Un altro caffè? Se non lo desideriamo davvero può farci male

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Se non desideriamo davvero quel caffè in più, non prendiamolo.

Questo il consiglio dei ricercatori della University of South Australia, che hanno condotto uno studio sull’associazione tra l’apporto di caffeina e la genetica delle persone, incluse quelle con problemi di asma, ipertensione (pressione alta), angina e aritmia.

Secondo gli scienziati, questi pazienti hanno più probabilità di bere meno caffè o evitare completamente il consumo dello stesso, rispetto a chi non soffre di queste condizioni. E tutto per motivi genetici.

«Pare che le persone, inconsciamente, autoregolino il loro consumo di caffeina sulla base della pressione sanguigna, se alta; è come un meccanismo genetico protettivo», ha dichiarato Elina Hyppönen, dell’Australian Centre for Precision Health. «In altre parole, se una persona beve tanto caffè, è geneticamente più predisposta a tollerare la caffeina rispetto ad altre persone che ne consumano poco o niente».

Al contrario, un individuo che non prende il caffè, o che beve solo caffè decaffeinato, è più propenso a soffrire di pressione alta.

«Questo studio indica che la nostra genetica ci spinge a prendere decisioni per proteggere la nostra salute cardiovascolare», continua la Hyppönen. «Se il nostro corpo ci dice di non bere quel caffè in più, è probabile che ci sia una spiegazione. Ascoltiamo sempre il nostro corpo, che è molto più in linea con la nostra salute di quanto pensiamo».

Lo studio ha coinvolto 390.000 pazienti dello studio UK Biobank.