Tutte le case più belle in cui siamo entrati nel 2020

Di Benedetta Lamberti
·14 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy Photo
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From ELLE Decor

Scovare le case più belle del 2020 per fare un bilancio, pratica ricorrente in questo periodo dell’anno, è utile per capire l’impatto che la Pandemia e le sue forzate restrizioni hanno avuto (e continuano ad avere) sul nostro modo di vivere e di abitare. Sia perché abbiamo ottenuto tanto in poco tempo, in termini di aspetti organizzativi, funzionali o di performance dello spazio, sia per la ritrovata empatia con gli interior.

Sicuramente, mai come in questo periodo, alla parola casa vengono associati tanti nuovi aggettivi positivi e alcune espressioni ostili. Di fatto il Coronavirus ci ha obbligato a rimanere distanziati e rinchiusi tra le mura domestiche, ma ci ha anche permesso di riscoprire quell’importante rifugio-casa custode di abitudini, desideri, bisogni, gusti e ricordi.

Siamo stati in grado di trasformare parte dello spazio abitato in home-office per necessità lavorative, in home-fitness per riuscire a rimanere in forma, ristrutturando l’area cooking per la preparazione di pranzi o cene da Masterchef, o modificando alcuni angoli in play room per i più piccoli. Analogamente, complice il web e le call, abbiamo contaminato la nostra sfera privata trascinando i riti urbani sociali dall’esterno all’interno come l’aperitivo – astrattamente con gli amici, fisicamente da soli –, l’Opera a teatro o la visita guidata ad un Museo geograficamente anche distante.

Ma queste sono solo implementazioni funzionali dello spazio abitato, mentre noi siamo convinti che il bello della casa sia nella sua capacità empatica di farci stare bene come fossimo in un grosso abbraccio e nella personalità che le abbiamo trasmesso. Per questo abbiamo provato a dare una chiave di lettura nuova a 24 paesaggi domestici, realizzati nel 2020, belli da vedere e funzionali da abitare.

Appartamento anticonformista e colorato a Madrid, 125 mq by studio Gon + Ana Torres


Uno spumeggiante rifugio anticonformista creato per un giornalista single che voleva tenere con sé, anche a casa, un po’ della magia di Malasana, l’alternativo quartiere di Madrid che lo ospita. Per questo gli architetti hanno tessuto per lui un coloratissimo collage, pieno di rimandi ludici e citazioni anni 80, che si appropria di un layout alleggerito, dove le vecchie partizioni rigide sono rimpiazzate da porte scorrevoli al fine di rendere gli ambienti fluidi e interconnessi.
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Restyling sensoriale a Milano by studio Offstage


Contrasti a confronto per questo appartamento borghese Anni 50, nel cuore di Milano, che gioca con gli affacci e gli angoli celati, i colori tenui e i materiali preziosi, le connessioni e le distribuzioni spaziali, le superfici orizzontali e le quinte verticali oltre che con un tocco di ironia per non prendersi mai sul serio. Gli elementi su misura e le finiture sono caratterizzati dai toni del grigio e del blu, abbinati a diverse sfumature di rosa, dal glicine delle boiserie e degli armadi, fino ad un pink acceso del disimpegno della zona notte.

Photo credit: Rocio Romero Rivas
Photo credit: Rocio Romero Rivas
Photo credit: Simone Furiosi
Photo credit: Simone Furiosi

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Le rainbow et le Bosquet (L'arcobaleno e il bosco) a Parigi, 80 mq by Matali Crasset


Le pareti colorate sono la tendenza di un nuovo approccio abitativo. Dopo anni di minimalismo e di egemonia del colore bianco e delle tinte neutre, è tornata – come negli anni '80 (ma con modalità diverse) – la voglia e l’esigenza di abbandonare i grigi, i beige e i tortora di certi loft essenziali improntati al Less is more e all’assenza totale di decoro come segno superfluo nell’architettura. Lo sa bene la designer francese che ha progettato un appartamento di 80 mq, al nono piano di un edificio con facciata continua, che, attraverso sapienti quinte mobili colorate, vuole raccontare il legame tra color arcobaleno e vita, partendo da una scatola bianca candida.
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Photo credit: Philippe Piron
Photo credit: Philippe Piron

