Tutto quello che c'è da sapere su film, ospiti e anteprime della 16esima Festa del cinema di Roma

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Photo credit: courtesy photo/foto di Gianni Fiorito
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"Sarà un'edizione orgogliosamente pop". Lo sostengono all'unisono la presidente della Festa del cinema di Roma Laura Delli Colli e il direttore Antonio Monda e, per quel che vale, noi sottoscriviamo. Quest'anno infatti il cartellone della 16esima Festa del cinema di Roma sarà decisamente pop, nel senso di glamour, popolare, gioioso, internazionale, femminile (22 le registe presenti)... Insomma farà venire a tutti la voglia di tornare in sala.

Vediamo nel dettaglio chi ci sarà, perché, e quali sono le novità più succose.

Partiamo dagli ospiti. I due mostri sacri che, dall'America, arriveranno dritti dritti a Roma sono Tim Burton e Quentin Tarantino. I due riceveranno il Premio alla carriera per poi tenere ciascuno un incontro pubblico. Confermata anche la presenza di Jessica Chastain, protagonista del film di apertura The eyes of Tammy Faye, e, a quanto pare, Monda starebbe corteggiando i produttori di Eternals per avere qualche big star all'anteprima romana del film, prevista il 24 ottobre come gran finale della kermesse. Che riesca a portare in Capitale sua maestà Angelina Jolie? La speranza c'è, ovviamente. Monda si definisce anche ottimista nell'avere una star anche di Belfast, il nuovo film di Kennet Branagh che figura in cartellone. Nutrita la presenza italiana: si va da Ligabue a Pierfrancesco Favino, passando anche per Carlo Verdone, Pif, Fabio De Luigi, Luca Guadagnino, Emma Marrone, Gabriele Muccino giusto per citarne alcuni.

Quanto alle anteprime, quest'anno le serie tv fanno la parte del leone, tanto quanto le anteprime cinematografiche. Alla Festa del cinema potremo infatti vedere in anteprima la nuova serie tv Vita da Carlo di e con Carlo Verdone, prossimamente su Amazon Prime Video, e la nuova serie tv di Gabriele Muccino A casa tutti bene, targata Sky. A questi si aggiunge il film tv di Rai Uno Crazy Football con uno scatenato Sergio Castellitto versione psicologo che decide di curare i suoi pazienti sul campo da calcio. Ma non è finita. Nella sezione Incontri ravvicinati i Manetti Bross ci faranno dare una sbirciatina al film Diabolik mentre Bellocchio svelerà le prime immagini della sua serie tv.

Ma veniamo ai film. Quelli italiani sono quattro ovvero il nuovo film di Pif E noi stronzi rimarremo a guardare, che schiera nel cast Fabrio De Luigi e Ilenia Pastorelli; l'atteso Promises con Pierfrancesco Favino e Kelly Relly, il nuovo film di Sergio Rubini I fratelli De Filippo e L'arminuta di Giuseppe Bonito. Purtroppo non ci sarà l'attesissimo Diabolik ma in Incontri ravvicinati i Manetti bross incontreranno il pubblico svelando in anteprima qualche scena. Sempre meglio di nulla. Tra gli eventi speciali già cult: il documentario Zlatan, dedicato alla vita di Ibra e che uscirà poi nelle sale l'11 novembre. Segnaliamo anche il documentario su Scalfari, realizzato dalle figlie, e il biopic su Caterina Caselli.

Photo credit: courtesy photo
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Sul versante straniero, il grande evento è ovviamente il film di chiusura Eternals. Da non perdere però anche C'mon c'mon con Joaquin Phoenix, la versione in musical di Cyrano, diretto da Joe Wright, il documentario American genius dedicato a Frank Miller e il francese Les Jeunes amants, con protagonista Fanny Ardant. Tra le chicche, anche la versione integrale del film di denuncia Jfk di Oliver Stone (quella proposta a Roma è il doppio più lunga di quella vista all'ultimo festival di Cannes, ndr) e il documentario voluto nientemeno che da Papa Francesco: Stories of a generation. Al centro, il racconto della terza età attraverso la voce narrante del Papa e il racconto di persone anziane, vip e non. Il primo nome è Martin Scorsese...

Sarà dunque una festa ricchissima che aiuterà il cinema e ripartire, dopo le lunghe chiusure pandemiche. "Con 22 registe donne e 22 paesi presenti, questa edizione si distingue per il suo cartellone inclusivo e internazionale - sottolinea Monda. - Da quando dirigo la kermesse, mi sono imposto una unica quota: quella della qualità. Tutte le altre rischiano infatti di ghettizzare le categorie che vorrebbero tutelare". Il risultato finora non è niente male...

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