A tu per tu con Pina Turco, la protagonista di Natale in casa Cupiello

Di Piera Detassis
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Photo credit: courtesy
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From ELLE

Bella come sanno esserlo le ragazze del Sud in cui la riservatezza diventa persino sfrontata, Pina Turco il 22 dicembre sarà nelle case di tutti, su Rai Uno, con il bellissimo Natale in Casa Cupiello diretto dal marito Edoardo De Angelis e tratto dal classico di Eduardo De Filippo, un vero regalo per chi dovrà limitare le gioie delle feste insieme. “A Napoli poi, immaginate già la malinconia sulle facce!” sorride Pina, laurea in antropologia, fama arrivata grazie a Gomorra dove muore per mano del marito Ciro l’Immortale, il mitico Marco d’Amore, in una drammatica scena che ha fatto storia e la fa riconoscere ovunque nel mondo. Il suo talento è stato poi confermato dalla commedia pop La parrucchiera e soprattutto dal premiatissimo Il vizio della speranza sempre di De Angelis. Il prossimo anno, dopo La compagnia del cigno, sarà protagonista a fianco di Vittoria Puccini della miniserie thriller-psicologico La fuggitiva, diretta tra Torino e la Val d’Aosta da Carlo Carlei. Nel mezzo, nonostante il lockdown, ha avuto tempo di girare Fortuna, altro crudo e intrigante ritratto di donna nella Napoli più scura della cronaca e stavolta in coppia con Valeria Golino.

Parlando con Elle.it, Pina ribadisce che “A Napoli, la mia città, il Natale è un momento speciale e questa pandemia ha diffuso un senso generale di infelicità. Ne usciremo molto cambiati, nonostante i vaccini, di fatto è in gioco la salute sociale di un popolo, abbiamo perso tutti smalto e parole. Dino Risi diceva che un regista, un artista, sono medici curanti per la gente, ma oggi non riusciamo a guarire come vorremmo e mi spiace. I cambiamenti però vanno ascoltati, assecondati, troveremo la strada nuova”.

È il senso di Pina per il futuro, la sua vitale concretezza: parlando di lei, Edoardo De Angelis mi aveva detto: “Ha presente quando fuori è inverno, c’è il gelo, gli alberi sono rinsecchiti e poi arriva la primavera e tutto prende colore? Ecco Pina, per me, nella mia vita, è stata la primavera". Che bella dichiarazione d’amore...

E che bell’omaggio questo ruolo di Ninuccia in Natale in casa Cupiello.

Il testo di De Filippo è modernissimo narra proprio la voglia di aggregazione, che oggi sarebbe assembramento, attorno al presepe di Luca Cupiello, un meraviglioso Sergio Castellitto e il film, nel suo piccolo, cerca di sanare per una sera la disgregazione diffusa. Ho un figlio di tre anni, Giorgio, ho visto quanto gli è mancata la scuola materna. Ci sembrava davvero il momento giusto per girare quest’opera, ha un fondo romantico, ci dice che ancora non è tutto perduto. Nonostante i guai e le contrarietà i Cupiello sono una famiglia bellissima, piena di contrasti ma anche di amore. La commedia, un atto unico, nasceva in omaggio alla storia dei nonni di Eduardo De Filippo ed è diventato uno dei suoi più grandi successi. Io sono Ninuccia, la figlia di Castellitto e Marina Confalone, imbrigliata in un matrimonio borghese che non ha voluto e attratta dal tradimento romantico. Lo svelamento di questo segreto porterà scompiglio e dramma in famiglia attorno a quel presepe cui Luca Cupiello, il padre, tiene più di ogni altra cosa.

E nella sua casa d’artisti, lei attrice, il marito regista, piace ‘o presepe?

Sì, lo facciamo sempre, ogni anno compriamo i pastori nuovi, e quest’anno anche un bufalo, mi annoia invece ’albero di Natale.

Forse la annoia anche che il film non sia potuto uscire nelle sale causa pandemia?

Beh, certo mi spiace che sia solo per la tv, meritava anche il grande schermo. Abbiamo discusso fino all’ultimo, c’era molta voglia di sala, ma poi è arrivato il momento di decidere e s’è capito che non era più possibile, tutto era chiuso. E con quel titolo non si poteva che uscire durante le Feste. La. Rai in questo è stata formidabile.

A confronto con la sua Ninuccia così spavalda e brava a dar fuoco alle polveri, e anche in opposizione ai suoi ruoli sempre un po’ spericolati, Pina sembra un concentrato di serena pacatezza. E però di sé stessa ha detto: “sono il punto di equilibrio in famiglia, ma sono anche solitaria e anarchica”. È possibile tutto questo insieme?

Sì e non è semplice, per una donna c'è sempre un dovere performativo al quale rispondere, non sono ammessi errori, il senso di inadeguatezza è in agguato.

E l’anarchica che è in lei che fa?

A un certo punto alza la testa, prende coscienza del conflitto e, alla fine, si firma l'armistizio.