Ketelhuis (letteralmente, la casa del calore) ad Amsterdam, by Studio Modijefsky


Un ex-sito industriale diventa la casa e la sede di lavoro di una coppia di artisti. I progettisti hanno realizzato una residenza nella quale l’atmosfera, in equilibrio tra il design spaziale e gli inserti scultorei, si percepisce come calda ed accogliente. Del resto, il suo nome, Ketelhuis (casa del calore) nasce proprio dall’utilizzo di 3 materiali e finiture principali (legno di quercia, ottone e acciaio verniciato di bianco opaco) combinate tra loro.

Photo credit: Maarten Willemstein per Studio Modijefsky
Photo credit: Maarten Willemstein per Studio Modijefsky

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Casa con serra ad Atene, by Natalia Bazaiou


Una serra in soggiorno: è partendo da qui che la designer greca ha cambiato i connotati a questa casa partenopea, destinata a una famiglia di quattro persone perché “non si può vivere senza il calore del Mediterraneo come parte integrante della vita quotidiana”. Racchiusa dentro un cubo di vetro che troneggia tra la cucina e la sala, la natura diventa luce, vita, relax e hobby.
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Loft di 240 mq color pastello a Berlino, by studio Batek Architekten


Stile industriale e ambienti fluidi a misura di famiglia: lo spazio ricreato dallo studio tedesco è una casa-matrioska che rivoluziona il concetto più tradizionale di loft. La tipica abitazione caratterizzata dalla quasi totale assenza di divisori e generalmente declinata nei toni neutri di bianco o grigio cemento, è stata ri-pensata per ospitare una famiglia di 5 persone, sfruttando una serie di scatole innestate l’una nell’altra con "l'obiettivo di restituire una sufficiente privacy senza sminuire la sensazione di apertura e generosità dell'ambiente".
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Duplex total yellow a Barcellona, 150 mq by Arquitectura-G


Come riportare il sole in una casa dove la luce naturale scarseggia? È questa la sfida che si sono trovati davanti i designer nella ristrutturazione di un duplex di 150 metri quadri a Barcellona. Il restyling dell’appartamento su due livelli, orientato a nord con poche e piccole finestre, ha utilizzato la cromia giallo oro per risolvere il problema in un totale stile industrial chic.
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Photo credit: Cathy Cunliffe
Photo credit: Cathy Cunliffe
Photo credit: Marcus Wend
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Photo credit: jose hevia
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Magic Box Apartment a Viladecans (Spagna), by Raul Sanchez


Una casa moderna per due famiglie parla di tradizione, apertura e interconnessione e utilizza i riflessi delle scintillanti lastre in ottone, i rivestimenti in acciaio e i cambi di direzione del parquet in legno per delimitare stanze e ambienti. Tutto in un sapiente gioco di scatole magiche che si aprono e si chiudono a seconda della necessità di connettere diverse aree della casa.

Photo credit: jose hevia
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Arte contemporanea in una casa a Londra, 350 mq by Michaelis Boyd


Il team londinese rinnova una casa georgiana con una scultura da attraversare al centro del living: stiamo parlando di una nuova scala ispirata al galleggiante rosso “Staircase-III” di Doh Ho Suh, esposto al Tate Modern nel 2010. Collegando i due piani, questo volume in acciaio rosso forato, fluttua sopra il pavimento del soggiorno e dialoga con i numerosi pezzi d’arte contemporanea e design collocati nello spazio. Un oggetto tanto scultoreo quanto funzionale che promuove la fluidità dello spazio e amplifica l’aspetto giocoso.
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Monolocale trasformer alla Le Corbusier, by Studio Michael K. Chen Architecture


