"Un giorno buio per la comunità LGBT+ ungherese è un giorno buio per i diritti umani" di tutti

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: ATTILA KISBENEDEK - Getty Images
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From Cosmopolitan

Non avevamo ancora fatto a tempo a gioire per le buone notizie dall'Argentina dove (forse) l'aborto verrà finalmente legalizzato che ecco arrivare l'ennesimo colpo ai diritti civili, l'ennesimo sconfortante passo indietro. Da dove? Ovviamente dall'Ungheria, dato che il premier (ormai dittatore) Viktor Orban sta smantellando sistematicamente uno per uno i diritti delle donne e della comunità LGBT+ a cui ha apertamente dichiarato guerra. Per prima cosa ha pensato bene di uscire dalla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Motivo: "promuove l’ideologia distruttiva del gender e l'immigrazione illegale". Come no. Poi ha approfittato della pandemia per accentrare ancora più potere nelle sue mani e vietare di netto la possibilità di richiedere la modifica dell’indicazione del genere all’anagrafe in un becero tentativo di cancellare e sopprimere la comunità transgender ungherese. E ora, non contento, continua la sua crociata con l'approvazione di un disegno di legge che limita il matrimonio all’unione tra un uomo e una donna e di fatto vieta l'adozione alle coppie omosessuali. Enough is enough.

Martedì il parlamento ungherese ha approvato una proposta che stabilisce che soltanto le coppie sposate potranno adottare. E quindi, di conseguenza, a poterlo fare saranno d'ora in poi solo le coppie eterosessuali composte da un uomo e una donna. Il matrimonio fra le persone dello stesso sesso, infatti, in Ungheria non esiste, ma sono riconosciute solo alcune forme di unioni civili che, però, non danno il diritto di adottare. Ma la questione non finisce qui: il governo Orban ha anche introdotto un emendamento alla Costituzione che specifica che "il fondamento della famiglia è il matrimonio e il rapporto genitore-figlio. La madre è una donna, il padre è un uomo". È stato poi inserito nella Costituzione anche il concetto di "genere" legandolo irrevocabilmente al sesso indicato alla nascita. Insomma, come ha giustamente commentato David Vig, direttore di Amnesty International in Ungheria si tratta di "un giorno buio per la comunità LGBT+ ungherese e un giorno buio per i diritti umani".

Prima di questa nuova modifica, alle coppie omosessuali ungheresi non era riconosciuto pienamente il diritto di adottare figli ma era possibile farlo tramite l'adozione concessa alle persone single. Il nuovo provvedimento va proprio a minare questa possibilità: l'adozione per i single non verrà totalmente esclusa, ma da questo momento dovrà essere approvata dal ministero per la Famiglia, attualmente guidato dalla conservatrice Katalin Novák. Di fatto quindi, secondo le associazioni LGBT+, risulterà pressoché impossibile per una coppia omosessuale ottenere l’approvazione del ministero. Per concederla, infatti, verranno verosimilmente condotte varie indagini e i criteri per concederla saranno quelli eteronormativi (e omofobi) espressi dalla nuova legge. Sembra assurdo che un Paese parte dell'Unione Europea possa così palesemente schierarsi contro i diritti civili e la comunità LGBT+, prendendo una deriva autoritaria e pericolosa come se niente fosse. La situazione è sempre più grave e stare a guardare mentre Orban sopprime i diritti delle persone un giorno sì e l'altro pure non dovrebbe più essere un'opzione.