in ciascuno di noi e il trucco può aiutare a esaltare i nostri punti di forza, raccontare una parte di noi, farci sentire più sicure, addirittura più credibili.

Si è sempre sentita bella?

No! Da ragazzina mi vedevo strana. Oggi mi sento bella ma non tutti i giorni. Dipende da quello che faccio, dai risultati lavorativi, dai rapporti con le persone. Ecco: le buone relazioni mi fanno sentire bella. Poi come tutti ho cose che mi piacciono e altre meno.

Che cosa le piace di sé?

Il viso, che sembra quello di una bambina e mi fa tenerezza. E le mie gambe.

E che cosa non le piace?

Onesta? Sto facendo pace con il mio sedere. Mi piaccio magra ma soffro un po’ di esserlo e che tutti me lo facciano notare. Mi piace il mio corpo, trovo che abbia un senso preciso: è snello, lungo. Uno stelo. Come il bambù, che si piega e non si spezza. Ma mi piacerebbe sapere che cosa significa avere più carne addosso. A volte vorrei essere una di quelle donne burrose, materne, fertili, con la vita stretta e il sedere grosso. Morbida. Io invece sono spigolosa, che poi significa più rigida. Tutta lunga, anche le dita sono lunghissime. Ma questo è il mio corpo e va bene così. Però guardo le donne in carne e le trovo stupende. Il bello è proprio che siamo tutte diverse. Mi spiace solo che per tanto tempo ci siamo fatte affascinare da canoni di bellezza impossibili.

Photo credit: courtesy Sephora
Photo credit: courtesy Sephora