Si tratta di un monolocale estensibile a bilocale, con un interior design da vedo-non vedo capace di realizzare due zone intime notte attraverso tavoli e letti che si aprono e chiudono all'occorrenza, a bordo di una nave di 600 mq. Punto di partenza del progetto è l'architettura modernista utile alla lezione del design nautico che, su piccola scala, tende a riorganizzare lo spazio a seconda del numero di abitanti. Nel mono-bilocale ci sono due camere da letto, due bagni, una cucina, una cabina armadio, un'area giorno e un ripostiglio. La seconda camera da letto si ricava grazie all'estensibile zona pranzo, con il tavolo che affonda nel muro per far posto al letto.
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Cucina protagonista di casa, 140 mq a Madrid by Plutarco


L’aspetto informale, il gusto tipicamente mediterraneo e la cucina come vera protagonista della casa sono state le richieste dei proprietari che volevano un focolare domestico d’abitare per la famiglia e per gli amici. Tutto il resto? Un mix di stile industrial e colore sapientemente mixati in grafiche vintage e campiture polvere. I toni si accendono solo in pochi elementi di spicco, come le poltrone di Rietveld e le molte opere d’arte che tappezzano le pareti, secondo il gusto dei proprietari.

Photo credit: Gavriil Papadiotis
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Photo credit: Courtesy Michael K. Chen Architecture
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Photo credit: Courtesy Photo
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Materiali a km 0, 54 mq a Čachtice, in Slovacchia by Architekti B.K.P.Š
L’abbandono, alla fine della seconda guerra mondiale, di un forno per laterizi, ha dato al possibilità di ristrutturare una vecchia abitazione utilizzando solo gli scarti rinvenuti in giardino, assolutamente a km 0. Il progetto ricomincia dal portico, una delle caratteristiche distintive della casa (tipico di tante zone rurali d’Europa), che, oltre a essere lo spazio di varie attività a seconda della stagione, proteggeva e rinfrescava la struttura. Gli architetti l'hanno mantenuto, prolungando il profilo dell’asse longitudinale e del portico che vi si innestava e ricalcando una sostanziale pianta a croce latina.
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Gioco di incastri per una casa-scultura, a Barcellona by Mas-aqui
La ristrutturazione di questa casa ha trasformato un rudere malconcio in un sorprendete incastro di volumi dall’anima scultorea. L’estetica lineare e pulita degli interventi unita alla ripetizione seriale di listelli e travature lignee coinvolge lo spazio e dona armonia, dinamismo e tridimensionalità al vuoto domestico. Proprio l’elemento delle doghe detta la cifra estetica del luogo: disposte a volte in orizzontale, a volte in verticale, a formare panche, passerelle, balaustre o gradini, queste schegge di legno trapassano il volume candido della casa e la decorano.
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Total beige per una casa vittoriana, a Londra by studio Daytrip
In bilico tra passato e presente, la Tower House mette in mostra un’eleganza sussurrata, che si esprime attraverso colori tenui, materiali di pregio, incursioni artistiche e dettagli vintage, sapientemente mescolati a note più contemporanee. La sete di luce richiede una modifica del rapporto con l’esterno e impreziosisce le pareti con 50 sfumature di beige. I designer sono riusciti nell'impresa di modulare questo colore alquanto ovvio, e perciò ostico, in varianti suggestive e armoniosamente abbinate, che lo rendono uno sfondo sereno, delicato, mai piatto.
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Kigali house a Roma, by studio Strato
In bilico tra passato e presente, l’appartamento dalla metratura generosa, che si trova all’ultimo piano di un palazzo in una zona elegante della capitale, è caratterizzato da decori antichi e spazi fluidi che fanno in modo che il passaggio da un ambiente a un altro avvenga senza cesure, in continuità. Tutto pensato con lo scopo di avere una dimensione domestica rilassata, in cui la famiglia con due bambini può godere appieno dello spazio. I confini, a volte vetrati, a volte solamente cromatici, sottolineano gli spazi funzionali e definiscono il fascino di questo nuovo luogo.
