Tutti i segreti di una beauty routine a base di prodotti senz'acqua

Di Michele Mereu
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Photo credit: Hiroshi Watanabe - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

Al contrario di quanto si possa pensare, è debole il legame tra la sostenibilità e i cosmetici waterless (senz’acqua), o quantomeno è debole il modo in cui spesso viene raccontato. Secondo un’idea di sostenibilità comune, si crede che acquistare un cosmetico formulato senza acqua, o con una quantità inferiore, sia utile per evitarne lo spreco ed avere così un atteggiamento più eco-responsabile. Un’idea non vera, che deriva da un “marketing della sostenibilità”, che in realtà ha poco a che vedere con le reali ragioni per cui bisognerebbe scegliere un cosmetico senz’acqua. Noi di Harper’s Bazaar abbiamo deciso di fare chiarezza.

La verità sulle formule waterless

"È vero che i cosmetici sono composti per la maggior parte d’acqua, ma non è certo la quantità contenuta nelle creme, e neanche quella impiegata nel processo industriale di produzione, che impatta sull’ambiente, e quindi sulla sostenibilità del prodotto", spiega Stefano Manfredini, direttore del corso in Scienza e Tecnologie Cosmetiche dell’Università di Ferrara. Da dove proviene quindi il vero spreco d’acqua connesso a un cosmetico? "Lo spreco sta nella quantità usata per la coltivazione delle materie prime e, poi, in quella necessaria al consumatore per poter usare il prodotto", aggiunge Manfredini.

Gli ingredienti alternativi per risparmiare acqua

L’ideale sarebbe sostituire l’ingrediente che viene dall’agricoltura tradizionale, con un ingrediente uguale ma di derivazione biotecnologica. Per un cosmetico tradizionale, tra produzione delle materie prime e utilizzo che ne farà il consumatore, servono circa due tonnellate e mezzo di acqua, con l’equivalente biotecnologico, bastano 150 litri. Un esempio concreto? "Il verbascoside, una sostanza antiossidante molto potente estratta dall’olivo, può essere ottenuta anche tramite produzioni biotecnologiche. Partendo dalle cellule meristematiche (cellule embrionali contenute nel fusto e nelle radici di una pianta, ndr) si crea l’ingrediente in laboratorio, così, invece di coltivare l’albero, se ne coltivano solo le sue cellule, risparmiando tutti i 'costi' a carico del nostro pianeta", racconta il professor Manfredini.

Photo credit: Image Source - Getty Images
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Quanta acqua sprechiamo per utilizzare i nostri cosmetici?

L’altra importante questione è lo spreco di acqua che deriva dall’utilizzo dei cosmetici. La domanda è spontanea: è più sostenibile lavarsi le mani con la saponetta o con il sapone liquido? In questo caso vince il sapone liquido, che si sciacqua più facilmente della saponetta, e ovviamente non si squaglia sul porta sapone, evitando un grande spreco di prodotto. Nell’ambito dei capelli, invece, ha la meglio lo shampoo secco, che richiede pochi ingredienti coltivati con consumo d’acqua e, addirittura, neanche una goccia per il suo utilizzo. Il segreto per essere veramente sostenibili sta nell’educare il consumatore a scegliere cosmetici non tanto con poca acqua nella formula, ma che al contrario ne richiedano poca per essere usati.

I veri vantaggi dei cosmetici senza acqua

Gli stick, formule diventate ultimamente molto di moda, oltre ad essere più pratici da utilizzare e da trasportare, contengono meno acqua, e quindi risultano essere più sicuri. Perché? « La flora microbica in assenza di acqua non ha modo di proliferare, e quindi il prodotto non si contamina. Questo vuol dire anche l’utilizzo dei conservanti, sostanze che possono essere problematiche sia per la pelle che per l’ambiente, è minore », conclude l’esperto.