Uccise il suocero dopo abusi su figlia: 20 anni al killer

Aveva ucciso il suocero dopo aver scoperto che aveva abusato della nipotina, cioè della figlia dell'uomo autore dell'omicidio. È stato condannato a 20 anni di carcere in abbreviato e il complice che lo aveva aiutato ha ricevuto una pena di 18 anni.

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Il 35enne lo scorso 25 febbraio si era recato in motorino insieme a un complice in un parco giochi in zona Rozzano, nel milanese, dove si trovava il suocero 63enne. Erano le 18 quando il padre della bambina ha chiesto al suocero di poter parlare in privato. Condotto dietro a un furgone parcheggiato vicino all'aerea verde lo ha freddato con quattro colpi di pistola. L'amico, che faceva il palo, una volta sentiti i colpi, lo ha caricato sullo scooter e sono fuggiti insieme.

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In quello stesso giorno al Palazzo di Giustizia di Milano, si era da poco concluso un incidente probatorio nel quale la bimba di otto anni aveva parlato degli abusi che avrebbe subito dal nonno. E in quell'occasione, davanti al giudice e alla madre della piccola, cioè la figlia del 63enne ucciso, era arrivata, la conferma dei racconti già resi dalla bambina alla polizia.

Il pm Monia di Marco aveva chiesto due condanne all'ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Il giudice ha invece concesso a entrambi gli imputati le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti.

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L'ex compagna del 35enne, madre della bimba abusata e figlia del 63enne ucciso, si è costituita parte civile. I giudici le hanno riconosciuto 1 euro di risarcimento simbolico: "Ha chiesto solo una cifra irrisoria appunto perché nessuno pensasse che volesse approfittarsi economicamente della situazione. Eppure in tanti hanno condannato questo suo gesto, sui social e non solo - ha chiarito il suo avvocato Lara Benetti - Il giorno dell'omicidio l'ex compagna del killer era in Tribunale a Milano insieme alla bambina che stava raccontando, in audizione protetta davanti ad un gip, gli abusi subiti dal nonno. La mia assistita aveva già intrapreso un'altra via nei confronti di suo padre, quella della giustizia, e non della vendetta", ha chiarito il legale.