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Loft urbano austero ad Anversa, by Vincent Van Duysen
Ogni angolo della casa, che si dispiega intorno agli assi dei suoi volumi, è concepito per massimizzare gli affacci sul fiume, le cui acque argentee suggeriscono anche la palette cromatica degli interni, dominata da colori bruni e grigi. La C Penthouse è un loft-attico dal fascino ruvido che utilizza le geometrie rigorose e il materiale cemento per raccontare anche la volontà di appartenere a quel contesto caratterizzato da rimesse e magazzini che si allineano sulla banchina, mostrando il loro volto schietto e nudo, segnato dal tempo.
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Appartamento in contesto storico a Lisbona, by Aurora Arquitectos
In un’architettura ottocentesca in stile Pombalino (che caratterizzò la ricostruzione di Lisbona) è stato ristrutturato un appartamento che modifica lo spazio mantenendo inalterate le cicatrici e i decori dell’epoca passata. E allora ecco che le poche demolizioni interne sono evidenziate da strisce in bronzo (i contorni delle travi) che si alternano a rosoni e modanature in gesso che già impreziosivano i soffitti. Lo stesso accade con alcune delle porte inutilizzate, murate e rivestite di intonaco, il cui profilo affiora come un bassorilievo. È questa la scelta peculiare, quasi giocosa, che rende unico il nuovo volto della casa che, pur onorando la sua storia, mette in mostra un carattere definito e contemporaneo.
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Loft green di arte a Roma, by Alessandra Cerasi e Paolo Barillari
In questo nuovo loft romano la coppia di chirurghi collezionisti rappresenta il percorso di una vita che si intreccia e si alimenta con l’amore per la natura e l’arte. “È la nostra casa di campagna, quella della maturità, dove ci rilassiamo, leggiamo, vediamo un film, organizziamo sia feste di compleanno per i nipotini che serate con tanti ospiti internazionali, in occasione di grandi mostre al Maxxi o durante il Festival del Cinema di Roma. Amiamo la convivialità sincera e pensiamo che proprio nell’incontro con persone nuove e interessanti sia possibile rinnovare il piacere di vivere con l’arte in uno spazio nato per muovere emozioni profonde”.
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Photo credit: Tomáš Manina
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Photo credit: jose hevia
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Photo credit: Courtesy of Daytrip Studio; photography by Jake Curtis
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Photo credit: Serena Eller
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Photo credit: Koen Van Damme
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Photo credit: do mal o menos
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Photo credit: Max Zambelli
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Rifugio ideale, by Studio XM


Pace monastica, stile francese e contatto con la natura selvaggia sono gli ingredienti di questa casa vacanze non lontano da Aix-en-Provence e Marsiglia. In ottemperanza al carattere rustico, l’architetto ha deciso un intervento discreto anche per quanto riguarda l’arredo e le finiture, utilizzando materie e maestranze locali. Qui e là si possono poi notare sedute scovate nel mercato di Marsiglia insieme a pezzi di design, come le lampade di Le Corbusier che portano il nome della stessa città. Gli ambienti sono estremamente luminosi e sanno ben coniugare le comodità - imposte dall’età - a un carattere campagnolo e raccolto che rimane la maggiore attrattiva di questo tipo di abitazioni.
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Casa contemplativa, by studio Razavi

Photo credit: Simone Bossi
Photo credit: Simone Bossi
Photo credit: Simone Bossi
Photo credit: Simone Bossi

