Tutta la verità sui libri e gli scrittori preferiti (e non) di Virginia Woolf

Di Vittoria Meloni
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Photo credit: Hulton Deutsch - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

È scritto chiaro e tondo, ci ha messo addirittura la firma. Virginia Woolf credeva fermamente che nessuno dei suoi contemporanei sarebbe stato letto a venticinque anni di distanza dal momento in cui scrisse le proprie confessioni nel 1924. Chissà cosa penserebbe scoprendo oggi che un centinaio di anni dopo i suoi libri (e anche quelli di qualche contemporaneo) continuano a riscuotere successo passando di generazione in generazione e ispirando creativi da tutti i settori, basti vedere la sfilata di Fendi Couture di qualche giorno fa.

A custodire per quasi cent’anni i pareri più segreti della Woolf, insieme a quelli di molti altri autori, è stato un libro, riscoperto recentemente tra gli averi di Margaret Kennedy dal nipote William Mackesy. Really & Truly: a book of literary confessions: designed by a late-Victorian, pubblicato nel 1915 da Arthur L. Humphreys, era un volume costituito da venticinque questionari letterari volti ad eleggere i migliori e i peggiori scrittori di tutte le epoche grazie a trentanove lapidarie domande. Il manuale è andato all'asta questo gennaio. "Ero mentalmente preparato perché il volume potesse arrivare a 10mila sterline massimo, mai avrei pensato oltre le 20mila", ha dichiarato a BBC Christian Albury , rappresentante per la casa d’aste Dominic Winter Auctioneers in Gloucestershire che ha chiuso la vendita per 21mila sterline.

Photo credit: Courtesy Dominic Winter Auctioneers
Photo credit: Courtesy Dominic Winter Auctioneers

Da Rose Macaulay a Robert Lynd passando per Rebecca West, Hilaire Belloc, Stella Benson e Margaret Irwin, furono dieci in totale gli autori che vennero invitati a compilare le schede oltre alla Woolf e a Margaret Kennedy, in un frangente di tempo che andrò dal 1923 al 1927. Ciascun questionario veniva compilato e poi sigillato ai margini con cera rossa o nastro adesivo per mantenere il massimo riserbo mentre il volume passava di mano in mano.

"Sono sicuramente le antipatie quelle che inevitabilmente offrono maggior divertimento. DH Lawrence e James Joyce sono i più nominati tra gli scrittori inglesi viventi più sopravvalutati", ha raccontato Mackesy a BBC. "Quasi tutti avevano una visione abbastanza approfondita sui classici, Omero è il preferito tra i greci mentre Catullo e Lucrezio se la giocano per i latini", ha aggiunto. "Per il resto il consenso è praticamente nullo, tutti concordarono solo sul fatto che Shakespeare fosse il più grande genio tra gli scrittori mai esistiti. Fa eccezione Belloc che votò per Omero e Macaulay che rispose che non sapeva scegliere", ha concluso.

Photo credit: Courtesy Dominic Winter Auctioneers
Photo credit: Courtesy Dominic Winter Auctioneers

Ma venendo alla Woolf. "In meno di 100 parole scritte a mano con il suo distintivo inchiostro viola, Virgina Woolf ci racconta così tanto sui suoi gusti letterari e sulle sue avversioni", ha affermato Chris Albury al Belfast Telegraph. Il miglior scrittore di narrativa esistente? Thomas Hardy. Il peggiore? Sempre lui. Il più sopravvalutato scrittore dell’epoca? Belloc, mentre Walter Scott è secondo la Woolf il più sottovalutato di sempre. Jane Austen, non c’è dubbio, è la migliore scrittrice di narrativa scomparsa, mentre tra i letterati uomini deceduti, Woolf non riesce proprio a sceglierne uno che non le piaccia. Il miglior racconto per bambini? I viaggi di Gulliver. E il genio della scrittura più grande che sia mai esistito? Che domande sono, è senza dubbio William Shakespeare. Parola di Virginia Woolf.