A tu per tu con Ludovica Martino aka Eva di Skam Italia, nuova promessa del cinema italiano

Di Silvia Locatelli
·7 minuto per la lettura
Photo credit: Adriano Russo
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From ELLE

È arrivata fin qui per una serie di fortunati eventi. L’ultimo, i figli di Peter Chelsom sono fan di Skam Italia. «Guarda com'è brava questa ragazza, papà, dovresti prenderla per il tuo film». Il regista di Serendipity e Shall we dance?, che da 15 anni ha una casa in Lunigiana, stava cercando una giovane attrice per Security, si è seduto poco convinto accanto ai suoi ragazzi: alla fine, “la rossa” è entrata nel thriller ispirato al libro di Stephen Amidon che Chelsom ha ambientato a Forte dei Marmi, è la figlia di Maya Sansa e Marco D’Amore. Skam ha aperto molte porte a Ludovica Martino, 23 anni, romana. Lucio Pellegrini, che l’aveva già diretta in Tutto può succedere (bella fucina di talenti, con lei c’erano Benedetta Porcaroli e Matilda De Angelis), l’ha voluta in Carosello Carosone (prodotta da Rai Fiction e Groenlandia) ed Eugenio Cappucci nel film Netflix Mio fratello, mia sorella.

È una ventenne curiosamente negata per la tecnologia e, durante l’intervista, il telefono andrà a gambe all’aria più volte nel tentativo di bloccare nuovi inviti, partiti a caso, nella videocall. Ha un’agenda di carta, è appassionata di tè e tisane, nella sua borsa non mancano mai un rossetto mattone Armani Beauty e il passaporto: «Aspetto sempre che qualcuno mi dica, così, su due piedi: partiamo subito per Parigi?».

Photo credit: Adriano Russo
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Tutto può succedere... Che ricordi ha di quella serie?

Io, Matilda e Benedetta dividevamo spesso il camerino, abitavamo vicine, tornavamo a casa tutte insieme. Ci ha portato fortuna.

E i colleghi di Skam Italia?

Ci sentiamo quasi tutti i giorni. Abbiamo la chat del gruppone e quella delle femmine, come a scuola. Con le ragazze corriamo insieme, facciamo passeggiate. In tempi normali, pigiama party e discoteca. Siamo come sorelle.

Photo credit: Adriano Russo
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Il suo look naturale, pulito, è vincente.

E pensi che io adoro il make up, al contrario delle mie colleghe che dicono “fuori dal set sono acqua e sapone”. A 13 anni guardavo i tutorial di Clio Make up. Sbagliando sono diventata bravissima ma ho molto rispetto per chi lo fa di professione, al massimo azzardo un “Sai che mi sta meglio il marrone del nero?”.

Consigli?

Preferisco le mani ai pennelli: mi vengono sfumature pazzesche. Sono una fan di Armani Beauty, soprattutto del fondotinta Luminous Silk Foundation, ti dà un effetto filtro eppure è leggerissimo. E poi mai senza questo rossetto: Rouge d'Armani Matte n. 104 è vellutato, vede? Ne metto poco e lo sfumo col dito per dare un effetto naturale. Oddio mi sento troppo Clio!.

In Skam ci sono molte scene di sesso: il rapporto col suo corpo?

In Security sono praticamente sempre nuda, è una parte del mio lavoro che non mi fa impazzire ma ho sempre avuto registi sensibili e rispettosi. Se non serve al racconto, ora riesco anche a dire “forse qui spogliarsi è un po’ inutile”, ma sono a mio agio col mio corpo, sarà perché il mio mestiere mi costringe a guardarmi molto. Quando mi rivedo, non faccio neanche più caso all’aspetto fisico, nuda o vestita, bella o brutta, mi focalizzo sulla performance, sull’inquadratura, sulla luce. È una grande conquista.

Security: che storia è?

Invernale, cupa, in un posto che d’estate è vivace, pieno di sole mentre nella stagione fredda nasconde segreti. Io sono Angela e tutto il film è scandito dal mio sguardo, ha quasi 18 anni e si innamora di un professore.

Photo credit: Adriano Russo
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In primavera la vedremo in Carosello Carosone...

Sì, sono la moglie di Renato, Lita, che era una ballerina professionista di swing. Una sfida enorme: mia mamma mi chiama “il mio elefantino” per la grazia che mi contraddistingue nella danza. Mi piace ballare ma mi sento legatissima. Ho voluto fare tutto da sola, senza controfigure. Corsi intensivi e poi a casa, durante il lockdown, ripetizioni con mamma, che è ballerina classica. Abbiamo riso un sacco ma sono fiera del risultato.

