Twitter censura Trump, violate le regole social per l'Election Day

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Twitter censura Donald Trump, anche nell'Election Day. Nel giorno in cui gli Stati Uniti scelgono il loro presidente, continua la battaglia tra il tycoon e i social network.

Nel pieno svolgimento dello spoglio delle schede, Trump ha cinguettato una frase al veleno contro i rivali democratici: “Siamo avanti, ma stanno cercando di rubarci le elezioni. Non gli permetteremo di farlo. I voti non possono essere espressi dopo gli scrutini”. Il post è stato segnalato per aver violato le regole.

In vista delle elezioni, infatti, Twitter aveva stabilito dei paletti per arginare il fenomeno delle fake news durante lo scrutinio. Tra questi, il divieto ai politici e ai candidati di pubblicare tweet che potessero interferire con il processo elettorale, come per esempio annunciare di essere in vantaggio nelle previsioni di voto.

Non è la prima volta che Twitter segnala e oscura un contenuto del presidente Usa in carica. L'ultimo caso è avvenuto nella giornata di martedì: il social network aveva censurato, bollandolo come “controverso” e “fuorviante”, il post in cui Trump aveva definito “molto pericolosa” la decisione della Corte Suprema di estendere in Pennsylvania la validità dei voti postali oltre l'election day. “Essa consentirà un imbroglio sfrenato e incontrollato - proseguiva il tycoon - e minerà l'intero sistema delle leggi. Inoltre causerà anche violenza nelle strade. Deve essere fatto qualcosa!”

La storia tra Trump e Twitter è in realtà lunga e complessa. Il social è stato fondamentale nella vittoria alle elezioni del 2016 e fin dall'inizio del suo mandato i tweet sono stati la fonte di informazione principale per il tycoon. Nel maggio scorso, invece, i rapporti si sono incrinati. Twitter ha segnalato due post di Trump come “potenzialmente fuorvianti"“ senza censurarli, ma aggiungendo un link per approfondire i fatti che sarebbero stati riportati in maniera errata. Pochi giorni dopo, il presidente Usa ha firmato un ordine esecutivo che riduceva la possibilità da parte dei social network di oscurare i contenuti pubblicati dagli utenti, permettendo alle autorità garanti di valutare se fosse stata violata la libertà di espressione.

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