Un nuovo documentario su Alighiero e Boetti celebra l'artista a ottant'anni dalla sua nascita

Di Emanuela Griglié
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Photo credit: Alighiero e Boetti. Sciamano e Showman, 2020. Prodotto da Sky Arte e Tiwi, still da video.
Photo credit: Alighiero e Boetti. Sciamano e Showman, 2020. Prodotto da Sky Arte e Tiwi, still da video.

From Harper's BAZAAR

Il 16 dicembre 2020 avrebbe compiuto 80 anni. Alighiero Boetti - o meglio Alighiero e Boetti, come si firma a partire dal 1971 - è stato molte cose, di sicuro un artista - molto prolifico e inizialmente autodidatta, aveva studiato economia senza arrivare alla laurea - fondamentale nella scena contemporanea internazionale. Consacrato nel 2012 dalla retrospettiva Game Plan in tre prestigiose sedi: il MOMA di New York, la Tate di Londra, il Reina Sofia di Madrid e ancora più recentemente a Venezia, nel 2017, alla fondazione Cini. Nato a Torino nel 1940 da una famiglia nobile, lui stesso aveva il titolo di conte, si muove come artista esordiente nell’ambito dell’Arte Povera, movimento da cui si allontanerà presto trasferendosi a partire dagli anni Settanta a Roma.

Photo credit: Courtesy
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Intanto era già stato in Afghanistan, luogo che diventerà del cuore (aprirà anche un hotel a Kabul), esperienza fondamentale, dove inizia a collaborare con le ricamatrici locali per alcune delle sue più iconiche opere, gli arazzi, tra cui le Mappe, i planisferi colorati che riproporrà lungo tutta la carriera come registro dei mutamenti politici del mondo. “Il lavoro della Mappa ricamata è per me il massimo della bellezza”, spiega Boetti, “per quel lavoro io non ho fatto niente, non ho scelto niente, nel senso che: il mondo è fatto com'è e non l'ho disegnato io, le bandiere sono quelle che sono e non le ho disegnate io, insomma non ho fatto niente assolutamente. Quando emerge l'idea base, il concetto, tutto il resto non è da scegliere”.

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Artista innamorato della specularità, che mette in scena il linguaggio, “gioca” con la permutazione matematica dei francobolli e i ritmi musicali. Fu sempre grande viaggiatore, affascinato dal suo antenato, il monaco domenicano Giovanni Battista Boetti, missionario in terre caucasiche nel XVIII secolo. Figura fondamentale per le generazioni successive di artisti, anche “sciamano” e “showman” come le definisce il documentario di Sky Arte che ne celebra il compleanno.

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Alighiero e Boetti. Sciamano e Showman andrà in onda su Sky Arte il 16 dicembre alle 21.15 (e disponibile on demand e in streaming su NOW TV). Ma sarà anche protagonista di un nuovo esperimento di distribuzione: sempre il 16 dicembre dalle 10.00 alle 18.00 il film verrà lanciato in anteprima assoluta in Museovisione sui siti internet di sei tra i più importanti musei d’arte contemporanea italiani (Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli – Torino, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Madre museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli, MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma).

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Muovendosi tra testimonianze di famigliari – i figli Agata e Matteo e la vedova Caterina Raganelli Boetti – amici, storici dell’arte e artisti – Salman Alì, Stefano Arienti, Stefano Bartezzaghi, Alessandra Bonomo, Giorgio Colombo, Flavio Favelli, Tommaso Pincio, Sissi, Angela Vettese – immagini di repertorio e opere coloratissime ed enigmatiche, il film ripercorre la breve e folgorante parabola artistica di Boetti: gli inizi contrassegnati dall’adesione al movimento dell’Arte Povera, il grande fermento creativo degli anni Settanta, in cui nascono i suoi capolavori, il successo arrivato a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, la postuma consacrazione tra i grandi. Già oggetto del desiderio il filtro Instagram, scaricabile direttamente dai profili social di Sky Arte, che si ispira a uno dei soggetti più conosciuti della produzione di Boetti: gli aeroplani. Per immergersi, letteralmente, nel suo mondo magico.