Tutto quello che dovreste sapere sui (falsi) cibi light, una volta per tutte

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Photo credit:  Visual Stories || Micheile su unsplash
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Quante volte, mosse dal sacro fuoco del dimagrimento e pensando di velocizzare gli effetti della dieta, abbiamo saccheggiato i supermercati riempiendo il carrello della spesa con prodotti light, sugar free, 1% grassi, zero calorie? Ma eliminare dalla nostra routine grassi e zuccheri, o meglio consumare alimenti che ne sono completamente privi, o lo sono in parte, non ci aiuta a perdere più rapidamente quei centimetri di troppo attorno al giro vita. Innanzitutto perché questi alimenti spesso sono “light” solo nel nome e non nella sostanza, la maggior parte delle volte il loro apporto calorico è simile al corrispettivo non alleggerito. Poi perché hanno un minor potere saziante che portano a mangiare di più. Oltre al danno la beffa, insomma.

Ma in definitiva, perché un prodotto viene definito “light” se poi, in realtà, non lo è? Facciamo un passo indietro. “Secondo la normativa europea che regola la materia, un prodotto può essere definito, classificato light, solo se il suo valore energetico è inferiore del 30% rispetto al suo corrispettivo tradizionale”, ci spiega la Federica Patrinicola, biologa nutrizionista. Questo si ottiene eliminando i grassi e gli zuccheri. I grassi eliminati da questi alimenti devo essere sostituiti da miscele di carboidrati o proteine mentre, in sostituzione dello zucchero, sono utilizzati dolcificanti sintetici quali saccarina, fruttosio o aspartame.

“Quando durante la preparazione di un alimento si deve evitare un particolare ingrediente, questo viene sostituito da un altro. Prendiamo per esempio uno yogurt 1% grassi: è vero che contiene una minima percentuale di grassi, ma se leggiamo l’etichetta noteremo che la quantità di zuccheri o edulcoranti è piuttosto elevata. Per risparmiare poche calorie, perché di questo si tratta, si veicola una quota importante di zuccheri semplici. Un errore grossolano, che ci impedirà di consumare un piccolo dessert a fine pasto. Gli yogurt magri, inoltre hanno un basso potere saziante, proprio perché privi di grassi”, commenta la nutrizionista. Saccarina e aspartame, che spesso sono utilizzati al posto dello zucchero, assunti in grandi quantità possono causare gonfiore, dissenteria e infiammazioni gastro intestinali. “È fondamentale leggere sempre le etichette sulle confezioni e controllare il contenuto di zuccheri semplici che, in grandi quantità, risultano più dannosi di un cucchiaino di grasso”, spiega la dottoressa Patrinicola.

Stesso discorso per i formaggi light: viene tolto il grasso ma, per renderli più gradevoli al palato, viene aggiunto il sale. “Molte volte, erroneamente, a questi alimenti è associata una percezione di leggerezza, che fornisce l’alibi per consumarne una quantità maggiore. Il fatto che un formaggio sia light non deve essere il pretesto per eccedere con il suo consumo, poiché si corre il rischio di introdurre nel nostro organismo una quantità maggiore di sale rispetto a quanto necessario e consigliato”, afferma la nutrizionista. In linea generale si dovrebbe prestare più attenzione all’alimento piuttosto che al prodotto.

I cibi alleggeriti non solo non sono miracolosi nell’ambito di un dimagrimento, ma possono anche non essere così salutari come si immagina. “A un biscotto definito light, ma preparato con olio di cocco o di colza, ingredienti non così virtuosi, meglio preferirne uno che contiene del burro, grasso tanto demonizzato, ma sicuramente più sano. L’olio di cocco, infatti contiene il 90% di grassi saturi, il burro il 60%. L’importante è non eccedere, valutare la propria alimentazione nel complesso e prestare attenzione non tanto alla quantità, ma alla qualità dei cibi”. Ne gioverà il giro vita, ma soprattutto la salute.

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