Tutto su Ginevra, la voce che crea un Vortice di nostalgia per posti pieni d'amore e romanticissimi

Di Mary Adorno
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Photo credit: Courtesy Photo
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From Cosmopolitan

È un mondo pieno di amore quello di Ginevra, la cantante che ha presentato a Sanremo Giovani 2020, quando è stata selezionata tra i 20 finalisti a ottobre, il singolo Vortice e che ha cominciato la sua carriera in lingua inglese, un po' come è capitato ad altri artisti. Da questo brano, se ancora non avessi sentito parlare di lei, puoi entrare nel suo turbine di sensazioni per scoprire chi è e accorgerti che, quando si parla di amore per Ginevra - nome intero Ginevra Lubrano, da Torino e nata nell'estate 1993 - non significa che le cose vadano sempre dritte e non ci siano intoppi. Anzi, ti è subito chiaro, forse per quelle atmosfere rarefatte che crea con la sua voce, che per ricostruire i pezzetti di un'anima andata in rovina si parte dalle macerie del nostro cuore. E su quelle Ginevra ha dato (e narrato) con il suo primo EP Ruins, uscito a marzo 2019 e su cui aveva detto: "RUINS è il mio EP d’esordio [...]. È un dialogo con me stessa e rappresenta una rinascita dalle “rovine” del mio cuore".

È stato il primo tassello del suo viaggio nella musica, ma ti dice anche molto di lei: quella rinascita di cui si parla spesso per Ginevra parte dalla scrittura, che è pratica a cui, come ha raccontato a noi di Cosmo, è piuttosto devota "Sento il bisogno di scrivere per lasciare un messaggio a chi mi ascolta. Mi piace raccontare il mio mondo e il mio modo di vedere le cose attraverso le parole di una canzone".

Quella rinascita, poi, è anche legata a luoghi che per atmosfere e colori sanno di eterea nostalgia e che, quasi in modo inaspettato, hanno una malinconia che cura e lenisce.

Ginevra, chi è la cantante di Vortice che hai sentito sul palco di AmaSanremo 2020

Un pezzettino della storia di Ginevra infatti parte da questi luoghi ed è il suo universo soffuso, perché è come se lei per trovare stimoli si muovesse sempre tra due poli opposti: la metropoli dalle mille luci (semicit. per appassionate di New York) e le rive di un fiume che placa. La frenesia e la solitudine, un po' per come abbiamo provato a sintetizzare direttamente con lei:

"Il senso di frenesia lo allontano creandomi uno spazio meditativo, una bolla, in cui rallentare il tempo. Ultimamente per esempio dipingo, in modo totalmente casuale e senza regole, ma questo mi permette di cambiare prospettiva. La solitudine a volte è necessaria per conoscersi, per approfondirsi, e può essere uno stimolo per la creatività; altre volte invece mi spaventa".

Vortice è il frutto della ricerca di pace, con anche la persona giusta accanto nell'istante giusto:

"Scrivendo “VORTICE” mi è venuta in mente una scena molto dolce, di quelle che spesso mi è capitato di vedere nei film: due giovani innamorati, o due grandi amici, si siedono su un pontile che si affaccia su un lago, o su un muretto che osserva la città. Lì si sussurrano parole di speranza, invitando l’uno a fidarsi dell’altro. In quel preciso istante, in cui il tempo sembra fermarsi, tutti i loro pensieri, le paure e le insicurezze scivolano via".

Il testo della canzone inizia così e ti afferra il cuore lasciandoti in apnea:

Dimmi se ti va
dimmi se ti va di stare un po’ sdraiati sulla riva
col profumo dei ciliegi nella testa
Dimmi se ti va
dimmi se ti va di starcene un po’ schiena contro schiena
a fissare il cielo sembra l’erba fresca
se si fa buio siamo dentro la tempesta

Appena parte la canzone, l'effetto transfert è immediato e potente.

Questo filo rosso che si appoggia a luoghi (dell'anima) attraversa molte delle sue canzoni. A Vortice, infatti, la cantante è arrivata dopo una serie di passaggi e lavori, che l'hanno portata anche sul palco del MI AMI Festival, del Linecheck Festival e del Liverpool Sound City (UK).

Se in quel brano ci sono le rive del fiume e il profumo di ciliegi, sul lato opposto dell'universo di Ginevra c'è la città. Nel 2012 la cantante si è trasferita a Milano e ha fatto suo quel senso di frenesia da metropoli, tanto più dopo questa strana e artefatta calma da lockdown. Ci ha detto così, quando abbiamo provato a farle scegliere il nido preferito:

"Mi mancano parecchio il caos metropolitano, le mille cose da fare, gli amici, andare a una festa, andare a un concerto. In questo momento avrei voglia di condividere uno di questi momenti con le persone e sceglierei gli input della metropoli".

Sembra quasi che queste sue parole chiudano uno strano cerchio sui vari mattoncini della sua carriera da giovane promessa.

Ginevra, gli esordi in musica inglese e poi la svolta con l'EP METROPOLI

Ginevra ha cominciato a cantare in inglese e poi la svolta in italiano è arrivata con l'EP METROPOLI, uscito a giugno 2020, curato nella produzione da Francesco Fugazza e con sei tracce che tracciano il viaggio verso Marte attraverso le strade di una città illuminata di notte. C'è il tempo per pensare, per lasciarsi ai sentimenti, per addormentarsi sui mezzi di trasporto e saltare tutte le fermate che vuoi. Tanto poi ci riderai. Cantare in italiano per lei ha significato fare arrivare il significato delle sue parole con più immediatezza.

Se vuoi partire dal suo ultimo lavoro, ti consigliamo subito il singolo SCONOSCIUTI, che racconta la storia d'amore di chi, avvolto nella frenesia delle sue giornate in città, sfilaccia il senso delle sue relazioni in nome di impegni che sembrano rubare ogni istante della giornata.

Per fare poi un salto nel passato, puoi recuperare BURNING, brano uscito a novembre 2019 e che ti schianta nella luce del tramonto d'estate, quando, come ha detto lei, trovi la sensazione che sia tutto possibile anche solo per un istante nella "corsa per salire su un treno e andare a prendersi un ultimo bacio". Lì succede che ogni tipo di pesantezza scompare nel mare un po' come accade per il sole all'orizzonte.

Ginevra, le mille luci di una metropoli, l'amore in punta di piedi e i guilty pleasure (quelli seri)

Per chiudere, nel passato di Ginevra ci sono già due EP, RUINS e METROPOLI, nel presente sempre metropoli e luoghi dell'anima e nel suo futuro sogni di musica e pianoforti in camera:

"Nel mio futuro c’è tanta musica e tanta voglia di esplorare per mescolarla a varie forme d’arte. Vedo anche tanti viaggi: se potessi partirei domani con uno zaino in spalla. Intanto a casa confido di avere un pianoforte prima o poi, per lo più compongo in camera, dove ho una postazione per lavorare e molto spesso scrivo alla tastiera".

Ginevra nella sua camera quindi scrive di sensazioni sottili in punta di penna e con voce che apre nuove galassie. Forse per quello abbiamo sperato che ci fosse un guilty pleasure che ci riportasse con i piedi per terra dopo avere volteggiato leggeri sulla sua musica. Ci ha detto che è "Cantare Harry Styles sotto la doccia a squarciagola!" e noi siamo state felici di chiudere così, con ♪Just stop your crying It's a sign of the tiiiiiimes♫.

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