Infine, c’è il film di Capucci, Mio fratello, mia sorella...

È la storia di una coppia di fratelli e gira intorno a un dramma, ma è un film che non vuole insegnare nulla, si ride, te lo godi e basta. Fa bene al cuore. Avevo bisogno di una storia familiare così, di sentirmi parte di un centro dove tutti siamo al servizio del film.

Ha fratelli?

Uno più piccolo di 17 anni e mezzo, Tommaso. Ci vogliamo un bene dell’anima, è carino e super responsabile.

Vivete insieme?

Sì, con mamma, i miei sono separati. In realtà mi sto per trasferire in una casa nuova col fidanzato. Dove sono sto benissimo ma lavoro da sei anni, è giusto essere indipendente, non crede? Ho un bellissimo rapporto con papà ma dopo che si sono lasciati io, mia mamma e mio fratello abbiamo trovato un perfetto equilibrio, non litighiamo mai nel nostro piccolo microcosmo felice. Ci arrabbiamo solo con la Border Collie che mangia le cucce e poi soffoca, ne abbiamo già buttate dieci.

A proposito di traslochi, la valigia che l’ha emozionata di più?

Quelle dei viaggi coi miei genitori. Dopo la separazione, ogni anno, ne facevamo uno con mamma e uno con papà. Non vedo l’ora di ricominciare, è bello trovare il tempo per noi, dedicarne un po’ all’uno e un po’ all’altra.

Che cosa c’è scritto nella sua agenda?

Vediamo... “Mattina studia provino”, “pomeriggio studia uni” e poi c’è la poesia Ode alla vita di Martha Madeiros, il mio mantra.

Photo credit: Adriano Russo
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Che cosa studia all’università?

Magistrale in interpretariato e traduzione. Mi piacerebbe prendere una seconda laurea in psicologia. Sono un po’ secchiona.

I fan di Skam la amano molto.

Sì, li sento vicini. Durante il lockdown mi ha scritto un ragazzo di Bergamo, suo padre era in una di quelle bare sui camion: mi ha ringraziato perché riusciva a distrarsi solo con Skam. Mi ha fatto piangere. Mi sono sentita utile senza aver fatto nulla.

Questo lavoro le ha tolto qualcosa?

Ho meno tempo per nonna Teresa. Ci mancava solo il coronavirus... Le parlo dal terrazzo con mille protezioni. All'inizio, questo lavoro lo metti davanti a tutto, poi capisci che non è sano. Io do il cento per cento ma ho imparato a staccarmi, a tutelarmi.

Da spettatrice, che cosa le dà fastidio in un film?

Quando in una scena di risveglio l'attrice è perfetta. Sei immersa nella magia e poi c’è un elemento che rompe l’incantesimo. La bellezza di Skam è anche nella cura di questi dettagli. Quando “mamma” Anna Ferzetti alza le tapparelle della mia camera io sono inguardabile: appena sveglia sono così. Nelle scene a scuola avevo giusto un copriocchiaie per le luci, il trucco c'era solo se aveva un senso per la storia. La massima felicità del regista? Quando avevamo un brufolo. “Oh che bello! Guai a chi s'azzarda a coprirlo”. Nelle scene dopo pranzo ci lasciava un po’ sfatti apposta. Claudia Pandolfi sul set del film di Capucci era al naturale. “Sto vivendo un dramma, ti pare che mi preoccupi di vestiti e capelli?”, non passava mai dal trucco. Un modello di verità.

Che cosa la spaventa?

Gli squali, colpa di papà, me li ha fatti vedere tutti: Lo squalo 1, 2, 3, 18. Ho fatto nuoto agonistico, ho il brevetto da bagnina ma ho vinto da poco la paura di nuotare in mare aperto. Nell’angolino della mia mente c’è sempre il pensiero: “Il primo squalo che passa è mio, sicuro”.

Che cosa la fa arrabbiare?

L’ipocrisia. Io dico tutto in faccia. A volte posso essere rude ma quel che penso lo sentirai sempre prima da me, preferisco starti antipatica per direttissima.

Che cosa le mancherà di più del suo microcosmo felice?

Il rito della tisana la sera, accovacciati sul divano. Ne abbiamo tantissime. Ieri mamma ne ha comprata una che sa di foglie bagnate di non so quale zona dell’Africa.

Quanto manca al trasloco?

Sarà graduale, non voglio correre, farò un po’ avanti e indietro, vedo come va. Tra un annetto ce la posso fare.

(Trucco: Armani Beauty. Abiti: Armani Exchange e Emporio Armani).