"Tutte le donne che conosco, compresa me, sono state molestate" Keira Knightley non starà più zitta

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Photo credit: Julien M. Hekimian - Getty Images
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Come ha spiegato senza mezzi termini, Keira Knightley rimpiange una sola cosa: essere stata in silenzio per troppo tempo davanti alle molestie e alle ingiustizie a cui il mondo del cinema, ma non solo, ha sottoposto lei e le altre donne. L'attrice da qualche tempo ha cominciato a prendere posizioni nette riguardo la gender equality, spiegando in diverse interviste il suo punto di vista su temi come la genitorialità condivisa (che vede ancora come un miraggio) e dando voce a personaggi del femminismo londinese Anni Settanta come nel film Il Concorso.

Oggi Keira Knightley si sente libera di prendere posizione e le sue ultime dichiarazioni in tema molestie, emerse durante un'intervista rilasciata al numero di giugno di Harper's Bazaar Uk, sono una di quelle chicche che da una parte indispettisce il patriarcato e dall'altra migliora la giornata alle persone femministe. "Ogni donna che conosco è stata molestata almeno una volta nella vita in vari modi, è stata palpata senza consenso o qualche uomo le ha mostrato le parti intime a tradimento, e io non faccio eccezione" ha spiegato l'attrice durante l'intervista che ha ripercorso la sua vita attraverso i punti chiave della sua formazione.

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L'attrice ha raccontato l'importanza di crescere con una madre femminista, la drammaturga Sharman MacDonald, che l'ha sempre spinta a pensare fuori dalle rigide norme di genere. Così ha imparato a giocare a calcio e ha ottenuto uno dei primi ruoli che l'ha lanciata nel mondo dello spettacolo in Sognando Beckham. Dopo tanti set, tanti film ed esperienze, oggi che Keira Knightley ha 36 anni e due figlie (Edie e Delilah) vuole essere d'ispirazione per loro e provare a rendere il mondo un posto migliore. Nell'intervista a Harper's Bazaar l'attrice ha anche affrontato poi il tema delle violenze di strada, discorso particolarmente caldo in una Londra ancora scossa dall'omicidio di Sarah Everard, definendo "fottutamente deprimente" il fatto che le donne debbano costantemente rimanere all'erta quando camminano per strada, tenendo a mente una lista di precauzioni che comunque non le garantiscono di evitare approcci indesiderati.

"Adoro quella politica che ha detto che dovrebbe esserci un coprifuoco per gli uomini e gli uomini si sono indignati, e tu pensi che, invece, un coprifuoco per le donne c'è sempre stato" ha spiegato Keira Knightley raccogliendo la provocazione di Jenny Jones, parlamentare britannica del Green party, che il 10 marzo, dopo l'omicidio di Sarah Everard, aveva ribattuto in questo modo al consiglio della polizia di Londra di "non uscire da sole". E allora anche grazie a persone come Jenny Jones e Keira Knightley, che di rimanere zitte non ne hanno proprio più voglia, le file alleate si ingrossano e la parità di genere diventa un discorso mainstream. La strada è sempre in salita, ma è in ottima compagnia.