Un luogo introspettivo, votato alla riflessione e alla quiete, dove ingombri e ornamenti retrocedono per lasciare che il pensiero sia libero di fluire indisturbato: è questa l’idea di casa che sta dietro l’Appartamento XVII, un progetto per un giovane ricercatore single di Lione. Situata in un quartiere storico, ricco di edifici rinascimentali, la casa presenta una struttura lineare, nella quale spiccano alcune note dal sapore antico, come le massicce travi in quercia e i due imponenti camini, che un meticoloso restauro ha preservato e rimesso a nuovo. Tutto il resto? Le decorazioni sono ridotte al minimo, i pochi arredi paiono galleggiare negli ambienti sobri accompagnati da citazioni metafisiche che si leggono nelle geometrie dei passaggi o nei misurati guizzi cromatici.
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Restauro sentimentale a Madrid, by studio Carlos Manzano


Una donna ha ereditato la sua vecchia casa d’infanzia (dopo 45 anni di assenza) e l’ha rimessa a nuovo attraverso un meticoloso restauro, perché ci sono luoghi a cui apparteniamo e che rimangono un nido nostalgico da cui non si va mai via del tutto. L’approccio progettuale con cui è stato condotto il lavoro si può riassumere in due assunti basilari: recuperare e valorizzare gli elementi originali, e ridistribuire gli ambienti per adattarli a una visione più contemporanea. Senza mai perderne l’anima.
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Photo credit: Amores Pictures
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Da magazzino a loft a Dublino, by Clancy Moore Architects


Lo stile industrial e il sogno di un loft in una ex fabbrica di mattoni (in una vecchia zona periferica diventata nuovo distretto creativo), accomuna artisti e capitani d’azienda. Per le quantità di spazio disponibile, per i volumi generosi e per il fascino ruvido degli interni, i futuri proprietari (una famiglia di fotografi) hanno deciso di apportare poche modifiche lasciando praticamente inalterato l’ambiente distribuito su due livelli, organizzato attorno ad uno spazio centrale con pavimento in cemento a vista e ampie finestre sul soffitto. L’aggiunta più significativa in tutto questo total white? Arredo moderno e alcuni importanti pezzi icona di design.

Photo credit: Fionn McCann
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Gap passato-presente, by studio Atelier NEA


Niente può competere col fascino di una casa antica con soffitti vertiginosi e finiture di pregio elegantemente invecchiate ma, trasferirsi in un posto del genere, vuol dire riuscire a colmare quel gap tra passato e presente fatto di abitudini, comfort e standard abitativi, oggi scontati, che devono essere ricavati all’interno di codici obsoleti. E poi c’è la personalità del luogo e di chi lo abita. Un restauro in punta di piedi è riuscito nell’impresa di coniugare tutto questo con poche semplici modifiche e un nuovo volume a tasca, attrezzato e attrezzabile, perfetto per custodire e organizzare ogni sorta di oggetto e lasciare libero l’involucro storico.
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Casa flessibile a Requena (in Spagna), by Crux Arquitectos


Casa REI è una villa flessibile, in perenne mutamento, che incorpora già, al suo interno, una possibile soluzione futura, attingendo da modelli antichissimi. Questo volume candido e lineare, articolato su due livelli e rivestito da una maglia di cemento di vaga impronta moresca, ha un layout interno innovativo che rivela il suo carattere elastico. Per evitare che il trascorrere degli anni rendesse, a un certo punto, obsoleto l’impianto architettonico della casa, gli architetti hanno cercato uno schema che fosse il più possibile versatile, finendo per trovarlo nel più impensabile dei riferimenti: la Basilica Cristiana. La pianta aperta della casa è composta da tre macro-aree con quella centrale deputata ad accogliere le funzioni principali della vita comune (mangiare, chiacchierare, riposare e giocare), mentre le altre due navate laterali che la affiancano sono luoghi flessibili a cui non è assegnata alcuna rigida etichetta.
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Photo credit: Lorenzo Zandri
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Photo credit: Milena Villalba
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