Tutti gli amori vip nati e finiti durante il lockdown

Di Redazione Gente
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Photo credit: Stefano De Martino e Belen
Photo credit: Stefano De Martino e Belen

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Molti vip, magari approfittando della lunga pausa dal lavoro, hanno trovato la spinta giusta per allargare la famiglia durante il lockdown. Pensiamo a Chiara Ferragni e Alessia Ventura, Cristina Chiabotto e Tania Cagnotto, per esempio, che mostrano con orgoglio la dolce attesa. Altri invece hanno patito le restrizioni e non hanno retto alla dura prova della convivenza forzata, che ha portato alla rottura definitiva di legami a dire il vero già traballanti, come Satta-Boateng e Belen-De Martino. La showgirl argentina ha incontrato un nuovo amore, Antonino Spinalbese, da cui ora si dice vorrebbe un bambino.

Ma andiamo a quanto accaduto, più in generale. Nel travagliato anno appena trascorso, si è registrato un aumento del 60 per cento di richieste di separazione rispetto al 2019. Oltre alla crisi sanitaria, insomma, la pandemia ha creato un’emergenza familiare. Lo attesta l’indagine condotta dal Centro studi e ricerche sul diritto della famiglia e dei minori. «Quest’analisi tiene conto delle richieste di separazione avanzate dai coniugati, ma anche delle domande di assegnazione dei figli di coppie non sposate», spiega a Gente Matteo Santini, presidente dell’Associazione nazionale avvocati matrimonialisti e divorzisti. I numeri diffusi da altre organizzazioni sono leggermente diversi, ma il trend è purtroppo confermato (la prima riflessione Istat sul bilancio demografico del 2020, tra l’altro, segnala un calo del 50,3 per cento dei matrimoni rispetto al 2019, dato correlato all’aumento di separazioni). Per molti, dunque, il clima di paura ha fatto svanire il sogno d’amore.

Chi non ce la fa più, nel 58 per cento dei casi, sono le donne, che lamentano mancanza di attenzioni da parte di compagni sempre al telefono, che accudiscono poco i figli o trascurano l’igiene. «La quarantena è stata come un Grande Fratello che ci ha costretti sotto lo stesso tetto. Ciò, aggiunto alle preoccupazioni per il lavoro, ha reso per molti la convivenza intollerabile. Durante il primo lockdown non c’è stato un aumento significativo di separazioni, perché le persone hanno preferito aspettare per capire meglio, ma da settembre c’è stata un’impennata», spiega l’avvocato.

«Nel 40 per cento dei casi, è colpa dell’infedeltà, in buona parte virtuale». Com’è possibile? «In casa è difficile nascondere la “doppia vita”. C’è chi ha inventato pretesti assurdi pur di uscire a incontrare l’amante. Per molti, però, si è trattato di relazioni in Rete senza incontri fisici». I dati, infatti, lo confermano: la vita sessuale di coppia è stata molto meno gratificante, però c’è stato un boom di iscrizioni a Tinder e altre app di incontri. «Le relazioni sui social sono tradimenti a tutti gli effetti, riconosciuti dalla Cassazione come motivo di separazione e addebito della stessa. Procurarsi le prove non è difficile: in molti hanno istallato programmi per spiare i telefoni del partner (tra coniugi ciò non è punibile per legge)».



Ma la reclusione ha fatto emergere anche molte situazioni di abusi. «Un altro 30 per cento di richieste di separazione è imputabile all’esplosione della violenza domestica, un dato sottostimato perché in molti non denunciano per paura». E questa rabbia aumenta quando si cerca di vivere da separati in casa, atteggiamento che alcuni adottano per necessità. Ma cosa succede esattamente quando ci ritroviamo rinchiusi come cavie in gabbia? «Il movimento serve per scaricare le emozioni negative. Bloccando questa valvola di sfogo aumenta l’irascibilità», spiega Adele Fabrizi, psicologa e sessuologa dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma. «In particolare le persone che normalmente vivono in maniera impulsiva e hanno bisogno di una vita piena di attività hanno sofferto parecchio le restrizioni, così come coloro che, all’opposto, sono solitamente molto coscienziosi e rispettosi delle regole, perché hanno vissuto la pandemia in maniera angosciante. In entrambi i casi, questo ha fatto aumentare il clima di tensione in famiglia. E lo stress impedisce di rilassarsi, quindi inibisce il desiderio.

Su questo aspetto, bisogna tenere conto che anche il vivere in simbiosi ha fatto abbassare il desiderio», aggiunge Fabrizi. E calando l’appagamento sessuale, che è un ulteriore alleggerimento dello stress, aumentano i litigi anche per cause banali. «In molti hanno cercato di scaricare questo surplus di energia con una fuga nel virtuale. Questa scappatella, però, indica anche la ricerca di uno spazio di autonomia tutto per sé, perché con la convivenza forzata è mancata la possibilità di un ambito vitale proprio. Prima si poteva uscire e socializzare. Poi Internet è rimasto l’unica via di fuga, ma quando subentra il coinvolgimento emotivo, le relazioni online minano la coppia. In altri casi, la tensione si è tramutata in violenza: magari le persone si portavano qualcosa dentro da prima che, con il maggior numero di ore trascorse insieme, è venuta a galla ed è diventata insostenibile». Altre volte ancora, ci si è rinchiusi in se stessi, con contraccolpi depressivi e trascuratezza: non farsi la barba, non truccarsi, non cambiarsi d’abito. «Se ci aggiungiamo il fatto che le regole sono state sovvertite e, banalmente, si dorme di meno perché non ci sono più orari fissi, con conseguente malumore, si comprende la complessità del quadro». L’esperta di coppia prescrive due cose: «Camminare o fare movimento un’ora al giorno e ritagliarsi spazi individuali per fare qualcosa che ci piace». Semplice, ma fondamentale, in attesa di tempi più sereni. Non dimentichiamo che, nonostante tutto, nel 2020 sono nati anche tanti bambini e altri stanno per arrivare. L’amore non è stato travolto.

Testo di Gaetano Zoccali

Tutte le foto sono state pubblicate da Gente